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| Foto premiazione del 1? Festival di Roseto | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Foto Premiazione del Festival di Roseto: 94 in tutto ! Pubblichiamo le ultime foto del Festival di Roseto, questa volta relative alla cerimonia di premiazione.Ricordiamo che tutte le 94 foto del torneo sono visibili in alta risoluzione sulla nostra Gallery di Flickr? QUI CLASSIFICHE: MAGISTRALE OPEN A OPEN B FOTO PREMIAZIONE
![]() Oleg Romanishin, vincitore del Magistrale del Festival di Roseto Epishin Pap Bove, norma MI Sveshnikov e Rotstein Yurenok ? ![]() Pescatore ![]() Bossoni,vincitore Open A ? Angelmann, vincitore Open B ![]() ![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-06-19T21:00:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Roseto: Romanishin in vetta dopo 4 turni | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| E’ in corso a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo (Abruzzo), la prima edizione del festival internazionale “Città di Roseto”, che si concluderà sabato. All’open magistrale partecipano 92 giocatori, fra i quali cinque grandi maestri... Le partite del magistrale si possono seguire in diretta all’indirizzo http://www.scacchirandagi.com/diretta/round_1.htm. Sito ufficiale: http://www.rosetoscacchi.net/Roseto_scacchi/Home_page.html | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Mon, 07 Jun 2010 17:08:40 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Norma MI per Alessandro Bove al Festival di Roseto! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() ROSETO: Foto del 6° turno
Il Maestro Fide romano Alessandro Bove ha realizzato con due turni di anticipo la sua prima norma di maestro internazionale al torneo di Roseto attualmente in corso. Complimenti da tutto lo Scacchierando Team. Come di consueto per il Blog,un po' di festeggiamenti per i successi degli italiani. Bove infatti ha attualmente 5 punti su 7, ha battuto ieri nel 6° turno il MF Napoli mentre nei turni precedenti ha avuto la meglio sui GM Sveshnikov e Rotstein e pattato col numero 1 di tabellone Epishin. ![]() Complimenti per la norma ! Per ottenere la norma MI gli è sufficiente incontrare negli ultimi due turni avversari di media elo pari a 2310, e siccome è stato abbinato al penultimo turno col MI serbo Misa Pap il risultato è ormai certo. Piuttosto,vista l'elevata perfomance,potrebbe tentare di fare 1,5 su 2 per ottenere la norma GM. Compito certamente non facile ma perchè non provarci, giocando come ha fatto fino ad oggi senza cambiare. In ogni caso il risultato è già ampiamente positivo e meritato. News relative al torneo di Roseto sono state comunicate al sito Chessdom.com QUI e al blog di Susan Polgar QUI Riportiamo ora oltre ad alcuni dati del torneo anche le foto del 6° turno e un paio di belle partite vinte dal capoclassifica Romanishin e da Bove. Il TABELLINO di Bove dopo 7 turni
![]() MF BOVE ABBINAMENTI 8° TURNO (prime scacchiere)
FOTO del 6° TURNO
![]() GM Rotstein-MF Bove= 0-1 ![]() Romanishin con l'organizzatore Pienabarca (a sinistra) e lo Scacchierando Team ![]() MI Pap- GM Romanishin = 0-1 ![]() MI Marholev-MI Rombaldoni = X ![]() MF Nicolò Napoli ![]() Romanishin durante lo stage di ieri sera. Ispirato,soddisfatto e generoso visto il buon torneo che sta conducendo. ![]() Palermo Sbraccia ![]() MF Cocchi-Samolins ![]() Bossoni-Nasoni ![]() GM ROTSTEIN- MF BOVE = 0-1
MI Pap- GM Romanishin= 0-1 ![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-06-11T02:00:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Marco Albano - Anatoly Karpov (Graz 1972) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() E' uscito oggi l'ultimo numero di Scacchitalia, la rivista della FSI diretta dal Maestro Leoncini. Tra le varie rubriche interessanti (il reportage sul Master,una partita commentata dal GM Godena...) ne troviamo una particolare, a pagina 22, sullo scacchismo nazionale: "Gli Italiani contro i Top del Mondo". Vista la particolarità dell'iniziativa, la curiosità che può suscitare tra i lettori e l'arricchimento della conoscenza storica che può dare agli stessi abbiamo deciso di riportarne il testo. Il primo numero di questa rubrica (che analizza solo le partite a tempo lungo) si è interessato dello scontro a Graz nel 1972 tra il ligure Marco Albano e il futuro Campione del Mondo Karpov. Viene riportato anche il ricordo diretto del giocatore, le foto dell'epoca e la partita analizzata. Ecco l'articolo: ![]() ![]() ![]() L'occasione della partita fu il campionato mondiale studentesco a squadre, manifestazione assai sentita all'epoca, che fu tenuta nel 1972 a Graz negli stessi giorni in cui, a Reykjavik, Fischer e Spasskij si contendevano il massimo titolo. Complessivamente a Graz la rappresentativa italiana non andò tanto bene, ma naturalmente per Albano la sola partitacon Karpov rappresentò un enorme motivo di soddisfazione e orgoglio, oltre che un ricordo davvero eccezionale. Ma approfittiamo dell'occasione per ricordare quei tempi "eroici" con le parole del protagonista. ![]() "In quei bui anni 70, sotto la presidenza del conte Dal Verme, non era così semplice partecipare ai campionati a squadre. Ricordo di essere andato a giocare un paio di incontri amichevoli con la Slovenia, uno a Trieste ed uno a Portorose, e in entrambi i casi i giocatori furono completamente spesati ed addirittura ricevettero l'"argent de poche" direttamente dalle tasche del Conte. Generalmente però, quando i giovani più forti insistevano per partecipare ai campionati a squadre (va tenuto presente che i mondiali giovanili erano una delle poche occasioni all'epoca per fare dei tornei forti) la Federazione ci iscriveva (grazie alle insistenze di Palladino e Pace, ... che stavano cercando di scalzare il Conte), gli organizzatori pagavano il soggiorno, ma NOI ci pagavamo il viaggio. La formazione veniva quindi selezionata seguendo le classifi che di allora, togliendo però quelli che non volevano, o non potevano, pagarsi il viaggio! Ovviamente ho molti bei ricordi legati a queste. All'epoca le competizioni a squadre della FIDE erano organizzate in una fase preliminare e in una finale. Nella fase preliminare era fondamentale cercare di fare qualche mezzo punto con le squadre forti e poi vincere con quelle di uguale forza per cercare di essere ammessi alla fi nale B e non alla fi nale C. Il tempo di riflessione era quello tradizionale del tempo, 40 mosse in 2 ore e mezzo e 18 mosse per ogni sessione di 1 ora, faticoso certamente, ma ricordo con enorme piacere le analisi serali delle partite sospese, in media 1 o 2 ogni turno. Abbiamo imparato a giocare i fi nali più con queste sedute che con lo studio dei classici! L'anno che abbiamo ottenuto il miglior risultato di sempre (quinti nella fi nale B) è stato nel..... .....L'ARTICOLO (con la partita commentata) CONTINUA QUI a pag 22 Tra le particolarità menzioniamo anche un numero SPECIALE sulle antiche testimonianze degli scacchi in Toscana QUI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-05-18T20:00:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Campionati Regionali 2010 - Quarti del CIA | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
CAMPIONATI REGIONALIIl blog Scacchierando inaugura una nuova sezione: quella dedicata ai Campionati Regionali Italiani. L'obiettivo è quello di dare luce a tutte le manifestiani locali che costituiscono il viatico alle Semifinali del Campionato Italiano Assoluto. Inoltre ogni realtà locale avrà il suo spazio dedicato cosicchè tutti possano seguire con passione i propri amici o sentirsi protagonisti. Ci auguriamo che ciò servirà anche da stimolo anche agli organizzatori di tali eventi. CR VENETO - Belluno -7/9 Maggio ( da disputare)
![]() VENETO- Belluno Si svolgerà dal 7 al 9 Maggio il Torneo Nazionale Alpe del Nevegal valido come Campionato Regionale Veneto. Dalla lista dei preiscritti risulta essere il N°1 del tabellone il MI Daniele Genocchio che recentemente ha ben figurato nelle finali CIS del Master battendo Borgo e Vocaturo. Presente anche il MF Valerio Luciani che ha vinto l'edzione precedente. ![]() MI DANIELE GENOCCHIO
ALBO D'ORO
![]() CR CAMPANIA - Scafati - 30/04-02/05
![]() ![]() CM Fezza Davide CLASSIFICA FINALE: ![]() ALBO D'ORO
CR Liguria - Savona - 30/04-02/05
![]() ![]() M STOPPA OMAR, 3° titolo regionale consecutivo CLASSIFICA FINALE: ![]() ALBO D'ORO
CR SARDEGNA - Sardara -17/25-04
![]() ![]() M Ibba - CM Caglio CLASSIFICA FINALE: ![]() ALBO D'ORO
CR TOSCANA Firenze 17/25-04
![]() ![]() MF TOCCHIONI DORIANO CLASSIFICA FINALE: ![]() ALBO D'ORO
CR LAZIO - LADISPOLI - 23/25-04
![]() Ladispoli-Campionato regionale Lazio di alto livello (53 iscritti). Partecipano infatti al torneo il GM Vocaturo, il MI Collutiis e i MF Napoli, Corvi e Passerotti. Nel primo turno, a sorpresa, Collutiis perde con il Maestro Chiaretti (2196) mentre Passerotti si fa imporre la patta dal CM Fezza (2064). CLASSIFICA FINALE: ![]()
MI VOCATURO ( by Fred Lucas, Corus 2010)
MF Corvi e MF Napoli
SITO UFFICIALE
CR EMILIA ROMAGNA - FERRARA - 23/25-04
Ferrara-Emilia Romagna .Si svolge dal 23 al 25 Aprile il Campionato Regionale dell'Emilia Romagna. Presente anche Niccolò Ronchetti che prenderà anche parte al CIS MASTER di fine mese ad Arvier in Val d'Aosta. Queste i primi 20 preiscritti in ordine di elo.
CM VINCENZI MARCO
MI RONCHETTI NICOLO'
ALBO D'ORO
CR MOLISE - Campobasso- 16/24-01
![]() ![]() ALBO D'ORO
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2010-05-05T13:51:12+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Surfing on the Net - Aprile | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
UPDATE 28 APRILE Scalcione-GM Rotstein Live h.15:30 Cutro (KR) - Dal 24 aprile al 2 Maggio si sta disputando la XVI edizione del Torneo Internazionale di Scacchi di Cutro (7.400 euro di Montepremi, 1.500 al vincitore). Nel torneo Magistrale, riservato ai giocatori con un elo superiore a 1999, tra i 23 partecipanti alla manifestazione troviamo ben 6 Grandi Maestri: Rotstein, Naumkin, Levin, Barsov, Petkov e Lalic, e 4 Maestri Internazionali! Sono presenti anche due giocatori italiani titolati: i Maestri Fide Michelangelo Scalcione e Giuseppe Fabiano.
Dopo quattro turni, ammucchiata in testa alla classifica a quota tre: Naumkin, Levin, Piasetsky e Mrdja. Il nostro migliore rappresentate è Michelangelo Scalcione che, grazie alla patta ottenuta nel quarto turno contro il GM Lalic, è nel gruppo degli inseguitori con lo stesso Lalic, Barsov, Petkov e Rotstein. Accoppiamenti del quinto turno Live h. 15:30
Arkadij Rotstein, numero uno del tabellone
![]() Michelangelo Scalcione, il migliore degli italiani [ Megalovic – 28-04]
Roma-Campionato regionale Lazio di alto livello (53 iscritti). Partecipano infatti al torneo il GM Vocaturo, il MI Collutiis e i MF Napoli, Corvi e Passerotti. Nel primo turno, a sorpresa, Collutiis perde con il Maestro Chiaretti (2196) mentre Passerotti si fa imporre la patta dal CM Fezza (2064).
MI VOCATURO ( by Fred Lucas, Corus 2010)
MF Corvi e MF Napoli
[ Darkstorm – 24-04]
Ferrara-Si svolge dal 23 al 25 Aprile il Campionato Regionale dell'Emilia Romagna. Presente anche Niccolò Ronchetti che prenderà anche parte al CIS MASTER di fine mese ad Arvier in Val d'Aosta. Queste i primi 20 preiscritti in ordine di elo.
Niccolò Ronchetti
[Darkstorm – 24-04]
Trento- Il MF Sergejs Gromovs si è imposto nella 3° edizione del torneo di Trento svoltosi lo scorso week end (16-18 Aprile). Partito come numero 3 di tabellone Gromovs è giunto primo con 4.5 punti su 5 grazie alla vittoria sul MF di Bolzano Florian Gatterer e la patta con il MI Kizov. ![]() MF Gromovs III Open Citta di Trento A - Trento - 16/04/2010, 18/04/2010 CLASSIFICA FINALE Pos Pts ID NAME | Rtg PRtg Fed | Buc1 BucT ARO -------------------------------------------------------------------------------- 1 4.5 3 FM GROMOVS Sergejs | 2326 2491 EE | 13.00 2 4.0 2 IM Kizov Atanas | 2398 2444 MKD | 14.00 16.00 3 4.0 1 IM Dragojlovic Andjelko | 2422 2417 SRB | 14.00 15.50 4 4.0 8 CM CODENOTTI Marco &nb | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-04-28T12:00:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Festival di Roseto: stages gratuiti con Romanishin e Sveshnikov!! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Vi piacerebbe incontrare due miti viventi degli scacchi come Oleg Romanishin ed Evgeny Sveshnikov e conoscere i loro segreti in uno Stage senza dover pagare neanche un centesimo? Come? E’ troppo bello per essere vero? E invece sììì che è vero!!
Oleg Romanishin (foto Chessbase)
Evgeny Sveshnikov La redazione di Scacchierando è lieta di annunciare che ha organizzato, in collaborazione con l’Associazione “L’Arrocco”, non uno, ma addirittura due Stages gratuiti per tutti coloro che parteciperanno al 1° Festival Internazionale “Città di Roseto”, in programma a Roseto degli Abruzzi (TE) dal 4 al 12 giugno 2010.
Panorama del "Villaggio d'Abruzzo", sede di gioco del torneo Il Festival si disputerà presso la splendida sede del “Villaggio d’Abruzzo” di Roseto, dove sarà possibile abbinare al torneo una rilassante vacanza in riva al mare a prezzi davvero concorrenziali (ci sono varie possibilità, da 40 euro per la pensione completa!). Il torneo si preannuncia di altissimo livello grazie ad un montepremi in denaro che sfiora i 9.000 euro e può già vantare nella lista dei prescritti un buon numero di GM di fama internazionale.
Vladimir Epishin, attuale n°1 del tabellone Il Festival, che sarà trasmesso in diretta internet su ben 50 scacchiere, prevede la disputa di 3 tornei: ************************* E veniamo agli Stages Ovviamente speriamo che il nostro sforzo organizzativo sia premiato da una larga partecipazione agli Stages, ma ci rendiamo conto che non tutti potranno giocare il torneo. Quindi passiamo al prossimo annuncio, che faremo nello stile di alcuni battitori d'aste: "Venghino signore e signori! Non potete giocare il torneo ma volete partecipare ugualmente agli Stages organizzati da Scacchierando? Ebbene, signore e signori, oggi ci vogliamo rovinare! Chi parteciperà solo agli Stages pagherà una quota d'iscrizione di appena 20 euro!!" Ora non avete più scuse: CI VEDIAMO A ROSETO!! Sito ufficiale, QUI Bando del torneo, QUI | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-03-24T07:00:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Delitti incrociati (seconda parte) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
6) Tempi duri In una situazione di alterno abbattimento-incazzamento arrivò la telefonata. Precisa, puntuale, prevedibile. D?altra parte dopo tre episodi di quel genere era anche ragionevole, sebbene a me paresse come il colpo finale dato ad un uomo morto. Il che mi fece venire alla mente un episodio storico successo a Gavinana. Per non dargli soddisfazione cercai di mantenere almeno un filo di quella ironia che mi aveva sempre contraddistinto.
?Pronto, commissario??.
?Quasi vivo e quasi vegeto?.
?La capisco, tutti questi casi irrisolti avrebbero schiantato un bue?.
?Per fortuna non sono un ruminante?.
?E proprio per questo e per la sua completa e fattiva dedizione al suo lavoro durante tutti questi anni di servizio presso??.
?Dov?è il trucco??.
?Quale trucco??.
?Sì, dico, tutta questa lisciata a cosa serve??.
?Serve?serve?Intanto da parte mia c?è sempre stata un?alta considerazione, se ben si ricorda??.
?Mmmmm?.mi faccia pensare?.
?Via, non mi dica?vede?purtroppo?mi hanno incaricato?sono ordini dall?alto, mi creda, da molto in alto??.
?Mi fa venire le vertigini?.
?Io non avrei voluto, lei lo sa bene?ma dopo tutti questi omicidi, commissario?a Siena poi?Insomma sono latore??.
?Venga al sodo, signor procuratore?.
?Vengo al sodo, d?altra parte lei stesso mi incita??
?Dunque??. E qui venne fuori il solito Silvestri.
?Dunque il suo incarico è stato revocato. Si consideri congedato per tre mesi. Si curi e si riposi? e riagganciò senza tante storie. E così mi curai e riposai confortato, come ho già detto, dalle visite degli amici, da quelle di Manganelli che mi teneva al corrente degli eventi e dalle attenzioni della signora Giulia che si mostrava sempre più preoccupata del mio stato di salute. Allora si ingegnava a prepararmi dei manicaretti a base di non so che cosa che rinforzassero il sistema nervoso e tirassero su, diceva lei, il mio morale. Per distrarmi, inoltre, dalle mie preoccupazioni, era prodiga di racconti più o meno personali ancora più lunghi di quelli a cui era solita sottopormi, soprattutto durante l?ora dei pasti. Diceva di buttar via le medicine, di uscire fuori a prendere una boccata d?aria, per svagarmi e parlare con gli altri, che altrimenti sarei finito male. Come era successo alla cognata di suo nipote, no?non quello che abita a Colle Val d?Elsa un fannullone che Dio ci scampi e liberi che non c?entrava niente, ma quello di Castellina in Chianti, un ragazzo sveglio che si sarebbe fatto strada nella vita, e insomma questa cognata era stata lasciata dal marito, farabutto che non era altro, per andare dietro alle sottane come gli pareva, ed era caduta in una brutta depressione e stava sempre sola e non voleva uscire di casa, tanto che alla fine, insomma era morta. La conclusione era che la sera mi ritrovavo con la testa ancor più confusa e la serotonina a livello zero.
Cercai conforto nella mia fedele biblioteca e nelle visite d?arte che in precedenza mi avevano aiutato nei momenti difficili. Per non pensare alla mia situazione psicofisica, mi misi a leggere di tutto e di più. Ogni libro ha una sua caratteristica che lo distingue da tutti gli altri. Un po? come noi esseri umani. Può essere pesante o leggero, di carta ruvida o patinata, può avere caratteri diversi, una copertina morbida o rigida, può contenere illustrazioni e così via. Ogni volta che lo si incontra è come ritrovare un amico, un conoscente, qualcuno con cui parlare, con cui confidarsi. O arrabbiarsi di brutto. Non è che con tutti i libri vai d?accordo. Talvolta ti ci incavoli e li mandi a quel paese. Per quello che dicono, per quello che vorrebbero che tu facessi o sentissi nel tuo animo. Tal?altra addirittura ti verrebbe la voglia di scaraventarli fuori dalla finestra. Ma non lo fai, perché dal confronto e dallo scontro c?è sempre qualcosa da imparare. E così li tieni lì da una parte pronti ad essere usati quando hai voglia di prendertela con qualcuno. Quella era l?occasione buona. Mi aggrappai all?epica, ai grandi condottieri del passato per vedere se mi davano un po? della loro forza e del loro coraggio. Rilessi interamente l??Iliade? e l??Odissea? ritrovando le gesta che mi avevano entusiasmato da giovane studente. Mi ritrovai a parteggiare ancora una volta per Ettore contro Achille che già partiva con il bel vantaggio di essere invulnerabile, e questo mi pareva un vero e proprio schiaffo alla giustizia. Ettore era il mio idolo, il mio eroe. Umano, e per questo vero. Contro il Fato non c?è nulla da fare. L?aveva detto a sua moglie Andromaca. Ilio sarebbe stata presa dai greci, lei fatta schiava, ma lui doveva combattere. In seguito fuori dalle mura ci sarà Achille piè veloce ad attenderlo. Invano il padre e la madre lo pregano di non combattere. Tutto scritto, tutto segnato. Ad Achille la gloria, ad Ettore onore di pianti finché il sole risplenderà sulle sciagure umane, secondo il noto verso del poeta. Così come è segnato il destino di Leonida e dei trecento spartani che devono fermare l?esercito persiano alle Termopili, così come è segnato quello di Vercingetorige sopraffatto dalla forza di Cesare. La storia è fatta di eventi ma, soprattutto, di uomini. Ed è per questo che mi sono appassionato alle biografie. Al liceo avevo letto come l?Alfieri si fosse innamorato de ?Le vite parallele? di Plutarco. Questo fu uno dei miei primi acquisti significativi. Anche dal punto di vista pecuniario, perché si trattava di comprare diversi libri e il mio borsellino era desolatamente vuoto. Fui aiutato dagli amici che fecero una colletta. Li ringrazio ancora oggi. Mi misi dunque a rileggere alcune biografie del grande storico greco, per vedere se potevo in qualche modo carpire i segreti della loro grandezza ed elevarmi dallo stato di impotenza in cui mi trovavo. Come effetto delle letture, tanto per fare contento il Foscolo,?piansi anch?io alla tragica morte di Ettore, e per non essere scortese nei confronti degli altri, mi commossi come un bimbo di fronte alla fine di Leonida e di Vercingetorige, anche se in quest?utimo caso un po? meno perché, pur combattendo per la libertà del popolo gallo, comunque era sempre un nemico dei romani ed un po? di nazionalismo ce l?avevo nel sangue. Tuttavia non riuscii a carpire nemmeno una briciola di forza e manco di sollievo da quelle vite famose. Con Ulisse andò meglio e le sue mirabolanti imprese lì per lì mi diedero una specie di sferzata positiva ma alla fine, al momento dell?incontro con Penelope, dopo aver fatto fuori tutti quei maledetti Proci, non seppi resistere e mi vennero i lucciconi. Ero troppo stressato per reggere pagine tragiche.
Decisi di buttarmi sull?umorismo. Un aspetto dell?umanità che mi aveva sempre interessato fin da ragazzo era quello relativo al sorriso nelle sue componenti essenziali:umorismo, ironia e satira. Tutto ciò che portava al buonumore e faceva sorridere e ridere anche amaramente mi attirava. I giornalini di Paperino, Paperone, Pippo, Pluto. Topolino ecc?mi facevano sbellicare. Stavo ore e ore a sfogliarli. Poi vennero i libri. Un sacco di libri. Perché mi prendevano delle vere e proprie fissazioni. Se ero attratto da qualcosa dovevo subito saperne il più possibile. Dovevo leggere, documentarmi. Il primo vero impatto avvenne con le ?Satire?, e non tanto con quelle all?acqua di rose di Orazio, quanto con quelle micidiali di Giovenale. Che non risparmiava nessuno: i rozzi, gli sciocchi, il sottoproletariato dei circenses, il popolino, le insulae maleodoranti che finivano per cadere o bruciare, i lenoni, le prostitute, gli omosessuali, i nobili, i liberti arricchiti, i potenti. Tutto un mondo di depravazione che ritrovai, in parte, anche nel ?Satyricon? di Petronio letto qualche tempo dopo con quella colossale, grottesca figura di Trimalcione rimasta intatta nei secoli. E poi Marziale ed i suoi ?Epigrammi? con i quali aveva messo alla berlina tutti i difetti ed i tic della società di quel tempo. Dunque ripresi queste letture con l?intento di svagarmi ridendo degli altri. Solo che il mio inconscio era talmente messo male che riuscì a mettermi dalla parte degli sbeffeggiati e non da quella di chi prende in giro e sbeffeggia. Il risultato sorprendente fu che io stesso mi sentii preso per i fondelli e ciò non fece che accrescere la mia depressione.
.Pensai allora di fare il mio solito giretto artistico per la città. Ecco un altro particolare della mia personalità, una abitudine che ho sempre conservato in certi momenti della mia vita di commissario, nei momenti più difficili e decisivi. Come questi che vi sto raccontando. Allora me ne andavo a vedere o rivedere i tesori artistici di Siena. Sì, proprio i tesori artistici, le chiese, le pitture, le sculture e tutto quello che facevano e fanno di Siena una città unica al mondo. Non so cosa c?entrasse l?arte con i casi di cui mi stavo occupando ma era così. Dinanzi a quei capolavori l?animo si placava e forse predisponeva la mente ad analisi e congetture più chiare ed evidenti. Chissà?Qualche tempo prima, di fronte ad un fatto di sangue avvenuto proprio al circolo degli scacchi, me ne ero andato a visitare e ad ammirare, per esempio, le due Maestà di Duccio di Buoninsegna e di Simone Martini, un grandioso ritrovamento di un affresco nella cripta del Duomo , il pavimento restaurato dello stesso Duomo e la libreria Piccolomini. In seguito, durante il famoso episodio dell?omicidio del campione del mondo di scacchi all?hotel Majestic di Siena, rimasi una serata intera a rimirare gli affreschi del Palazzo Pubblico e ?insomma altre belle cose come una mostra di Hugo Pratt su Corto Maltese lasciando di stucco i miei colleghi e, soprattutto, il procuratore Silvestri che non si capacitava che cavolo c?entrasse l?arte con il delitto. Io gli rispondevo che anche il delitto poteva essere considerata un?arte, gli rimbrodolavo delle scuse che finivano per farlo imbestialire ancora di più.?Durante questi casi, che vi sto raccontando e che mi hanno rovinato la vita e la salute, mi sono costruito un vero e proprio itinerario artistico seguendo le indicazioni di una ottima guida. Solo che i grandi capolavori nascosti ora in una chiesa, ora in una abbazia, ora svelati al grande pubblico nella Pinacoteca invece di calmarmi e addolcirmi mi procuravano l?effetto opposto. I personaggi dei quadri, le madonne rilucenti, gli angeli, i santi, i diavoli sembravano che mi guardassero con un ghigno beffardo di presa in giro o di aperta condanna per la mia palese incapacità. Smisi di andare per arte e rimasi chiuso in casa.
Cercai conforto nella televisione. Mi misi ad aggeggiare con il telecomando da un canale all?altro come fanno i bambini, per scaricare un po? della tensione che mi stava opprimendo e per vedere programmi e volti nuovi, dato che era già un bel po? di tempo che l?avevo trascurata. Il fatto era che ,zippando come un matto, mi ritrovavo immancabilmente davanti la solita faccia agguerrita del Berlusca che ce l?aveva con la sinistra, con i comunisti e tutti quelli che non gli davano retta.?Oppure passavo di botto dalle braccia lacrimose della De Filippi alle grinfie di Biscardi dove era tutto un mandare accidenti e insulti agli arbitri e alla Federazione gioco-calcio. E a proposito degli insulti te li ritrovavi dappertutto, sia negli incontri dei politici che nei vari reality e perfino nei pacchi di Pupo che erano essi stessi un insulto alla decenza. Se invece mi spostavo su Canale 3 Toscana allora mi imbattevo regolarmente nel Masoni, vero e proprio insulto all?uso del congiuntivo.
Lasciai in pace la televisione e mi buttai sui giornali ritrovandomi circondato da calamità naturali, siccità, incendi, maremoti, inquinamenti, alluvioni, valanghe, smottamenti, epidemie, il colera, l?Aids, l?aviaria e così via. Se la natura si dava una calmata c?era l?uomo a mettere le cose a posto mediante rapine, rapimenti, omicidi, stupri, guerre, bombardamenti, attentati, tradimenti, falsi in bilancio, leggi ad personam. Decisi allora di trascurare la cronaca di qualsiasi genere dove avrei trovato immancabilmente di che dolermi e di soffermarmi solo sulle pagine della cultura, che qui non sarei certo incappato in episodi di scorrettezza e cattiveria. Fui attratto subito da un articolo dello scrittore Alessandro Baricco che se la prendeva con i critici letterari Citati e Ferroni perché nel corpo dei loro interventi lo avevano punzecchiato con supponenza per il suo rifacimento nazional-popolare de L? ?Iliade?, senza farne una critica seria e approfondita, senza averlo letto, insomma. Ferroni rispose a bomba che, semmai, era Baricco stesso a non avere letto gli interventi di lui medesimo sulla sua ?Iliade? pubblicati in altre occasioni. Che stesse un momentino più attento, il pivello. Nella polemica si inserì Edmondo Berselli chiarendo che al giorno d?oggi (cioè di allora) non c?erano più santoni letterari capaci di far vendere o meno con le loro critiche. E allora perché mai a quel bischero di Baricco interessava un loro intervento? A favore di Baricco si schierò il giallista Carlo Lucarelli che in quel contesto non c?entrava niente ma anche lui era stufo di essere sfruculiato dai soliti mandarini letterari. Che se ne andassero a farsi fottere. A ciò si aggiunse la lamentela di Pietrangolo Buttafuoco, altro scrittore, però meno noto, nei confronti di Carla Benedetti la quale, intervenuta per disprezzare il metodo di Citati di buttar giù righe allusive sui lavori altrui senza averli letti, era lei stessa a praticare il suo metodo infangando con una riga e mezzo il suo lavoro. Infine Stefano Bartezzaghi si chiedeva il perché di tutto questo casino, quando la sintassi di molti degli interventi non si distingueva da quella dei leader elettorali, dai telecronisti da stadio e dai ragazzi nel confessionale del Grande Fratello.
Decisi smetterla anche con i giornali e di fare come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.
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7) A pesca!
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In quel periodo di merda ero talmente ridotto male che Manganelli cercò in tutti i modi di darmi una mano.
?Commissario, non può andare avanti così. E? proprio a terra. Qui ci vuole aria aperta, movimento, bisogna avere interesse per qualcosa. Non può rinchiudersi in se stesso. Via, non la posso vedere in questo stato!?.
?Non mi guardare?.
?E invece la guardo e più la guardo e più mi fa pena?.
?Ecco, le tue parole sono come un balsamo sulle mie ferite?.
?Come che??.
?Dico che mi stai tirando parecchio su di morale?.
?No?volevo dire?insomma deve venire con me?.
?Questa è la cura giusta. Non ci avevo pensato?.
?Anche in fase di crisi la battuta non manca. Buon segno. Insomma domani, essendo domenica, ce ne andremo a pescare insieme?.
?Che ne dice??.
?Che ne dico? Mi pare una bella str??.
?Vede che avevo ragione? Una bella strigliata al fisico, una bella girata di buona mattina, una buona colazione all?aria aperta, una bella pescata, perché lei lo sa che sono un provetto pescatore. Si ricorda quando venne a casa mia per quell?incontro??.
?Quale incontro??.
?Ah, ma allora è messo male davvero. Eva e Maria, commissario!?. Manganelli si riferiva al fatto di quando mi aveva invitato a casa sua in compagnia di due ragazze, molto carine e molto allegre, soprattutto molto allegre. Ed io avevo fatto vedere ad una di esse, non ricordo se ad Eva o a Maria, ma mi pare proprio a Maria, come il postino suonasse due volte. Il ricordo di quell?incontro mi strappò un lieve sorriso.
?Vede che se lo ricorda? Eh, vecchio drago??.
?Manganelli, non ti permetto??.
?Mi scusi, commissario, mi sono lasciato prendere dall?entusiasmo nel vederla rifiorire a nuova vita. Dunque in quell?occasione ebbe modo di osservare anche alcune mie fotografie di eccelso pescatore?.
?Ho visto che tenevi in mano un pesce, non so se pescato o comprato??.
?Pescato, commissario, pescato con le mie mani, anzi con la mia lenza. Domani di buona mattina andremo a pescare. Una pesca facile facile con i bachini. Non prenderemo pesci grossi ma almeno ci divertiremo a tirarne su parecchi. Verrò io a prenderla?.
Il concetto di buona mattina di Manganelli si rivelò essere del tutto particolare, o meglio molto ma molto personale. Mi aspettavo il suo arrivo, che ne so, verso le sette o le otto e invece il campanello incominciò a trillare, anzi a strillare, che erano appena le cinque.
?Chi dorme non prende i pesci, commissario!?. La mia risposta dovette colpirlo perché sbiancò di colpo e non aprì bocca fino alla partenza con la macchina verso un torrente di cui non ricordo il nome.
?Questa è la nostra giornata, commissario. Avanti Savoia!?. E fu così che andammo avanti per parecchio tempo attraverso strade e stradine di campagna piene di buche e di cunette fino ad arrivare al punto stabilito in cui dovevamo lasciare la macchina e proseguire a piedi. Scesi dalla macchina con lo stomaco in subbuglio e una pressante voglia di vomitare.
?Accidenti come è bianco, commissario. Non mi dirà che le ha fatto male la macchina?.
?Non credo. Il viaggio è stato liscio come l?olio? farfugliai con un certo affanno.
?Bene, ora prendiamo tutto l?occorrente e ci avviamo verso un posticino che conosco solo io. Arriveremo in quattro e quattr?otto e vedrà che non ci sarà nessuno a romperci le tasche?. Il concetto di quattro e quattr?otto si rivelò simile al concetto di buona mattina. Credo che una qualsiasi persona normale intenda quattro e quattr?otto all?incirca cinque minuti o dieci. Al massimo un quarto d?ora tanto per scialare. Non di più altrimenti si usa un? altra espressione, tipo ?Ci metteremo un po? ma ne vale la pena?, oppure ?C?è da fare parecchia strada?, o ancora ?Ci faremo una lunga passeggiata?. Anche per dare un?idea a chi ti segue di quello che lo aspetta. Ebbene il quattro e quattr?otto di Manganelli coincise in maniera spiccicata con un?ora di duro cammino tra viottoli, sterpaglie, macchioni, arbusti spinosi e buche improvvise a dimostrazione che quel posto lo conosceva veramente solo lui. Nemmeno i cani ci sarebbero arrivati.
?Che ne dice, commissario??. Non risposi ma ripresi fiato e incominciai a pulirmi il sangue che colava da una guancia per colpa di certi pruni maledetti.
?Bene, ci sistemiamo qui. Tanto per cominciare ci mangiamo un bel panino al formaggio e al prosciutto innaffiato con un buon vinello?. In altre occasioni mi ci sarei buttato a capofitto ma in quel momento di tutto avrei fatto piuttosto che mangiare. Risposi scuotendo malinconicamente la testa.
?Davvero non ne vuole, commissario? Mi dispiace che si senta male ma vedrà che si riprende in un battibaleno. D?altra parte dovrà essere in forma se vuole almeno tentare di non soccombere contro un pescatore provetto come il sottoscritto?. Me ne andai di corsa a vomitare dietro un cespuglio lì vicino. Come prevedevo il battibaleno del mio vice comprese quasi tutto l?arco della mattinata punteggiato da conati di vomiti che non producevano nessun effetto concreto dato che lo stomaco era assolutamente vuoto. Comunque sia cominciammo a pescare. Volevo fargliela vedere al Manganelli di che pasta fossi fatto come pescatore. Anche se in condizioni fisiche e morali disastrose era mio dovere batterlo per togliergli dalla faccia quell?aria di sufficienza con la quale mi aveva sfidato. Dopotutto da ragazzo c?era stato un periodo in cui mi ero dedicato alla pesca nel torrente Staggia. Mi alzavo presto la mattina, cercavo un luogo appartato, anche se non tanto appartato come quello scelto da Manganelli, buttavo nell?acqua il pasto che avevo preparato per i pesci che poteva consistere in chicchi di uva o di granturco, ci ritornavo per tre giorni di fila e poi incominciavo a pescare. In questo modo i pesci si erano abituati al servizio culinario ed abboccavano come pesci, appunto. Mi feci forza, presi la canna con la lenza, infilai con un po? di sforzo il bachino bianco nell?amo e mi apprestai a lanciare la lenza nell?acqua in un posto abbastanza lontano dove mi era parso di vedere luccicare qualcosa. Il lancio si sarebbe rivelato di una perfezione millimetrica se non fosse stato interrotto nella sua azione da un ramo di un albero che ciondolava stupidamente sulla sponda del torrente. Le mie urla disperate attirarono Manganelli che si era appostato più avanti.
?Che succede, commissario??.
?Che succede, che succede?lo vedrebbe anche un cieco. Questa maledetta fronda si è abbassata all?improvviso??.
?Ma se non tira un alito di vento??.
?Ma come non tira? Ma se ti dico che si è abbassata si è abbassata. Non ti ci mettere anche te por??.
?Non mi ci metto. Tutto è rimediabile nella vita ad eccezione della morte?. La nuda e cruda verità del proverbio mi bloccò per un istante.
?Ecco qui. Ora taglio la lenza, ne rifaccio un?altra e tutto ritorna come prima?. E tutto ritornò come prima ad eccezione del mio sistema nervoso che si era vieppiù intorcinato. Incominciai a pescare, o meglio a lanciare nell?acqua con più circospezione l?amo con il bachino bianco che scodinzolava disperato senza tirar su nemmeno l?ombra di un pesce, tanto che mi venne il dubbio che lo scodinzolamento del suddetto bachino fosse solo di soddisfazione. Mentre dall?altra parte?Eccone un altro, commissario! Lo dicevo che si sarebbe divertito!?. Ad un certo punto notai che il mio sughero veniva portato di qua e di là.
?Appena ti butti sotto ti sistemo io? ringhiai sottovoce. E appena fu portato sotto tirai con tutte le forze che avevo. Le forze che avevo erano poche ma bastarono a spedire il tutto sulla solita maledetta e stupida fronda d?albero che si era abbassata di colpo come riferii a voce piuttosto alterata a Manganelli. Il quale Manganelli risolse il problema con la solita calma e con il solito proverbio sulla morte che questa volta mi procurò un leggero brivido lungo la schiena. Decisi di cambiare il posto. Io sarei andato in quello di Manganelli e lui sarebbe venuto nel mio. Ero talmente furioso che non stetti nemmeno ad ascoltare ciò che diceva il mio vice con un?aria piuttosto preoccupata. Venni comunque a saperlo poco dopo quando, durante il trasloco, inciampai in un piccolo masso sporgente e mi ritrovai insieme alla canna da pesca dentro l?acqua. Le mie grida dovettero atterrire tutti i pesci dei dintorni perché da allora fino alla fine della pesca anche Manganelli non riuscì a tirar su nemmeno una scarpa, mentre io cercavo di asciugarmi ai raggi del sole che filtravano a malapena in quel posto da lupi. Ad un certo punto, passatomi i conati di vomito, mi venne voglia di mettere qualcosa sotto i denti. Ne feci edotto il mio braccio destro?Manganelli, mi è venuta voglia di azzannare il panino che hai preparato per me?. Evidentemente Manganelli stava perdendo in acustica perché non rispose e mi ci vollero tre o quattro chiamate per farmi rispondere.
?Allora, hai capito??.
?Ho capito che lei vorrebbe??.
?Non che io vorrei, Manganelli, ma che voglio. Voglio, presente indicativo, prima persona singolare?.
?Io, mi scusi, ma insisto nel vorrei, sono d?accordo sulla prima persona ma non sul modo. Adoprerei il condizionale. Insomma, commissario, lei mi deve scusare ma pensavo??.
?E che cosa hai pensato di grazia??.
?Quando non poteva mangiare ho pensato che sarebbe stato brutto lasciare andare a male un tale panino e così, per non sciuparlo??.
?Non mi dire che te lo sei mangiato!?.
?Non lo dico, commissario, ma l?ho fatto?.
Quella mattina non mangiai, non presi un pesce, cascai nell?acqua e vomitai. Ma a tutto c?è rimedio eccetto che alla morte.
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8) Il sergente dai capelli rossi
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Dopo i tre casi disgraziati ne arrivarono altri cinque, ma i miei successori non ebbero miglior fortuna. Vi sembrerà strano ma è così. Nonostante i mezzi messi loro a disposizione fecero fiasco completo. Da una parte mi dispiaceva per la mia città, dall?altra ne ero quasi contento. Anzi, siccome ho detto di dire tutto senza mezzi termini, ero contento senza il quasi. Fui richiamato a furor di popolo all?ottavo delitto. In effetti l?opinione pubblica mi era stata sempre vicina, ed anche la stampa, ad essere sincero. Questo fatto provocò come una frustata di adrenalina che mi permise di portare a termine il mio compito. Non ve ne parlo ora perché ho una rabbia dentro che mi fa scoppiare le budella. Durante l?ultimo caso arrivò anche un sergente in gonnella (si fa per dire perché portava sempre i calzoni) dai capelli rossi. Una specie di Milva in miniatura dalla bocca meno pomposa, con lo sguardo furbetto e lo scilinguagnolo sciolto. Portamento eretto con movimenti rapidi che mettevano in subbuglio le rotondità sporgenti. Mani di normale lunghezza sempre in fermento, pelle bianco-farina che faceva risaltare ancora di più la massa capillare rosso-rame. Una scossa, una scarica di vitalità dirompente. Trentacinque anni ben portati, laureata in psicologia. Secondo il procuratore Silvestri, che si dolse di avermi tolto l?inchiesta per un certo periodo ma gli ordini superiori non si discutono, doveva darmi solo un supporto psicologico alle indagini. Un intuito femminile coniugato con una ferrea preparazione psicologica mi sarebbe stato di un certo aiuto. Non che ne avessi bisogno e non si fidasse delle mie capacità, ci mancherebbe. Anzi si fidava proprio della mia intelligenza per capire che non la dovevo prendere come una offesa. Tanto più che la signorina in questione, perché di signorina si trattava e non di donna maritata, non era proprio bella bella bella ma carina sì, con tutte le sue cosine al punto giusto, un tipo, insomma, da come aveva potuto rendersi conto di persona, e il commissario, se la memoria non gli faceva cilecca, era ancora ?signorino?. E il commissario, cioè il sottoscritto, avrebbe potuto unire l?utile al dilettevole?Due piccioni con una fava.. Ringraziai di cuore il procuratore Silvestri, sia per i piccioni che per la fava, e mi apprestai, obtorto collo, a ricevere il prezioso aiuto del sergente elettrico. All?inizio non la presi bene. Durante la mia carriera non avevo mai avuto bisogno dell?aiuto di nessuno, se non delle battute di Manganelli e me l?ero sempre cavata egregiamente. E ora arrivava questa?questa sgrillante piedipiatti a volermi insegnare il mio mestiere. Per di più rossa, quando le ragazze rosse non mi erano mai piaciute nemmeno da ragazzo. Nel paese in cui ero nato si diceva che le rosse erano delle teste calde (vedi il colore), un po? matte, poco fidate e che portavano perfino sfiga tanto che qualcuno, se aveva la ventura di incrociarle, andava subito a toccarsi nelle parti basse. E così mi era rimasto questo imprinting. Ma dopo un po? che la frequentavo per i noti motivi professionali incominciò a nascere tra noi una certa amicizia, una certa confidenza che mi portò a cambiare opinione, se non sulle rosse in generale, almeno su di lei. Intanto si chiamava Sally Britti, un nome strano adatto proprio a una rossa. Era italiana pura, toscana come il sottoscritto, nata a Castelfiorentino ma il babbo, anche lui di capelli rossi, era un fissato del cinema americano e gli aveva voluto appioppare un nome di un personaggio di un film che l?aveva completamente ammaliato. La mamma si era opposta, ma lei aveva i capelli castani e si era dovuta arrendere. Così fu chiamata Sally, o più precisamente Sally la Rossa dalle amiche e dagli amici di quartiere. Questa Sally la Rossa aveva avuto una vita abbastanza movimentata in tutti i sensi a partire dai tempi della scuola, sia perché non stava ferma un attimo, sia perché non le andava bene nulla e non faceva altro che protestare. Era intelligente, curiosa di tutto e di tutti, preparata, dotata di una esposizione chiara e scorrevole, come ammettevano i suoi insegnanti, ma?ma?Ma era terribilmente cocciuta e non si adattava al tran tran della vita scolastica. Risultato: voti accettabili non aderenti alle sue capacità. Crescendo si era fatta più furba e aveva in qualche modo attutito gli spigoli del suo carattere soprattutto nei momenti cruciali, come quelli degli esami, per esempio. E così era andata avanti negli studi laureandosi in psicologia, una materia che l?aveva sempre interessata, per capire meglio gli altri e anche se stessa. Che non era una cosa semplice. Aveva partecipato ad un concorso per entrare nella polizia, perché era terribilmente attratta dai fatti di cronaca nera, dagli enigmi, dal mistero. Le piaceva scuriosare, ricercare, indagare, ficcare il naso dappertutto. Ed era riuscita nell?impresa di vincere il concorso con la sua volontà, la sua bravura e la sua cocciutaggine. Di giovanotti gliene erano girati intorno parecchi ma pochi venivano scelti e nessuno aveva resistito alla sua personalità imprevedibile e dirompente per più di due settimane. Per cui era rimasta single e non se ne dava troppa pena. Le bastava il suo lavoro ed i suoi numerosi interessi. La ragazza, infatti, non si interessava solo di psicologia ma anche di cinema, di letteratura, di romanzi polizieschi e perfino di scacchi. Sì, proprio di scacchi. Ne fui edotto la prima sera che accettò l?invito di venire a casa mia per fare il punto sulle indagini di quei bastardi di casi che mi stavano rovinando la vita. Solo per questo motivo e non per altro. Ero talmente preso dall?ultimo caso che non mi avrebbe tirato su dal punto di vista ormonale nemmeno una rediviva Marilin Monroe. Le discussioni non mancarono. Era puntigliosa e difendeva il suo punto di vista a spada tratta. Sempre con il dovuto rispetto ma solo quel tanto, o meglio quel minimo per non apparire scortese. Non avendo cavato un ragno dal buco per quanto riguardava il misterioso serial-killer che imperversava nella mia città, tirai fuori la scacchiera con i relativi pezzi e mi misi ad osservarli, come a cercare di scoprire il loro terribile segreto.
?Anche lei appassionato del gioco degli scacchi???mi chiese ad un certo punto della mia muta riflessione con gli occhietti spiritati.
?Perché?non mi dica che anche lei conosce o si interessa a questo gioco!?
?Beh, non dico di essere una campionessa ma me la cavo?.
?E da quanto tempo si dedica a Re e Regine??.
?Da poco, prima di essere mandata qui come?come??.
?Come??.
?Come supporto psicologico??
?Guardi che io non ho bisogno di un bel supporto di nulla? risposi lievemente alterato se un qualsiasi tipo di alterazione è possibile in uno stato di completo torpore psicofisico.
?Allora diciamo che sono stata mandata da lei solo per farle compagnia?.
?Questa è già meglio anche se??.
?Lasciamo da parte il motivo per cui mi hanno spedito al suo commissariato. Saputo che qui gira un maniaco che, dopo avere ucciso, mette nelle mani delle sue vittime pezzi di scacchi, ho voluto saperne di più su questo gioco. Pensavo che mi poteva essere di aiuto per le indagini?.
?Da un punto di vista professionale le fa onore. E così è da poco tempo che?? ritornai alla carica perché mi era venuto in mente di sfidarla, per vedere la sua reazione di fronte ad una debacle scacchistica segnata dal destino. Erano anni e anni che mi dedicavo agli scacchi. Sarebbe stata una passeggiata. Sally la Rossa avrebbe trovato pane per i suoi denti. Una vittoria completa e sicura su un tipetto come quello, che mi aveva tenuto testa poco prima, mi avrebbe tirato su di morale.
?Eh, sì, da poco tempo?.
?Facciamo una partitina, così tanto per rilassarci?? proposi con l?aria più innocua di questo mondo.
?Come vuole, commissario. Io sono pronta? rispose senza tentennamenti. Iniziai la partita con un ghigno di maligna superiorità che andava dagli angoli della bocca fino ai lobi degli orecchi. Tra l?altro avevo il Bianco e potevo impiantare il sistema di gioco che più mi era naturale. Entrai in una Tromposky che conoscevo a menadito, dato che me l?aveva insegnata il professor Bafio Tolti, un vecchio amico, vero esperto in proposito. Purtroppo anche lui se ne era andato da questo mondo e forse stava giocando con qualche angelo in paradiso o diavolo dell?inferno. In Purgatorio non ce lo vedevo. Pace all?anima sua. Entrai dunque nella Tromposky con la felicità di un bimbo che apre la porta di una pasticceria. Come previsto cambiai il mio Alfiere camposcuro con il suo Cavallo piazzato in f6 e mi apprestai a giocare macchinalmente almeno una quindicina di mosse che sapevo a memoria. Tutto facile, tutto liscio come l?olio anche perché Sally, da perfetta ingenua, non seguiva per nulla le sacre mosse previste dalla teoria, ma muoveva evidentemente i pedoni e i pezzi a casaccio senza un filo logico, come succede spesso ai neofiti. Mi sentii quasi in colpa per una vittoria troppo facile e così schiacciante. Senso di colpa che se ne andò presto a farsi friggere, perché le venne in soccorso una fortuna, ma una fortuna così sfacciata da ribaltare l?esito scontato della partita.
?Se devo essere sincero ho giocato con un po? di sufficienza? dissi soffiandomi deliberatamente il naso senza che ce ne fosse bisogno per nascondere un lieve rossore.
?Me lo aspettavo. Da un cavaliere come lei?? rispose sbattendo più volte le palpebre di quei due occhietti neri che pungevano come spilli. Nella seconda partita ebbi il Nero e riuscii a impiantare, senza che Sally se ne rendesse conto, naturalmente, un Dragone della Siciliana sul quale ero ferratissimo. Tra l?altro, sempre il mio vecchio amico Bafio Tolti, pace all?anima sua, mi aveva regalato un libro da lui scritto proprio su questo antico mostro e non vedevo l?ora di mettere in pratica i suoi insegnamenti. Sapevo tutto sul sacrificio di qualità nella casa c3 ed in altre case della scacchiera, sul sacrificio del Cavallo o dell?Alfiere nella casa g4, sul sacrificio del Cavallo in e4 e b2 e su altri strabilianti sacrifici del Nero in questa altrettanto strabiliante apertura. Tra l?altro era completamente sparito quel senso di colpa di qualche minuto prima, per cui me ne stavo curvo sulla scacchiera come un falco pronto a ghermire la preda. Andando avanti nel gioco mi venne in mente che anche il Bianco aveva le sue belle frecce da scoccare, i suoi bei sacrifici di pezzi. Mi ricordai di un pedone che si immolava in e5, di un Cavallo che si offriva in olocausto in f5, di una Torre che si schiantava su un Cavallo in h5, di un?altra Torre che si avventava in h7 ecc?Bene, bene avevo tutto sotto controllo. Solo che in quella partita non successe nulla di tutto questo. Non un sacrificio neppure piccolo piccolo, ma un tric e trac di una noia mortale che finì per portarmi in una situazione desolatamente persa con un pedone bianco che se andava beato in ottava traversa, per trasformarsi nella più fulgida delle Regine. Senza che nessuno dei miei pezzi potesse raggiungerlo.
?Uggiosa questa partita? dissi con un filo di voce.
?Non le do torto, ma non tutte le partite possono essere alla Kasparov? replicò secca.
?Ah, perché lei conosce??.
?Chi non conosce le partite del campione del mondo??.
?Certo. Chi non le conosce?Però, pensavo, che con il poco tempo a disposizione??
?Il tempo è stato quello necessario? sentenziò scotendo la massa rossa che mandò bagliori di fuoco.
Dopo queste risposte, a dir la verità anche un po? strafottenti, decisi di farla finita. La guardai fissa negli occhi, aggrottai le sopracciglia, aggiustai il posteriore sulla sedia e con il Bianco misi in atto la mia arma letale: un Gambetto di Re con il quale una volta avevo strapazzato anche un forte giocatore del circolo. Un Gambetto di Re è un?arma terribile nelle mani di un esperto, tanto più che mi ero preparato su un articolo scritto, sempre da Bafio Tolti, pace all?anima sua, su una rivista di indiscutibile prestigio. Al momento giusto avrei sacrificato il mio Alfiere campochiaro in f7 con un attacco devastante che avrebbe portato ad un sicuro abbandono del Nero. Così era scritto in quell?articolo. E così accadde. Solo per quanto riguarda la prima parte, però. Ci fu, è vero, il sacrificio dell?Alfiere in f7 ma senza essere seguito di lì a qualche mossa dall?abbandono del sergente che mi stava di fronte. Anzi, quella impertinente di una poliziotta in pantaloni continuò ancora per diverse mosse fino a rifilarmi un devastante matto affogato di Regina e Cavallo.
Non la faccio lunga. Negli altri incontri che proseguirono fino a tarda notte impiantai invano una variante di cambio della Spagnola o una difesa Tarrasch o?vattelapesca . Ad un certo punto decisi di non seguire più i consigli di quel mio vecchio trombone di un Bafio Tolti, che il diavolo se lo porti, lampante causa dei miei insuccessi, ma di giocare seguendo il mio naturale istinto scacchistico. Quello, di sicuro, non mi avrebbe tradito. Il fatto è che Sally la rossa non si accorse minimamente di questo profondo cambiamento di strategia e continuò a giocare nello stesso modo di prima, rifilandomi una sventola dopo l?altra, tanto che ad un certo punto, vedendomi sbiancare in faccia come un cencio lavato, mise in atto uno dei suoi artifici psicologici, per togliermi dall?impaccio. Dato che stavamo giocando nello studio ?Che magnifica biblioteca, commissario!? esclamò alzandosi di scatto e incominciando a scuriosare tra i libri.
?Posso dare uno sguardo, così ci prendiamo un po? di riposo da questo gioco che all?apparenza non pare, ma è molto stancante?.
?E? vero? risposi, ringraziandola in cuor mio per quell?atto di infinita bontà.
?Non credevo che un commissario di polizia avesse una biblioteca così fornita!?. Accennai ad un timido sorriso di ringraziamento.
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9) Cellule grigie al lavoro
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Una sera decisi di riunire nello studio di casa mia, dopo avere cenato, Manganelli e Sally per vedere di tirare fuori qualcosa da quei fottutissimi omicidi. Da questo incontro potete capire anche quello che era successo dopo il terzo.
?Dunque, sentite un po?. O stasera ci capiamo qualcosa, o questa volta decido io di dare le dimissioni, o me ne vado direttamente al manicomio?.
E? fortunato, commissario? rispose Manganelli con gli occhi che gli luccicavano per il Brunello di Montalcino.
?E perché??.
?Perché i manicomi non esistono più?.
?Lo so, ma il mio era solo un modo di dire. Non ti ci mettere anche te perché??.
?Okey. Zitto e mosca?.
?Bravo, così mi piaci?.
?Dunque, dicevo?sì, tu Manganelli fai un bel resoconto degli eventi tenendo presente le relazioni di Serbelloni e Rinesi??.
?La parte più semplice??.
?La parte più semplice e interessante. Mentre tu, Sally, cercherai di fornire una maledetta pezza psicologica a tutto quanto.?
?Offrirò la mia piccola pezza?.
?Mi scusi, commissario, ma il suo apporto in che cosa consiste, se mi è lecito??
?Il mio apporto sarà decisivo come al solito. Tu fai quello che ti ho detto che io?che io?lo vedrai?.
?Bene, inizio dai morti?.
?Vedi un po? tu. Se iniziare dai vivi ti è più facile??
?Inizio dai morti. Dunque sono nell?ordine:
1) Amelia Esposito di 22 anni, abitante in via Petrucci 4, trovata strangolata di lunedì, sembra con difficoltà, all?aeroporto di Ampugnano. Addormentata con la Rutella-cannabis. Ora della morte tra le dieci e le undici. Teneva un pedone degli scacchi stretto nella mano sinistra. Un pedone bianco ad essere precisi. Ragazza seria, studiosa, stava per finire l?Università. Aveva un fidanzato con l?alibi di ferro. A quanto pare nessun nemico o nemica.
2) Luigi Ermini di 70 anni , abitante in via Sant?Angelo 5, pensionato, ucciso dalla Infida-mastellaria sotto forma di caramella, di venerdì, nei giardini dell?Acqua calda. Ora della morte tra le diciassette e le diciotto. Un pedone nero nella mano destra. Brava persona.
3) Ferdinando Falugi, di 60 anni, abitante in via dei Pellai 3, pensionato, ucciso dalla Larussitia horribilis, sempre in forma di caramella, di domenica, tra le diciotto e le diciannove, trovato al cinema Smeraldo. Un Cavallo bianco nella mano sinistra. Ancora brava persona.
4)Silvana Cauccioli di 75 anni, abitante in via Reatina 6, pensionata, uccisa dalla Calderola-Trivialis?con caramella, di giovedì, tra le nove e le dieci presso i giardini del vecchio manicomio. Un Cavallo nero nella mano destra. Niente da dire su di lei.
5)????? Cosimo Biondi di 18 anni, abitante in Piazza del Sale 5, studente, ucciso dalla Rubella-bertinialis con sigaretta, di sabato, tra le?ventuno e le ventidue nella discoteca ?Il Paguro?. Un Alfiere bianco nella mano sinistra. Un po? esuberante ma niente di più.
6)????? Carlo Aldobrandi di 80 anni, abitante in via Sant?Orsola 6, pensionato, ucciso dalla Berlusca-insatiabilis con caramella, di lunedì, tra le quindici e le sedici presso lo stadio di calcio. Un pedone nero nella mano destra. Tifoso del Siena senza nemici.
7)????? Roberto Corsi, di 67 anni, abitante in via Romana 6,?pensionato, ucciso dalla Virida-pecoraria con caramella,?di mercoledì, tra le diciannove e le venti presso le scale della sua abitazione. Un Alfiere bianco ed un Cavallo nero nella mano sinistra. Persona dedita al lavoro e alla famiglia.
8)????? Marino Donati di 72 anni, abitante in via Pratesi 6, pensionato, ucciso dalla Mortadella perniciosa con sigaretta, di venerdì, tra le diciotto e le diciannove in Piazza del Campo. Un Alfiere bianco ed un pedone nero nella mano destra. Stimato da tutti.
?Bravo. Lo vedi che se ti impegni riesci bene??.
?La ringrazio. A voi la parola?.
?Gentile da parte tua, ma ancora non hai finito?.
?Come???.
?Le piante velenose??.
?Ah, già, le piante velenose. Dunque ecco qui la lista fornitaci dai nostri esperti:
1) Rutella-cannabis agisce sul sistema nervoso centrale, in poche parole fa addormentare. Se presa a dosi massicce può portare alla morte.
2) Infida-mastellaria può colpire indifferentemente la parte destra o sinistra del cuore fermando la
sua attività.
3) Larussitia horribilis colpisce il nervo ottico provocando un collasso nervoso.
4) Calderola-trivialis colpisce lo stomaco e l?intestino, fa vomitare e provoca una letale diarrea.
5) Rubella-bertinialis colpisce i linfociti del sangue che da bianchi diventano rossi e non svolgono più la loro attività di difesa.
6) Berlusca-insatiabilis colpisce qualsiasi organo partendo dalla voce che viene a mancare.
7) Virida-pecoraria colpisce le vie biliari e aumenta in modo eccessivo la produzione della bile che pervade tutto il corpo facendolo diventare verde.
8) Mortadella-perniciosa colpisce l?esofago che restringe le sue pareti e fa morire soffocati.
La loro azione è repentina. E questo è tutto.?
?Una bella pappardella. Cerchiamo di tirare fuori qualcosa di logico da questo Caos primordiale. Incomincia tu per primo, Manganelli?.
?Sempre a me??.
?Sempre a te?.
?Va bene se questo è il prezzo da pagare per essere inferiore di grado?.
?E? un prezzo stracciato?.
?Intanto mi pare che non ci sia nessun filo logico che lega questi benedetti omicidi. Nel senso che i morti non hanno alcun rapporto tra loro e non hanno nemmeno nemici. Sono tutte persone perbene e rispettabili?.
?Così sembra?.
?Un filo logico, però, ce l?hanno queste piante velenose nel senso che si ritrovano in tutti gli omicidi. L?assassino, maschio o femmina che sia, deve essere un vero esperto. Non escludo che lavori in campo farmaceutico o sia addirittura un medico. E? in grado di fabbricare sigarette e caramelle mortifere come fossero noccioline. Deve avere un laboratorio tutto suo?.
?Ottima e abbondante?.
?Che cosa??.
?La deduzione?.
?La ringrazio?.
?Ma le pare.?
?Queste piante velenose, poi, a stare ai nostri esperti, sono nate da poco nel nostro paese, pare quasi per un capriccio di madre natura. Le si possono coltivare praticamente nei nostri orti?.
?Questa degli orti me la segno?.
?Ma non è una battuta?.
?Appunto, mi sembra proprio una buona idea. Una girata tra gli orti di Siena non sarebbe tempo perso?.
?Un altro filo che lega le vittime sono gli scacchi. Alcuni li hanno nella mano destra, altri nella mano sinistra. E qui mi fermo perché con gli scacchi non ci ho mai capito niente. Figuriamo se li metto insieme a dei cadaveri?.
?Peccato, andavi così bene. A dir la verità anche io mi areno di fronte agli scacchi. E? chiaro che si tratta di un segnale. Ma quale? Andiamo avanti. Intanto fra queste vittime molte sono persone anziane. Perché??.
?L?assassino è uno assoldato dall?INPS per pagare meno pensioni?.
?Non c?è male. Io direi che i vecchi sono in generale, fatte le dovute eccezioni, più deboli e più facilmente addomesticabili??.
?Commissario, non sono mica degli animali!?.
?Volevo solo dire che si possono più facilmente convincere, che so, a succhiare una caramella o a fumare una sigaretta?.
?Ah, ho capito, una specie di circonvoluzione??.
??della tangenziale. Di circonvenzione, Manganelli! Insomma gli anziani sono in genere più creduloni??.
?Però ci sono anche due giovani tra le salme?.
?E? vero. Un caso troppo complicato. Anche i giorni e gli orari delle morti non ci dicono nulla. Anzi, a pensarci bene, qualcosa ci dicono?.
?Vedo dai suoi occhi che si è accesa una lampadina?.
?Diciamo un fiammifero. Già il giorno e l?ora dei decessi può essere importante. Praticamente ci sono morti in tutti i giorni e le ore del giorno. Che ne pensa il mio nobile braccio destro??.
?Mi scusi ma l?idea è venuta a lei, non a me?.
?Sì, ma la conclusione vorrei che sgorgasse limpida dalle tue labbra?.
?A me francamente pare che l?assassino non abbia niente da fare?.
?Ergo??.
?Ergo che??.
?Dunque??.
?Dunque, non avendo nulla da fare, o è un disoccupato o un pensionato?.
?Mai sillogismo fu più perfetto. Ecco il nostro piccolo passo in avanti. Un altro particolare che balza agli occhi è che gli omicidi si susseguono al ritmo di circa quindici giorni ciascuno, come se vi fosse un tempo preciso, quasi stabilito, per commetterli?.
?Già, non ci avevo fatto caso?.
?Forse è il tempo necessario per prepararli. Mah, direi di passare ora la parola alla nostra psicologa. Vediamo quale sarà il suo apporto. A lei la parola, sergente Sally?.
Il quale Sergente Sally se ne era stata zitta fino a quel momento ad ascoltare, tutta presa ed impettita, le elucubrazioni dei due maschietti.
?Intanto qualcosa di buono è stato detto?.
?Bontà sua, collega? rispose Manganelli con gli occhioni dolci.
?Dovere mio. Che sia un esperto di piante velenose è assodato, che abbia tutto il tempo a disposizione che vuole assodato anche questo. Idem per quanto riguarda il possibile laboratorio e la sua preferenza per vecchietti e vecchiette. Il fatto che vi siano anche persone più giovani tra le vittime può darsi sia dovuto alla necessità che non ne può fare a meno??.
?Vuole dire che il suo obiettivo sono le persone anziane, ma che, per un motivo o l?altro in certi casi non gli è stato possibile attuarlo??.
?Più o meno. A me pare che l?omicida sia una persona debole che vuole farci credere di essere forte. Lo dimostra il delitto di Ampugnano, la difficoltà nello strangolamento è apparsa evidente. Molto probabilmente si tratta di una persona anziana lucida e determinata. Infatti non ha lasciato segni tangibili della sua presenza nel portare avanti il suo scopo criminale. Una persona affabile, gentile e accattivante??. Manganelli si scosse dalla esplorazione corporale di Sally e, con un sorrisetto ironico, ? Certo, essere uccisi da una personcina così perbene fa sempre piacere?. Sally gli lanciò un?occhiata commiserevole. ?E? evidente che l?assassino deve avere un certo garbo, un certo fascino, un certo modo accattivante per convincere le vittime a fumare o a gustarsi una caramella. O no??. Il sorrisetto ironico di Manganelli si trasformò in un sorrisetto deficiente. ?Può essere? balbettò. Sally continuò scuotendo per un attimo quella criniera pazzesca. ? Per una ragione o l?altra si serve degli scacchi come un segnale, o meglio come un messaggio da far arrivare ad un?altra persona?.
?Una specie di codice cifrato??.
?Esatto?.
?Ma verso chi, e perché, e perché ora nella mano destra e ora nella mano sinistra e perché bianchi e neri??.
?E perché e perché e perché?Ora mi chiede troppo, commissario. Forse inconsciamente vuole aiutarci e quei pedoni e quei pezzi costituiscono degli indizi per arrivare a lui?.
?Cerco di riassumere. Il Nostro è persona anziana, gentile e accattivante, probabilmente in pensione e probabilmente ex medico o ex farmacista, conosce gli scacchi, è debole ma lucido e tenace, preferisce vittime anziane ma se l?occasione non si presenta in quel determinato giorno fa fuori chi gli capita a tiro, si serve degli scacchi per mandare segnali non si sa bene a chi o addirittura per fornirci degli indizi per essere scoperto. Una specie di gioco con la polizia. Non male, ragazzi, penso di avere abbastanza materiale per una bella ponzata. Vi ringrazio della magnifica serata e buonanotte?.
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10) La dea bendata
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Usciti i colleghi rimasi solo con me stesso. Quella fu la notte più lunga della mia vita. Ormai ero deciso. O trovavo qualcosa di concreto o avrei dato io stesso le dimissioni. Non c?erano alternative, non potevo vivere più in quello stato di ansia continua. Prima di tutto mi feci un bel caffè forte, accesi uno dei miei sigarelli lunghi, mi stravaccai come al solito sulla poltrona preferita gustando il caffè e aspirando profondamente il fumo. Poi chiusi gli occhi riassumendo mentalmente tutti gli avvenimenti e le osservazioni che erano state fatte. Ogni tanto avevo un piccolo sussulto, mi pareva di avere capito qualcosa, mi sembrava di avere scoperto il perverso meccanismo di quei crimini, ma erano solo falsi allarmi. Eppure, eppure spesso il mio pensiero si fermava inconsciamente a quei benedetti pedoni, ai Cavalli e all?Alfiere tenuti fra le mani di quei poveri morti e altrettanto inconsciamente mi appariva il volto di Sally incorniciato da una massa di fuoco. Che ne fossi innamorato? La ragazza era un tipo, aperta, sveglia, attiva, piena di energia?Ecco l?energia. Ne avevo appena per stare in piedi, figuriamoci per innamorarmi. Scartai l?idea dell?innamoramento. Allora perché i pezzi degli scacchi e la sua figura si presentavano insieme? Che nesso logico poteva scattare in quel mio cervellaccio mezzo addormentato? Ad un tratto la luce, come se fossi abbagliato da un faro nella notte. Con Sally avevo giocato diverse partite, tutte perse tra l?altro, maledizione?ma tra le tante ce n?era una che poteva?ma sì? Mi alzai istintivamente, presi la scacchiera, la stesi sul tavolo, vi misi sopra i pezzi e cercai di ricostruire, con il cuore che incominciò a battere più forte, le prime mosse della variante di cambio della Spagnola: 1.e4 e5?2.Cf3 Cc6?3.Ab5 a6?4.Axc6+ dxc6?Mentre muovevo elencavo meccanicamente i pedoni e i pezzi che venivano spostati: un pedone bianco, un pedone nero, un Cavallo bianco, un Cavallo nero, un Alfiere bianco, un pedone nero, un Alfiere bianco che cattura un Cavallo nero, un pedone nero che cattura un Alfiere bianco?Rimasi come fulminato. Le restanti forze residue del mio fisico e del mio cervello riuscirono a compattarsi. I pedoni e i pezzi erano gli stessi di quelli trovati nelle mani di quei poveri disgraziati! Dunque un collegamento c?era. Si trattava di una partita a scacchi! E se di partita a scacchi si trattava due dovevano essere i giocatori e due, non uno, gli assassini! Sentivo di essere vicino alla soluzione ma mancava un dato importante. Come faceva uno dei due giocatori, ammesso che la mia idea fosse giusta, a capire che il primo pedone bianco era proprio quello di Re e che era stato mosso dalla casa e2 di partenza alla casa e4 di arrivo? Ed il ragionamento valeva anche per gli altri pedoni e i pezzi. Mi concentrai di nuovo. Non dovevo abbattermi. Bevvi un altro caffè e fumai un altro sigarello. Poi andai al bagno e mi lavai la faccia che stava perdendo qualsiasi connotato di specie umana. Forse fu proprio in quel momento che la dea bendata ebbe compassione di me. Ritornai nello studio e mi ritrovai tra le mani la lista dei morti che avevo scritto tempo fa con i nomi, i cognomi e l?indirizzo della loro abitazione:
1)????? Amelia Esposito, via Petrucci 4
2)????? Luigi Ermini, via Sant?Angelo 5
3)????? Ferdinando Falugi, via Pellai 3
4)????? Silvana Cauccioli, via Reatina 6
5)????? Cosimo Biondi, piazza del Sale 5
6)????? Carlo Aldobrandi, via Sant?Orsola 6
7)????? Roberto Corsi, via Romana 6
8)????? Marino Donati, via Pratesi 6
La lessi e la rilessi fino a quando?Incredibile, impossibile, ma forse?Allora fui preso dalla stanchezza e caddi sulla poltrona come corpo morto cade.
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11) Un adorabile vecchietto
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La mattina seguente, cioè qualche ora dopo, mi svegliai perché durante il sonno, evidentemente agitato, mi ero mosso ed ero scivolato lungo la poltrona per finire steso sul pavimento. Ero stordito, ma ritornai alla realtà mettendo letteralmente il capo sotto il rubinetto del lavandino. Il primo pensiero fu quello di telefonare alla persona che pensavo fosse utile a cercare di chiudere il cerchio. Almeno così speravo. La telefonata fu lunga e molto, molto interessante. Uscii così come mi trovavo, dopo avere ingurgitato due budini di riso che tenevo al fresco nel frigorifero. Quelli non mancavano mai. Non mi feci neppure la barba e mi avviai a incontrare Erminio Gazzarri in via Lombardia 28. Ci arrivai con la mia punto verdolina che erano all?incirca le dieci. Abitava in una palazzina isolata in un quartiere residenziale dell?Acqua Calda formato da alcune villette a schiera contornate da splendidi giardini. Quello di Erminio Gazzarri era decisamente bello ed ordinato, vi erano fiori ed una serie di piante bene allineate che non avevo mai visto. Al suono del campanello si affacciò un signore anziano dalla barba e dai capelli bianchissimi, vestito in maniera elegante che mi accolse con un aperto sorriso.
?Mi dica?.
?Il signor Erminio Gazzarri??.
?Per servirla?.
Sono il commissario Marco Tanzini di Siena. Se lei permette vorrei porle qualche domanda. Sono da queste parti per svolgere delle indagini su questi misteriosi omi??. Non mi fece neppure finire il discorso che ?Ma, prego, si accomodi? disse con una voce estremamente cortese e nello stesso tempo mi condusse verso una poltrona in un piccolo salotto agghindato con molta cura.
? Gradisce un caffè? Stavo giusto preparandolo per me?.
?Grazie, ma??.
?Commissario, è un onore riceverla nella mia casa. La vedo, come dire, un po? addormentata. Mi lasci preparare un buon caffè?.
?Se proprio ci tiene?.
?Faccio in un momento?.
Mentre il signor Gazzarri se ne stava in cucina a preparare il caffè mi misi ad osservare il salotto. Piccolo ma pulito e ordinato con alcuni graziosi quadri alle pareti, una piccola libreria ed un tavolo in stile che mi ricordava il settecento. Sul tavolo una bella scacchiera in legno con i pezzi degli scacchi collocati sopra di essa. Già la scacchi?
?Ecco il caffè, commissario. Quanto zucchero??.
?Lo preferisco amaro, grazie?.
?Come vuole. Allora qual buon vento la porta da me??.
Mi aggiustai gli occhiali per guardarlo meglio. Aveva un viso dall?aspetto dolce e rassicurante, una bocca ben disegnata e due occhi celesti vivi e penetranti. Sembrava che il tempo avesse lavorato con delicatezza su quel corpo che dimostrava ancora segni di una certa vitalità. Lo accostai istintivamente ad uno di quei filosofi antichi che al liceo mi avevano incusso una certa soggezione.
?Ho settantacinque anni, commissario?.
?Beh, io non volevo?non li dimostra e non porta nemmeno gli occhiali?.
?Per grazia di Dio ho ancora una vista acuta. Ma mi dica la ragion | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-02-03T07:21:24+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Delitti incrociati | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Questo è un racconto davvero singolare. Il commissario Marco Tanzini di Siena ha novant?anni con un ?piede e tre quarti nella tomba?. Prima di tirare il calzino vuole raccontare una storia di casi raccapriccianti che gli sono capitati nella sua lunga carriera di piedipiatti. Una serie di morti assassinati nella sua città e dintorni che non sembrano collegati da nessun filo logico. Hanno, però, due aspetti in comune: tutti in qualche modo se ne sono volati via dalla terra per colpa di qualche pianta velenosa dal nome piuttosto eccentrico ed hanno stretti in una mano, sinistra e destra alternate, alcuni pezzi degli scacchi: un pedone nero, uno bianco, un Cavallo, un Alfiere e così via. Un mistero che verrà scoperto con una di quelle felici intuizioni che capitano ogni tanto nella vita. Il vecchietto, tuttavia, non si limita solo a raccontare (con un certo sforzo e lacune temporali) la sua storia, ma svela anche qualche aspetto peculiare della nostra società e della vita di tutti i giorni. Un lungo racconto ironico, spero divertente, che non manca di prendere in giro anche la realtà politica ed i suoi principali rappresentanti. DELITTI INCROCIATI
1) Un cadavere ad Ampugnano
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Quando si ha novanta anni e un piede e tre quarti nella tomba non si tengono peli sulla lingua. Da giovani si sta più attenti a esprimere le nostre idee, a formulare certi giudizi, si hanno certi timori, certe remore che tendono a scomparire con l?età. Ho deciso di dire tutto, ma proprio tutto su quegli stramaledetti casi che mi sono capitati precisamente?precisamente?tanti anni fa e sulle persone che in essi furono coinvolte. L?anno preciso non lo ricordo, non ricordo nemmeno se in questo momento siamo nel duemila venti o trenta, ma ho bene in mente che era un?estate bestiale, un caldo da far paura agli africani. Nonostante tutto nessuno si sarebbe immaginato la caterva di morti piombata in rapida successione nella mia città e nelle sue vicinanze. Senza che c?entrasse un fico secco il solleone che, a dir la verità, mandò all?altro mondo un buon numero di vecchietti del nostro paese. Vi racconto quello che mi è successo, così, secondo i ricordi che si affollano nella mia mente, senza far tanto caso alla cronologia né ad un filo logico preciso, che tanto a questa età non ne sarei capace. La mia città è Siena ed io ne ero, allora, il suo commissario di polizia. Marco Tanzini, per essere più precisi, se la memoria non mi inganna?La memoria è una brutta bestia, ti fa fare delle figure cacine soprattutto coi figli e coi nipoti. Per fortuna, o per sfortuna, io non ho moglie, né figli, né nipoti e quindi le figure le faccio solo con me stesso. E riesco anche a prendermi in giro. Però gli avvenimenti di quella rovente estate sono qui nella mia testa. Almeno mi sembra. Tutto cominciò?cominciò con una telefonata nel mio ufficio, mentre ero intento a sbrigare le solite pratiche burocratiche che incitavano allo sbadiglio.
?Pronto, commissà, pronto??
?Pronto, chi fu??. Mi piace scherzare, è uno dei miei pochi lati positivi. Avevo riconosciuto dal taglio del sostantivo e dal timbro di voce l?appuntato Esposito Scarchili di pura, anzi purissima razza siciliana. Un giovane sveglio ma refrattario alla lingua patria.
?Sogno??
?O son desto??.
?Non mi sfotta, commissà. Cà simo in uno brutto affare??
?Che ti è successo, ti ha lasciato la fidanzata??
?No?no?non ci sta da scherzare. Io e Lorenzo??
?Il Betti??.
?Sì, sì, io e Lorenzo eravamo di pattuglia, quando??
?Non me la fare lunga Esposito?.
?Le passo il Betti, lui è più?è più??.
?Passamelo?.
?Commissario, siamo qui in un bosco vicino all?aereoporto di Ampugnano. C?è una ragazza morta, e a me mi pare assassinata?.
?Accidenti!?.
Una esclamazione che voleva dire due cose: un accidenti per la fine della povera ragazza e uno per le ferie che se ne andavano a farsi fottere. In ogni fatto umano c?è sempre qualcosa di umano, appunto, e qualcosa di egoistico che fa sempre capolino. Alla vista del cadavere rimase il primo e se ne volò via il secondo. La ragazza era veramente una bella ragazza sui venti anni, dai capelli scuri e dal corpo ben proporzionato, tutta distesa sull?erba come se dormisse. Nulla lasciava trapelare il suo tragico destino, se non una riga bluastra intorno al collo. Per il resto aveva una espressione quasi serena. Le braccia erano ripiegate accuratamente sul petto, la mano destra aperta e l?altra chiusa.
?Allora Betti, raccontami questa scoperta?.
?Niente, commissario, eravamo di pattuglia da queste parti quando a Esposito scappa un bisognino. Ci fermiamo sulla strada e lui prende questo viottolo che porta nel bosco. Io aspetto un po? quando lui mi ritorna di corsa con il viso sbiancato da far paura. Che fai, gli dico, hai visto uno con la lupara? E lui senza rispondere mi prende per un braccio e mi porta qui. Sembrava dormire, ma poi mi sono avvicinato, ho visto il collo e??.
?Che ne pensi, Manganelli??. Manganelli è stato il mio braccio destro per molti anni, un tipo più o meno sveglio, voglio dire che ora ci dava e ora non ci dava, con il quale mi piaceva scherzare e con il quale ho avuto anche qualche battibecco, sempre, però, con reciproco rispetto. Tra l?altro lui accettava che gli dessi del tu, mentre a me ha dato sempre del lei. Con il passare del tempo aveva messo su una bella pancetta che spesso cercava di nascondere trattenendo il respiro, soprattutto quando era in presenza di una bella figliola, il che causava un rossore sempre più acceso alle guance. Era nello stesso tempo buffo e simpatico di natura.
?Penso che è una brutta fine per questa povera ragazza?.
?Ma a parte questa riflessione del tutto originale??.
?Non sarà originale ma sincera e doverosa?.
??ma anche sincera e doverosa, dico cosa ne pensi così d?impatto di questo che pare proprio un omicidio?.
?C?è qualcosa di strano?.
?Butta fuori?.
?Primo punto:un omicidio così vicino alla strada principale non ce lo vedo?.
?Continua che mi piaci?.
?Punto due:la posizione della ragazza?.
?Che ha di speciale questa posizione??
?Ma commissario, via, lo vedrebbe anche un cieco. Tutta bella distesa con le gambe unite, i capelli composti, le braccia conserte?Nessun segno di lotta, di difesa, eppure la ragazza non pare fragilina??.
?E dunque??
?Dunque, cosa??
?Cosa ne deduce il mio fine argomentatore da tutto questo??.
?Questa volta non mi è andata male?.
?E che c?entra??.
?No, mi riferivo al fine?a quello lì, insomma??. Gli lanciai la solita occhiata.
?Cosa ne deduco, cosa ne deduco, che l?assassino era il suo amichetto con il quale stavano coccolandosi, lei era tranquillamente sdraiata, lui era pronto a baciarla quando un raptus omicida??
?Un raptus omicida prende a me se tiri fuori certe corbellerie. Per terra si vedono chiare delle impronte di gomme e sullo spiazzo erboso dove è la ragazza non vedo segni di lotte amorose. Ai lati del corpo l?erba è bella ritta, o sbaglio??.
?Direi che non sbaglia. Ma allora, commissario, qualcuno l?ha portata qui bell?e morta?.
?Lo vedi che se ti impegni ci arrivi? E l?ha trascinata dalla macchina fino a questo punto, come dimostra la scia sull?erba?.
?E? vero?.
E allora cosa devi fare??.
?Come al solito cerco di sapere chi è, anzi chi era questa ragazza??
?Bene?.
??Poi faccio venire il medico legale e quelli della scientifica per studiare accuratamente la scena del crimine?.
?Perfetto. Ma prima??.
?Ma prima, ma prima?commissario un aiutino??.
?Ma prima diamo un?occhiata a quella mano sinistra??.
??a quella mano sinistra che, a differenza della destra, è chiusa?.
?Ottimo spirito di osservazione?.
?Lo faccio io, commissario. Ecco fatto. Guardi un po? che cosa aveva nella mano?.
?Che cosa??.
?Una pedina bianca degli scacchi?.
?Vorrai dire un pedone??.
?Una pedina o un pedone fa lo stesso??.
?Ancora????.
Per spiegare il senso di questa mia esternazione occorre ricordare che gli scacchi erano già entrati di prepotenza in due storie criminali precedenti che mi avevano tormentato non poco, che anche il sottoscritto conosce sia questo giuoco e anche diversi suoi più o meno abili praticanti che sogliono ritrovarsi presso il CRAL del Monte dei Paschi di Siena. Un?altra brutta vicenda che avesse un rapporto con il cosiddetto nobile giuoco mi avrebbe ingrugnito e incarognito.
?Così sembra?.
?E che c?entra questo stramaledetto pedone con questa storia ancor più stramaledetta! Dimmelo un po? tu, Manganelli!? gridai con gli occhi che da celesti dovettero diventare verdi come il mare in tempesta.
?Commissario non se la prenda con me. Può essere una specie di firma dell?assassino come lo è stato in quel caso?si ricorda??.
?Lasciamo in pace i ricordi del passato, Manganelli, che il presente ci basta e avanza!?.
?Lo lascio in pace. Dico che la pedina??.
?Il pedone?.
?Insomma quello lì può significare una specie di sfida, come per dire ora che vi ho lasciato un segnale trovatemi, se ci riuscite?.
?Mmmmm?ci sta. Dunque è quasi mezzogiorno. Facciamo così. Scatta alcune foto della ragazza, un paio da vicino che si veda bene il volto, me le dai, andiamo a mangiare, poi io faccio una giratina nel ritrovo dei miei amici scacchisti, mentre tu cerchi di sapere chi è la ragazza e in serata, dico in serata, mi ascolti??.
?A tutto campo?.
?A tutto che??.
?La ascolto?.
?Dico, in serata fai venire nel mio ufficio sia il medico legale che il capo della scientifica. Voglio sapere tutto, ma proprio tutto di quello che hanno scoperto?.
?Ma?in una sola serata?come faranno a??.
?Che si sbrighino, Manganelli, e che si arrangino?.
?Allora riferisco che??
?Si sbrighino?.
??che si sbrighino e che??
?Si arrangino?.
??si arrangino?.
?Un posto nella polizia non è un posto da fannulloni. Sarò lì ad aspettarli. Ora andiamocene a casa?.
?
?
2) Giulia, Silvestri e i giocatori di scacchi
?
Come ho detto, e se non l?ho detto lo dico ora, in quel momento non avevo, perché non l?ho mai avuta, moglie né figli, che potevo anche avere senza bisogno di sposarmi, e neppure mamma e papà che se ne erano andati da un pezzo. Ma avevo Giulia che riempiva lo stesso la mia vita. Giulia era una gioviale signora matura dall?aspetto rotondo che mi metteva a posto la casa e mi teneva perfettamente al corrente di tutti gli eventi della sua prolifica famiglia e, quando questi non bastavano, sapeva ampliare il discorso anche a quelli dei vicini e via via ad altri di interesse nazionale e talora anche internazionale. Una fonte inesauribile di fresche notizie che mi arrivavano tutte insieme da una cannella perennemente aperta. In più c?era in lei quel senso materno che la induceva a trattarmi come un bambino. Con gentilezza e rispetto perché io ero pur sempre un dottore, anche se?non mi ero mai laureato. Ma questa è un?altra faccenda.
?Buongiorno, dottore, come va??.
?Come va, come va Giulia, andava meglio ieri?.
?O che è successo da turbarla in questo modo? Ora che la guardo più da vicino ha una faccia che gli casca il mento per terra?.
?Sa che non voglio parlare di lavoro a casa, ma è successo un altro caso particolare??.
?Un attentato?.
?Ma no?.
?Meno male, sembra che ora vadano di moda. Io mi ammazzo, ma ammazzo pure te. Che gente!?.
?Ma no, ma no, lasciamo perdere. Vado a lavarmi le mani?.
?Come vuole. Ma sì, parliamo d?altro. Vuole sapere che cosa le ho preparato??.
?Preferisco la sorpresa?.
?E? già in tavola. Venga che si fredda?.
?Accidenti! Questa sì che mi rimette al mondo! Dal profumo direi che sono spaghetti ai funghi porcini?.
?Si vede che ha buon naso. Mangi che si sentirà meglio, mentre io lo tengo aggiornato sulle mie storie che le stanno tanto a cuore?.
?Che mi stanno??.
?Che le stanno a cuore, dottore, me l?ha detto lei qualche giorno fa, quando le ho parlato di mia cognata Luigina, ma poi non ho finito?se la ricorda??.
?In questo momento ho come un vuoto di memoria, lei mi capisce??.
?La capisco, la capisco ma il vuoto di memoria glielo riempio io. Dunque mia cognata Luigina, come le dicevo?quella morettina vispa?una volta è venuta a trovarmi anche qui, se la ricorda??.
?Aridagliela. Le ho già detto che ho come un vuoto??.
?Due occhioni neri, anche troppo grandi per il mio gusto, un faccino malizioso??.
??di memoria?.
??Insomma quella lì che sa fare tutto e vuole tutto e cìcìcì e ciàciàcià??.
?Cosa??.
?Suvvia, dottore, non mi caschi dalle nuvole. Lei che ha studiato non mi vorrà dire che non sa cosa significhi cìcìcì e ciàciàcià?.
?No, almeno che non sia il nome di un nuovo ballo sudamericano?.
?E cicìcì e ciàciàcià, una che si dà le arie, che parla, parla e parla solo per il gusto di sentire la sua voce. Insomma vuole prendere la patente quando non sa guidare nemmeno i carrelli della spesa. Se la immagina, lei, a guidare una macchina!?.
?Le ho già detto??.
?Uffà, però, con lei non c?è da farci un discorso. Dove ero rimasta??.
?Ai carrelli, questo me lo ricordo?.
?Ah, sì?dunque il marito, conoscendola bene, si oppone ma lei la spunta, indovini come??.
?O sora Giulia, ora glielo dico alla toscana??.
?Con uno sciopero?.
?Con uno sciopero? Questa è bellina. Che ha smesso di fargli la pappa??.
?No, ha smesso di fare all?amore?.
?Porc? Non me l?aspettavo. Credevo che questo tipo di sciopero colpisse solo quelli che non lavorano, come ci ha insegnato Celentano?.
?Aspetti, non è mica finita qui??.
Giulia era una brava donna, una esperta cuoca e aveva tanti altri pregi, per carità, ma quando incominciava a parlare non la finiva più e allora io di tanto in tanto accennavo di sì con la testa come se la stessi ad ascoltare fino a quando il pranzo era terminato e lei finiva le sue straordinarie avventure con un ?Allora, come le è sembrato?? a cui rispondevo immancabilmente con un istintivo?Eccellente!? che poteva andar bene sia per il pranzo che per l?interminabile racconto. Dopodiché me ne scivolavo nel mio studio, mi prendevo un buon caffè all?uopo preparato, mi accendevo un sigarello di quelli stretti e lunghi che avevano sempre colpito la mia fantasia di ragazzo e mi mettevo a gironzolare intorno alla mia biblioteca che era ben fornita e che mi era di molta compagnia. Qui, però, bisogna tirar fuori un tarlo che mi rode da un bel po? di tempo e che mette in causa i mi babbo detta alla toscana, l?avrò già detto mille volte ma lo ridico, un testone di quelli?Insomma io ho avuto sempre una predisposizione per la letteratura, mi piaceva leggere e scrivere, ho fatto le superiori, mi sono iscritto all?Università. Quello era il mio sogno?ma c?era anche bisogno di lavorare e questo benedetto genitore, la mamma no perché era sempre dalla mia parte, mi ha costretto a lasciare gli studi e ad entrare nella polizia. Lui era già brigadiere a Poggibonsi, aveva delle conoscenze e batti e ribatti mi convinse, oggi direi forzò, a prendere quella decisione. Ma l?amore verso i libri è rimasto e piano piano mi sono costruito una discreta biblioteca, tutta bene organizzata con i libri catalogati uno per uno che è un piacere vederli. La mia prima passione sono stati i gialli, non tanto quelli tutto scazzottate, violenze, inseguimenti, all?americana, insomma per intenderci, o i noir patologici dove chi è più sano ha una demenza senile conclamata, ma quelli dove conta il lavorio delle cellule grigie, dove la scena si svolge in un piccolo paese lindo e pulito e il massimo evento di crudeltà è schiacciare le formiche mentre si cammina. Insieme ai gialli sono poi venuti i testi umoristici perché il riso fa sempre bene e via via tutti gli altri, tra i quali anche quelli di scacchi da quando avevo imparato questo stramaledetto gioco durante il primo caso del cavalier Pelosi trovato una sera morto stecchito proprio al circolo di scacchi. E dire che agli inizi, quando sono arrivato a Siena, mi lamentavo che lì non succedeva mai niente di particolarmente eccitante! Ma sulla mia biblioteca non la faccio lunga ora, perché ci ritorno di sicuro. Dunque, dicevo, stavo puntando qualche libro come un cane da tartufo, quando ti arriva la telefonata. Non una telefonata, badate bene, ma la telefonata che io immediatamente capivo dal momento sbagliato in cui veniva fatta e dal trillo nervoso del telefono.
?Pronto, commissario??.
?Insomma??.
?Pronto, commissario, mi riconosce??.
?Mi faccia pensare. Lei dovrebbe essere il procuratore Silvestri. Ci ho azzeccato, come direbbe il buon Di Pietro??.
?Ah, bene, non capivo quell?insomma, ma penso che sia una delle sue solite battute?.
Due parole sul procuratore Silvestri bisogna che ve le dica. Ho già detto che ho novanta anni ed un piede nella tomba. Dunque sarò sincero. Mi servo di due o tre metafore per fare più presto. Una piattola, una rogna, un gatto attaccato ai coglioni che veniva a stuzzicarmi nei momenti più inopportuni. Sempre al telefono. Mai che l?abbia visto, che so, nel mio ufficio o nel suo, o meglio ancora sul luogo del delitto. Per una ragione o l?altra non poteva venire e mi perseguitava con questo aggeggio diabolico e mi spingeva a fare presto, a risolvere il caso alla svelta per il buon nome di Siena, della città del Palio che tutti ci invidiavano. E immancabilmente finiva l?intervento buttando giù il ricevitore senza nemmeno un saluto o un semplice arrivederci.
?Dunque, commissario, ho saputo di questo nuovo caso increscioso, incresciosissimo, che ha colpito ancora una volta la nostra stupenda città??.
?Purtroppo??.
?E lei mi sa dire solo purtroppo??.
?Ma, vede, in questo momento, con il pranzo sullo stomaco??.
?Ma lasci stare le sue egoistiche situazioni personali e metta subito in moto il cervello!?.
?Senza avere digerito il cervello non ha poi tanta voglia di mettersi in moto e non mi pare che l?avere mangiato rientri nella categoria delle situazioni egoistiche personali?.
?Oh, non me la faccia lunga con i soliti distinguo, via quel purtroppo che mi fa orrore e si metta subito al lavoro. Intanto, chi è la ragazza uccisa? Perché mi hanno detto che si tratta di una ragazza?.
?Procuratore, la ragazza è stata ritrovata solo qualche ora fa. Stasera inizieremo le indagini e vedremo...?.
?Ma che stasera e stasera, si butti fuori dal letto??.
?Sono solo nel mio studio??.
?Insomma esca dal suo studio e mi cerchi questo nuovo assassino che, a quanto pare, ha ancora a che fare con la combriccola degli scacchisti di cui, non lo neghi, anche lei fa parte?.
?Non ho nulla da negare e niente da nascondere?.
?Quella è una setta??.
?Ma no, guardi, lasciamo stare le sette che mi ricordano un altro caso, quello di Rosia??.
?Già, anche quella volta?Insomma, le ripeto, si dia una mossa e mi faccia pervenire al più presto nel mio ufficio un resoconto dettagliato delle indagini?. E come al solito buttò giù il ricevitore senza aspettare risposta e salutare. Naturalmente non pensai nemmeno per un momento a darmi una mossa come aveva ordinato il nostro caro Silvestri, ma mi spaparacchiai sulla poltrona vellutata a farmi una pennichella. I problemi nella vita vanno affrontati con calma. Mai di fretta. La gatta frettolosa fa i gattini ciechi diceva la mia povera nonna, che non aveva mai messo piede in una scuola ma aveva più cervello di tante diplomate del giorno d?oggi. La pennichella ebbe il suo bell?effetto. Al risveglio mi sentii più in forma. Si fa per dire perché, lo ripeto, era un caldo asfissiante. Nonostante questo, o forse proprio per questo, ero piuttosto agitato, sia per quell?accidente di caso cadutomi fra capo e collo, sia perché?perché mi dovevo lavare, cioè farmi una doccia, vestire, o meglio rivestire di nuovo. E qui viene in ballo la mia povera mamma che il Signore l?abbia in gloria. Una donna meravigliosa, si sa, era la mia mamma, ma con un piccolo, devastante difetto. Teneva in modo ferreo, intransigente alla forma. In poche parole fin da piccolo, quando arrivai all?età giusta, mi abituò a vestire in tutte le sante stagioni, con giacca e cravatta. All?inizio recalcitrai ma poi dovetti dargliela vinta e finii per diventare io stesso schiavo di questa funesta tradizione. Però nel male c?è sempre un piccolo spazio per il bene. Comprando cravatte incominciai a conoscere le differenze di qualità, a valutarne il tessuto e i colori. Ne divenni un esperto e finii per farne collezione. Ne avevo un armadio tutto pieno e alcune me le ritrovavo perfino nei cassetti, tanto che mi era sorto il dubbio che potessero prolificare. Di ogni tipo, tutte sfavillanti che sembravano farfalle. Dunque anche quella sera dovetti sceglierne una che era pur bella ma che non favoriva certo la traspirazione. Tuttavia faceva talmente caldo che, quando uscii in strada per avviarmi verso il CRAL del Monte dei Paschi, dove era ubicato il circolo degli scacchi, dovetti togliermi la giacca e allentare il nodo della cravatta, lanciando uno sguardo tra l?implorante e l?insofferente verso il cielo come per dire ?Ovvia, mamma??.
Al CRAL mi sentii un po? sollevato, dato che c?era l?aria condizionata e potei rimettermi la giacca.
?Qual buon vento la porta, commissario?? iniziò il barista appena mi vide.
?A dir la verità di vento ne vedo poco in giro. E poi anche se ci fosse non sarebbe un buon vento?.
?Perché, che cosa è successo??
?Ci risiamo ?.
?Non mi dica, commissario, che?che? ancora una volta c?è stato qualche brutto affare a Siena?.
?Non proprio, ma vicino?.
?Un omicidio??.
?Così pare?.
?L?ho sempre detto io. Da quando sono arrivati da noi albanesi, rumeni e ora cinesi e giapponesi??.
?E russi, polacchi, sloveni, marocchini, egiziani??.
?Anche lei la pensa come me??.
?A Lorè che dai i numeri? Non ti ricordi di quando noi dovevamo andare in giro per il mondo con le valigie di cartone tenute insieme con lo spago??.
?Beh, questo è vero, però??.
?Però, però?lasciamo stare. L?hai mai vista questa? Voglio dire l?hai mai vista entrare al circolo?? e gli misi sotto gli occhi le foto della povera ragazza. Lorenzo le guardò con attenzione.
?Non mi pare, commissario. Direi di no, proprio di no?.
?Allora dammi una Tassoni che mi rinfresco. C?è nessuno nella stanza dei fissati??.
?Vuole dire dei giocatori di scacchi??.
?Quelli lì?.
?Eccome se ci sono. E se le stanno dando di santa ragione?.
?Sono arrivati a questo punto??.
?No, volevo dire che stanno giocando con una certa, come dire, passione?.
I giocatori di scacchi sono sempre passionali?.soprattutto quando giocano a blitz. Trattasi di un incontro veloce, di cinque minuti a disposizione per ogni giocatore. Uno muove i pedoni o i pezzi sulla scacchiera e dopo ogni mossa con un semplice colpetto sull?orologio dell?avversario fa scattare il suo tempo a disposizione e viceversa. All?inizio i movimenti sono leggeri e vellutati ma piano piano diventano frenetici e incontrollati. Alla fine i poveri segnatempo si devono sorbire delle vere e proprie mazzate da esseri che hanno ben poco di umano. Inevitabili le diatribe anche se durante il gioco non si dovrebbe aprire bocca. Hai toccato prima il Cavallo, lo devi muovere?Ma che dici, non l?ho neppure sfiorato. Tu, invece, tocchi sempre qualche pezzo e poi non lo muovi?Non puoi mangiarmi il Re! Non esiste?Sì che posso! A blitz c?è questa regola, se non la sai, studiala.?E? vero, ragazzi??Ti è cascata la bandierina?No, prima a te?A me? Ma se te l?ho detto prima io che ti è cascata?Ma che c?entra?Ho vinto per il tempo?Un fico secco, ho vinto io?Ma falla finita. Non giochi un c?.! Quando perdi cominci ad offendere?Perché te sei carino! E? in una atmosfera simile inframezzata da simili discorsi che misi piede nella stanza riservata agli eletti, si fa per dire, di Caissa. La mia entrata non fece alcuna impressione tanto erano presi a muovere freneticamente Pedoni, Re, Regine, Torri, Alfieri e Cavalli. Alla fine della partita, però, tutti si voltarono verso di me.
?Commissario, qual buon vento??.
?Anche voi! Non mi porta nessun vento, massimamente buono. Magari ci fosse un po? di vento! Con questa afa beato chi respira?.
?Poi, lei, via?in giacca e cravatta!?.
?Non mi rammentate questa autoflagellazione. Ognuno ha i suoi problemi?Ma veniamo a noi??.
?Commissario?dalla faccia? non ci dica che ce n?è una nuova perché non ci crediamo?.
?Allora, vorrei che uno per uno veniste qui a questo tavolo che vi devo far vedere una fotografia. Uno per uno, ripeto. La cosa è seria e quindi rispondetemi dopo avere guardato attentamente?.
Tutti guardarono attentamente ma nessuno riconobbe la poveretta.
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3) Prime scoperte
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Avere insieme tre persone riunite nel mio ufficio come Manganelli, Serbelloni e Rinesi era da comica. Due che non parlavano e dovevano parlare e uno che parlava anche troppo quando, magari, doveva stare zitto.
?Bene, bene, bene eccoci ancora una volta riuniti per cercare di risolvere anche questo caso??.
?E lei che si lamentava che a Siena e dintorni non succedeva mai nulla di eclatante!?
?Manganelli, non è il momento di sottolineare?Non credo che il Signore, o chi per lui, abbia fatto uccidere alcune persone per farmi contento?.
?No, però??
?A Manganè, diamoci un taglio?.
?Diamocelo?.
?Anche perché questa povera ragazza merita un discorso serio. A proposito, hai saputo chi è??.
Manganelli fece il solito sorrisetto furbastro seguito da una spallucciata come per dire ?E c?è bisogno di chiederlo??.
?Commissario, lei mi sottovaluta?.
?No, no io ti considero proprio quello che sei, stai tranquillo. Tira fuori il rospo e falla meno lunga?.
?La povera ragazza è, anzi era, Maria Esposito di ventidue anni, abitante a Siena in via Petrucci 4?.
?Bel colpo. E come hai fatto??.
?Mi permetta di mantenere il segreto. Ho i miei mezzi di ricerca personali che vorrei tenere ben custoditi?.
?Non è che per caso questi mezzi di ricerca personali si siano avvalsi di una telefonata che i genitori della ragazza in questione hanno fatto alla polizia non vedendola tornare a casa? La butto lì, tanto per indovinare?. Il volto di Manganelli si cosparse di un omogeneo rossore.
?Beh, non è proprio così..ma, insomma?andiamo al sodo, commissario?.
?Andiamoci?.
?La ragazza è figlia unica di genitori provenienti da Napoli, aveva diciotto anni e frequentava l?Università di Siena. Una brava ragazza, studiosa, senza grilli per la testa, aveva il suo moroso come hanno tutte le ragazze di quella età ma senza nulla di serio. Almeno per il momento?.
?Hai parlato con i genitori??.
?Solo con la madre per telefono. Pensavo che ci volesse parlare di persona?.
?Hai fatto bene. Ci andremo dopo avere fatto quattro chiacchiere anche con i miei devoti esperti della scientifica?. A sentire quattro chiacchiere i due incominciarono ad agitarsi, perché per loro erano già tante due parole. Non ho mai trovato nella mia lunga vita persone così diverse nel fisico ma spiccicate identiche nell?essere restie a tirar fuori il fiato di bocca per esternare le loro idee. Per carità brave persone, seri professionisti, il Serbelloni medico legale e il Rinesi esperto, espertissimo della scientifica. Studiosi e sinceramente attaccati al lavoro. Niente da dire sui loro rapporti estremamente dettagliati, precisi e scritti, tra l?altro, in buon italiano. Il che non guasta. Il guaio veniva durante il passaggio dalla parola scritta a quella orale, e per tirargli fuori una sola frase c?era da sudare come i dentisti. Mi guardarono con sospetto.
?Calma, ragazzi, non c?è nulla da temere. Dovete solo farmi edotto delle vostre scoperte. Chi per primo vuole incominciare??.?Mai domanda ebbe effetto più negativo.
?Visto che tutti e due non vedete l?ora di aprire bocca decido io chi incomincia per primo. La parola al nostro medico legale Serbelloni?. Il quale Serbelloni, si asciugò il volto con le sue manine paffute , si sistemò meglio sulla sedia che conteneva a malapena una parte del suo posteriore, sbuffò due o tre volte e alla fine incominciò, mentre tutti eravamo fissati su di lui come fosse la Sibilla Cumana ?Non ho avuto molto tempo per esaminare accuratamente il cadavere, ma posso dire con una certa dose di certezza che la ragazza è morta per strangolamento tra le dieci e le undici di questa mattina?. Detto questo sbuffò di nuovo e smise di parlare.
?La ringrazio per lo sforzo che ha fatto, ma, dico io, qualche altra notizia non guasterebbe. Per esempio, si sono notati altri segni di violenza sul corpo??.
?No, ma c?è un altro particolare?.
?E che aspetta a dircelo!?.
?Ecco, prima di morire strangolata, con una certa difficoltà, tra l?altro??.
?Come sarebbe a dire??.
?Sarebbe a dire che l?assassino ha dovuto stringere ripetutamente il collo per ottenere il suo scopo. I segni lo dimostrano in maniera inequivocabile?.
?Passiamo al particolare di prima?.
?Bene, prima di essere strangolata la ragazza deve avere preso qualcosa che l?ha fatta addormentare?. A questo punto Serbelloni tirò fuori un fazzolettone bianco con il quale incominciò a tergersi la fronte che incominciava a colare. Siccome la cosa andava per le lunghe?
?Per caso vuole farsi anche una doccia, Serbelloni?? ringhiò Manganelli.
?Dai primi accertamenti, che controlleremo ancora, sembra che abbia fumato una buona dose di Rutella-cannabis, un oppiaceo che serve a rilassare il sistema nervoso. Se preso a dosi massicce porta ad un sonno profondo?.
?Uno spinello, insomma??
?Più che uno spinello. La Rutella non scherza. Ti addormenta in un batter d?occhio?.
Accidenti! Non vi è altra traccia lasciata dall?assassino, maschio o femmina che sia??.
?Nessuna?.
?Quindi si presume che portasse dei guanti?.
?Esatto?.
Non c?era nulla da fare. Il Serbelloni era così. O prendere o lasciare. L?unica cosa ragionevole era lasciarlo libero e leggere attentamente il suo referto.
?Allora, Serbelloni, se non c?è altro?? Il Serbelloni strinse la bocca e scosse le guance paffute.
??può andare?. Il Serbelloni si alzò a fatica emettendo un gemito soffocato che voleva essere di liberazione, fece una specie di sorriso e se ne andò traballando così come era venuto.
?Bene, ora tocca a lei, Rinesi?.
?Non credo di poter aggiungere molto?.
?Chissà perché, ma questo quasi me lo immaginavo?.
?Nel senso che le cose più importanti le ha riferite il mio collega??.
?Mi dica quelle più frivole, che ci divertiamo?.
?Le impronte delle gomme appartengono ad una Punto??.
?Bene??.
?Male, invece, ce ne sono troppe in giro. Difficile da trovare, anche se le gomme sembrano parecchio consumate. Abbiamo trovato anche delle impronte di scarpe?.
?Questa, almeno, sarà una buona notizia?.
?Non direi?.
?Oltre che parco di parole anche pessimista, eh??.
?Non è colpa mia se le scarpe erano avvolte da una robusta fascia di nailon?.
?Altro??.
?Il pedone?.
?Quale pedone??.
?Il pedone degli scacchi?.
?Già, me ne ero dimenticato. Bravo Rinesi, la mia memoria incomincia a fare cilecca?.
?E? un pedone in legno di buona fattura?.
?Si può risalire al venditore??.
?Sarà difficile, è stato fatto a mano?.
?Allora basta fare il giro degli artigiani??.
?Ho l?impressione che non basti?.
?Un piccolo segno di ottimismo mai, eh!?.
?A naso direi, data qualche imperfezione, che l?assassino se l?è fatto da solo?.
?Allora, purtroppo, viste le dimensioni, ci azzecchi senz?altro. Altro ancora??.
?Altro?.
E così si concluse il colloquio con Rinesi.
?Che ne pensi, Manganelli??.
?Un tipo particolare?.
?Non intendevo cosa ne pensi di Rinesi, che ormai conosco a memoria, ma del delitto?.
?Ci sono due cose che mi hanno colpito: la Rutella cannabis e il fatto dei segni alla gola?.
?Spiegati meglio?.
?Questa Rutella cannabis non l?avevo mai sentita nominare?.
?Nemmeno io?.
?Deve essere un nuovo oppiaceo?.
?Mi era venuta voglia di chiederlo a Serbelloni, ma poi ho desistito??.
?La capisco, lei in fondo ha un cuore tenero. Dicevo questa benedetta Rutella e quei segni alla gola dimostrerebbero che l?assassino o si è divertito a strozzarla più volte così tanto per soddisfazione, oppure non aveva forza. Tutta l?energia l?ha spesa per il trasporto a mano del cadavere dalla macchina al luogo dove lo abbiamo trovato?.
?Mmmm?può essere?.
?Oppure??.
?Oppure??.
?Forse si è lasciato prendere dall?emozione??.
?Dopo una buona una delle tue. Se prima l?ha stordita, o addormentata con uno spinello di quella roba lì, si è messo i guanti alle mani ed ha coperto le scarpe con il nailon, mi sa che non sia un tipo facilmente emozionabile. A me dà l?idea di uno piuttosto freddino?.
?Scherzavo, commissario, scherzavo?Le pare che io possa tirar fuori una congettura di tal genere??.
?Non mi pare proprio, Manganelli?.
?Appunto?.
?Ne sono convinto?.
?
4) Il secondo ed il terzo delitto
?
Le prime scoperte sulla morte della povera Maria furono anche le ultime. Non riuscimmo a trovare nulla di nulla che ci potesse essere di aiuto per le indagini. La ragazza non aveva nemici e il suo fidanzato, l?unico che in qualche modo assai remoto potesse essere sospettato aveva, invece, un alibi di ferro. Come se non bastasse a questo se ne aggiunsero altri due a quindici giorni di distanza l?uno dall?altro. Una vera mazzata. Ve li racconto in maniera succinta, perché se mi ci soffermo troppo, di sicuro mi scoppia un? ulcera.
Ero in ufficio insieme a Manganelli, mi pare di venerdì del mese di?di?non ricordo bene.., ad interrogare un gruppo di ragazzacci dai quindici ai vent?anni che erano stati sorpresi a bruciare le macchine nella zona di San Prospero della mia città. Un passatempo, come quello di gettare i sassi dai cavalcavia, che allora andava tanto di moda nel nostro paese.
?Chi di voi è il capobanda??. I delinquentelli si guardarono fra loro accennando ad un tipo dai capelli a spazzola basso e tarchiato che si alzò dalla sedia con un sorrisetto ironico.
?Mi sembra che non abbiate capito dal vostro atteggiamento la gravità della situazione. Tu dunque, saresti il capo di questa combriccola??. Il ganzetto aprì le mani in segno di assenso facendolo seguire da una sfrontata biascicatura di cilingomma.
?Bene, bene vedo che sei un osso duro. Intanto butta via nel cestino codesta robaccia che hai in bocca?. Il tono non ammetteva repliche. Il capobanda sorrise, dette uno sguardo ai suoi affiliati, poi tolse di bocca la gomma, la mise tra l?indice e il pollice e la scagliò direttamente nel cestino centrandolo in pieno. Poi si dondolò spavaldo sulle anche.
?Bel colpo. Come bello è stato quello di bruciare le macchine. Solo che il primo non vi costa nulla, mentre il secondo vi costa qualche annetto di galera?. Qualche ragazzaccio incominciò a sbiancare, mentre il capello a spazzola sorrise ancora, anche se in maniera meno convincente.
?Tuttavia prima di sbattervi tra le sbarre mi piacerebbe conoscere il motivo di questa bravata. Tu come ti chiami??.
?Franco?.
?Allora Franco, perché avete bruciato quelle macchine??.
?Ma?non saprei, per passatempo, la sera ci si annoia, la solita vita, le solite cose. E poi lo avevano già fatto a Roma e a Parigi??
?Certo, non era bello rimanere indietro. Siena non doveva essere da meno??.
?Insomma, commissario, per provare qualche emozione?.
?Come sono cambiati i tempi!? intervenne Manganelli che li stava osservando con gli occhi torvi. ?Io, quando ero giovane, per avere una sferzata di adrenalina, andavo a rubare le ciliegie. Una volta il contadino mi acciuffò e mi dette una di quelle scariche di legnate??.
?Manganelli! Ti pare il momento di raccontare le tue bravate? Qui siamo di fronte ad un fatto grave, gravissimo??.
?E? vero, commissario. Ma dico, ragazzi, non ve ne rendete conto??. La frase del mio braccio destro cadde nel vuoto perché proprio in quel momento bussarono con insistenza alla porta.
?Avanti!?.
?Commissario, mi scusi se la interrompo, ma nei giardini di Vico Alto è stato trovato un cadavere?.
La notizia mi colpì come un pugno di Tyson al basso ventre. Non svenni per volontà degli dei e per la prontezza dei riflessi di Manganelli che, nonostante la pinguedine, fu pronto a sorreggermi. Ci recammo nel luogo indicato lasciando la banda dei teppisti sotto la custodia del Pasquini. Arrivammo nella zona suddetta a sirene spiegate come aveva voluto il mio salvatore. D?altra parte ogni tanto bisognava che gli dessi soddisfazione. E l?occasione forse se la meritava. Ad attenderci c?era già un bel capannello di gente curiosa che circondava una panchina vicino alla quale stava per terra un signore. Al nostro arrivo tutti si voltarono verso di noi.
?Largo, largo! Lasciate passare la polizia!? gridò Manganelli con volto accalorato. Poi, rivolgendosi ad altri tre sottoposti che erano venuti con noi, ?Tenete lontana la gente, mandatela via. Non vogliamo nessuno intorno?.
?Chi ha scoperto il cadavere??.
?Manganelli, ti vedo vispo e pimpante e ciò ti fa onore. Ricordati, però che ci sono anche io?.
?Mi scusi, commissario, mi ero lasciato prendere??.
?Non lasciarti prendere. Calma e sangue freddo. Dunque chi ha scoperto il cadavere??. Si fece avanti un signore anziano con gli occhiali e dal viso spiccicato a quello di una tartaruga delle Galapagos.
?Io? rispose debolmente, diventando un po? rosso dall?emozione. ?Mi sono avvicinato a questa panchina dove era seduto?era seduto quel signore?Mi scusi??
?Sono il commissario Marco Tanzini, non si preoccupi, capisco la sua agitazione. Parli con calma. Si prenda tutto il tempo che vuole?.
?Sa, sono vecchio e??.
?Il commissario ha detto che la capisce, signor??? chiese Manganelli.
?Mi chiamo Quinto Carlesi?.
?Bene, vada avanti?.
?Dunque?mi sono avvicinato alla panchina dove quel signore sembrava che dormisse ripiegato su se stesso. Mi sono messo a sedere vicino a lui. Poi, appena l?ho toccato con il braccio, è caduto disteso in avanti. Ho come avuto un tuffo al cuore, commissario. Mi è venuta una paura??.
?La capisco, la capisco??.
?Il cuore ha incominciato a battermi forte, commissario, lei mi capisce?a questa età??.
?Il commissario ha già detto che la capisce!? intervenne Manganelli con un tono un po? alterato.
?Manganelli, lascia stare??.
?Lascio stare, ma questo insiste??.
?E? un povero vecchio. Un po? di comprensione, via. Senta, signor Quinto, per caso ha visto qualcuno prima di lei seduto su questa panchina, o comunque qualcuno che parlasse con il?insomma con quello che è poi caduto??.
?No, non mi pare?.
?Ci pensi bene?.
?Il commissario le ha chiesto se ha visto qualcuno prima e non dopo che si è messo a sedere!? urlò quasi Manganelli.
?Via, ora stai esagerando?.
?Commissario, ma questo non capisce??.
?Vorrei vedere te alla sua età?.
?Intanto ci devo arrivare?.
?Anch?io. Grazie, signor Quinto. Prima di andare via lasci le sue generalità??.
?Che cosa??.
?Pensaci te, Manganelli?.
Il cadavere dell?uomo che dai documenti si rivelò essere quello di Luigi Ermini, di anni settanta, abitante in via Sant?Angelo numero 5, era disteso davanti alla panchina con la faccia tesa verso terra. Il commissario lo rivoltò e mise a nudo il volto stropicciato dall?erba con un rigagnolo rosso che partiva dal naso. Evidentemente il colpo dovuto alla caduta aveva aperto qualche piccola ferita. All?infuori di questo particolare niente segni di violenza.
?La morte lo ha colto all?improvviso. Da una parte beato lui?? disse Manganelli
?Dall?altra beato te che giungi subito a conclusioni affrettate. Raccogli quel foglio che sembra l?involucro di una caramella e?e??.
?Che cosa le prende, commissario??.
?E?apri la sua mano destra che??.
?Ha paura che contenga qualcosa??.
?Lo temo proprio?.
?Ecco fatto. Diciamo che lei è un buon veggente. Glielo dico??.
?Dimmelo?.
?Nella sua mano destra ho trovato una pedina, o meglio, un pedone nero degli scacchi, commissario?.
Non riferisco i miei commenti per pudore nei vostri confronti. Dico solo che feci arrossire perfino Manganelli. Dall?esame dell?involucro i miei esperti della scientifica arrivarono alla conclusione che esso contenesse una caramella la quale, a sua volta, conteneva un estratto della terribile Infida-mastellaria.
?Infida-mastellaria? Ma che roba è?? chiesi questa volta al nostro stimato Serbelloni.
?E? una pianta velenosa che si coltiva soprattutto a sud del nostro paese. Essa colpisce la parte destra o sinistra del cuore?.
?Così, a suo piacimento??.
?Come le torna meglio. La morte è quasi istantanea?.
?Non l?ho mai sentita nominare?.
?Sono piante nuove, moderne, ma terribilmente letali?.
E questo fu tutto, nel senso che non riuscimmo nemmeno questa volta a cavare un ragno dal buco. Ma non era finita lì. Passati più o meno quindici giorni, ecco un?altra tegola in testa. Questa volta non mi trovavo nel mio ufficio, me lo ricordo bene, ma a casa perché era domenica. Tra l?altro mi ero proposto di leggere qualcosa di divertente che mi tirasse un po? su il morale, ma la mia ricerca si stava facendo vana. Nel senso che nessuna opera umoristica riusciva ad essere ad un livello più alto del mio tragico umore. La telefonata di Manganelli accentuò ancora di più il dislivello.
?Capo??.
?Quante volte ti ho detto di non chiamarmi capo. E poi ti ricordo che di domenica??.
?Mi scusi, commissario, ma?ma??.
?Non mi dire che oltre al cervello ti si è incantata pure la lingua, anche se a pensarci bene non sarebbe un gran danno?.
?Capisco il suo umore e proprio per questo cerco in tutti i modi di essere garbato?.
?A Manganè, se fai così il tuo garbo è peggio di un vaffan?.?.
?Ho capito, commissario?.
?Bravo?.
?E? stato trovato un morto?.
?Un altro??.
?Un altro?.
?E dove, se è lecito??.
?Al cinema?.
?Anche i morti hanno diritto al loro passatempo?.
?Vedo che l?ha presa bene?.
?Benissimo. Se fossero stati due l?avrei presa anche meglio?.
?Allora la sua non è lieve ironia ma un duro, feroce sarcasmo??.
?Dì pure una discreta incazzatura, se il termine non ti fa effetto?.
?Nel modo più as??.
?Mangané!?.
?Il morto è stato trovato al cinema Luxor?.
?Sarò lì tra un minuto e sarà bene che ci sia anche te?.
Arrivai al cinema che non c?era quasi nessuno. La cosa mi parve strana, ma poco dopo ne capii la ragione dal tipo di film che stavano proiettando. Trovai Manganelli già sul posto.
?Sono già arrivato, come vede?.
?Ti vedo, ti vedo. Allora, sai già cosa è successo??.
?Credo di sì, mi sono dato subito da fare. Alla fine del primo tempo del film. Vuole sapere il titolo??.
?Cosa vuoi che mi interessi il titolo, Manganelli. Vai al sodo, non tergiversare?.
?Alla fine del primo tempo del film??.
?Lo hai già detto?.
??all?accendersi delle luci in sala un signore di una certa età ha lanciato un urlo. I pochi habitue??. Gli lanciai un?occhiata decisa.
??Insomma quelli che di solito vengono a vedere questo genere di film??.
?Non fare il razzista. Oggi tutti vengono al cinema?.
?Magari con le mogli ed i bambini?.
?Con le mogli ed i bambini?.
?Magari a vedere?a vedere??.
?A vedere che cosa, Manganelli. Oggi me la fai più lunga di Serbelloni e Rinesi messi insieme. A vedere che cosa??.
??A vedere ?Il randello dell?avvocato 2??. Rimasi di sasso, il randello mi aveva effettivamente colpito, ma non volli dargliela vinta.
?Ma figurati, con quello che c?è in giro oggigiorno che cosa vuoi che sia il?
?Il ran??.
??quello lì?In ogni modo lasciamo perdere?De gustibus??.
?De che??.
?Fa niente Manganelli,?Piuttosto c?è ancora chi ha scoperto il cadavere??. Il mio braccio destro fece un cenno di assenso con la testa.
?Bene, sentiamo che cosa ha da dirci?. Lo ?scopritore? era un tipo strano dagli occhiali spessi e dalla faccia mal rasata. Emanava anche un odore particolare che faceva a pugni con il profumo.
?E? lei quello che si è accorto del cadavere??.
?Sì, sono io?.
?Ci dica quello che è successo?.
?Era da poco finito il primo tempo di un film che ad essere sincero??.
?Lasci stare il film che già mi immagino come sia?.
?Dunque si erano accese le luci, quando io mi alzo un po? per sgranchirmi e girandomi butto lo sguardo su una persona alle mie spalle. E incomincio a gridare?.
?E perché??.
?Ma perché, perché?lo può vedere anche lei??.
Vedendolo anche io riuscii a capire la ragione dell?urlo. Il disgraziato era un tal Ferdinando Falugi di sessanta anni, pensionato, abitante in via dei Pellai 3. Era seduto sulla poltrona con le braccia allargate e il viso leggermente rialzato verso l?alto. Quello che mi colpì era l?espressione terrorizzata ed i due occhi che quasi erano usciti dalle loro orbite.
?Un bella vista, non c?è male. Possibile che sia l?effetto del film?? commentò Manganelli. Non era l?effetto del film ma, come ci spiegò più tardi il solito Serbelloni, della Larussitia-horribilis, un?altra pianta velenosa, che aveva mandato il Falugi all?altro mondo tra le diciotto e trenta e le diciannove, per mezzo di una caramella il cui involucro era stato rinvenuto ai piedi del medesimo.
?Ancora una caramella??.
?Purtroppo, ancora?.
?Ma siamo sicuri??. Il Serbelloni non rispose, ma arrossì lievemente.
?Facevo così per dire. E questa volta qual è l?effetto di questa Larussa???.
?Larussitia?.
?Di quella lì?.
?Colpisce il nervo ottico e provoca un collasso nervoso?.
?Come se si vedesse il diavolo in persona??.
?Più o meno, o forse più?.
Rutella, mastellaria, larussitia? ma?ma questi nomi latinizzati derivano dai nostri uomini politici. O sbaglio??.
?Non sbaglia?.
?Ma perché questa scelta così inusuale??.
?Perché questi nomi danno proprio l?idea degli effetti che possono provocare i veleni?.
?Porc?la spiegazione non fa una grinza?.
Nessuno degli habitue, come diceva il Manganelli, che erano presenti alla proiezione, riuscì a fornirci una pur misera indicazione sulla persona che, in qualche modo, si era avvicinata al povero Falugi. Il fatto, poi, che si fosse trovato un Cavallo bianco stretto nella sua mano sinistra, ad eccezione di una acuta diarrea al sottoscritto, non fornì nessun aiuto alle indagini. A questo punto decisi di andare dal dottore.
?
?
5) Dal dottore
?
In vita mia sarò andato dal dottore un paio di volte. La prima perché da ragazzo mi spaccai una gamba cascando da un albero di susine che aveva attirato fortemente la mia attenzione, la seconda quando dovettero farmi la visita per il servizio militare. Poi non ricordo facce di dottori. Ma in quel periodo feci ammenda di tutte le volte che non c?ero stato. Quei casi irrisolti mi avevano procurato tutte le malattie del corpo umano. In modo particolare quelle inerenti al sistema nervoso. Andare dal medico non sarebbe nulla se non ci fosse da aspettare. Da aspettare in un lungo corridoio affollato di pazienti che altro non fanno che parlare di malattie. Quelle loro, quelle di parenti e degli amici vicini e lontani. Un vero sollucchero.
??Come va Angiolina? E? tanto che non ti vedevo?.
?Come va, come va?da vecchiarelli. Si tira avanti??.
?O che hai??.
?Che ho?che ho?Mi fa sempre male la testa, mi prendono i capogiri che non sto in piedi?.
?E i che ti ha detto i dottore??.
?Che m?ha detto?che m?ha detto?La voi sape una ?osa?.
?E dimmela?.
?Anche loro in certe malattie, un ci capiscano nulla. Sarà la circolazione, sarà questo, sarà quest?altro. Intanto io mi tengo i mal di testa e casco per terra?.
?Ovvia, un ti butta? giù. Prova a and? da i dottor Corradi, quello che ha l?ambulatorio alle Fornaci, vicino a Castellina. Pensa che ha guarito la cugina di mi? zio Francesco che aveva i tuoi stessi sintomi. E? tanto bravo, e poi una persona così carina, così gentile??.
?Ma quanto piglia??.
?Ma piglia po?o e poi se si tratta della salute, via???.
?Allora, Marcello, che ci fai qui da i dottore? Un ti c?ho ma? visto?.
?Da qui in avanti mi ci vedrai?.
?O che t?è successo? Me lo po? di???.
?La prostata?.
?Anche te??.
?Anche io. A questa età s?ingrossa e qualche volta se un vo di ?orsa a i gabinetto me la fo addosso. Accidenti alla vecchiaia!??.
??O te, o chi ti c?ha portato??.
?Vengo a prende? le medicine per la mi? socera?.
?O che ha??.
?O che ha, piccinina, è vecchia e questa è di già una malattia. E poi ha un?ernia strozzata che un si po? move, e piange e si dispera. Un tormento, e come se non bastasse?ma un mi ci fa pensa?. Te piuttosto??.
?Io, lo vedi, ho i bastone, un cammino più, ho un?artrosi che mi blocca tutta la gamba destra. E un dolore, soprattutto la notte, un dolore tu sapessi??.
?Me lo immagino, piccinina?.
??che qualche volta mi verrebbe la voglia di buttammi dalla finestra?.
?Ma un lo di? nemmeno pe? scherzo!?.
?Un lo di?o ma quando siamo conciati così tutti ci scansano. Un siamo più boni a nulla??.
Qualche volta tra le malattie si insinua qualche piccante pettegolezzo che rende l?aspettativa meno pesante.
?La sai l?ultima??.
?Che è successo??.
?La Maddalena, che già i nome è tutto un programma??.
?Un l?ho mi?a in mente?.
?Ma come un la conosci, l?avrai vista mille volte?.
?Unn?ho mi?a detto che un la conosco. Solo che ora un me la ricordo?.
?La sorella di Roberto, quello che lavora da Gino che fa i meccanico??.
?Mah??.
??che una volta pe? fa i bischero con la macchina mise sotto Ambrogio i postino??.
?Ah sì, qui cretino, la su sorella Maddalena, qui gran pezzo di passera??
?Quella?.
?E che ha fatto??.
?Lo sai che era fidanzata con Marcello i macellaio?.
?Lo so, lo so?.
?Vedo che la memoria t?è ritornata?.
?E chi non la conosce Maddalena, fa girà la testa anche a finocchi?.
?Ma se prima?lasciamo perde?. Insomma l?hanno vista gira? di notte co? Alfredo?.
?Con chi? No, un ci posso crede?. Ma se è sposato e ha quattro figlioli!?.
?Insomma ce l?hanno vista e pare anche che l?abbino vista intrufolassi ni bosco di Carpineto con Giovanni, i figliolo di Giuseppe i benzinaio?.
?Ma se ha appena vent?anni e lei n?avra una quarantina anche se è sempre un tocco di passera??.
?Questo s?era capito. Ma qui viene i bello. Avvicinati che se no ci sentano?.
?Perché finora??.
?Tre giorni fa i fidanzato insospettito l?ha seguita?.
?Mi immagino i seguito?.
?Un ti immagini proprio nulla. L?ha seguita anche Alfredo, quello sposato?.
?E allora??.
?E allora l?hanno scoperta insieme a Giovannino e se le sono date di santa ragione?.
?Tutt | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-02-01T12:30:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Pokerissimo di stelle a Montecatini! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Grande successo, sia in termini di qualità che di quantità, alla XVI edizione del festival Scacchistico di Montecatini, disputatosi nella rinomata cittadina toscana, dal 27 al 30 Dicembre 2009 e che ha visto schierati ben 227 scacchisti provenienti da tutta Europa tra cui ben 6 GM, 8 MI, 9 FM, una WGM ed una WFM. Al termine dei 6 turni di gioco ben cinque giocatori risultavano appaiati a quota 5 punti e solo lo spareggio tecnico ha sancito la classifica finale di cui riportiamo le prime posizioni insieme ad alcune istantanee dei protagonisti in ordine sparso.
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Sat, 02 Jan 2010 23:39:02 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Attesi in quasi 900 ai campionati giovanili U16 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 897 tra ragazzi e ragazze dai 6 ai 15 anni. Sono i giovani scacchisti che da lunedì 29 giugno a domenica 5 luglio al Forum Sport Center di Courmayeur daranno vita ai campionati italiani giovanili e si batteranno per la conquista dello scudetto nelle diverse fasce di età, da Under 16 a Under 8, suddivisi in cinque gruppi. Per i primi classificati, oltre allo scudetto, anche la qualificazione per il Campionato del Mondo della rispettiva fascia di età, mentre i secondi classificati di ciascun gruppo rappresenteranno l?Italia ai campionati europei. I più numerosi sono i marchigiani, ben 131: 78 maschi, 53 ragazze. Poi ci sono Emilia Romagna con 93 giocatori, 17 le ragazze, e il Piemonte con 91 giocatori, di cui 20 ragazze. Complessivamente 686 ragazzi e 211 fanciulle, per il nuovo record di partecipazione, 897 in totale, un centinaio più dello scorso anno. E ben 83 (57 maschietti e 26 ragazzine) saranno i giocatori nel torneo riservato ai più piccoli, i minori di 8 anni, la categoria ?Under 8?. Questa la rappresentanza numerica regione per regione (tra parentesi il numero delle giocatrici): Abruzzo 20 (2); Alto Adige 24 (2); Basilicata 14 (3); Calabria 11 (4); Campania 39 (10); Emilia Romagna 93 (17); Friuli Venezia Giulia 22 (4); Lazio 56 (16); Liguria 25 (6); Lombardia 61 (10); Marche 131 (53); Piemonte 91 (20); Puglia 43 (11); Sardegna 28 (6); Sicilia 64 (14); Toscana 41 (8): Trentino 32 (3); Umbria 28 (5); Valle d?Aosta 6 (2); Veneto 68 (15). A sovraintendere alla regolarità del campionato ci saranno 14 arbitri, capeggiati da Giuseppe Scoleri-Cardellli di Gaeta - tra l?altro Presidente della CAF, la Commissione Arbitri Federali -, e dai suoi vice Cristina Rigo di Trento, unica donna dello staff arbitrale, e il veneziano Renzo Renier. Il via lunedì 29 con la cerimonia di inaugurazione alle ore 14. Sarà possibile seguire l?andamento dei campionati via internet dal sito www.scacchivda.com. La manifestazione sarà preceduta, la sera di domenica 28 con inizio verso le 21, da una spettacolare anteprima in centro al Jardin de l'Ange. Quattro campioni affronteranno contemporaneamente 100 avversari scelti tra i partecipanti al campionato. Una serata di spettacolo che vedrà presenti al via, per effettuare simbolicamente la prima mossa, il sindaco Fabrizia Derriard e l'amministratore delegato del CSC (Centro Servizi Courmayeur che gestisce gli impianti sportivi) Roberto Rota. I quattro campioni che si esibiranno sono il GM italo-cubano Lexy Ortega, la GMf ecuadoregna Martha Fierro, il MI bergamasco (con due norme GM) Sabino Brunello, che il prossimo ottobre rappresenterà l?Italia al Mondiale U20, e la sorella Marina, quindici anni appena compiuti, campionessa italiana in carica. Potrebbe aggiungersi, per esigenze dello spettacolo, anche la terza sorella Brunello, Roberta, 18 anni, campionessa italiana tre anni fa. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2009-06-27T12:25:42+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Amarcord II | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
I libri: storia, epica, umorismo, satira, giallo e scacchi, naturalmente... al termine dell'articolo?alcune mie vecchie partite per corrispondenza. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2009-06-04T21:27:11+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| presentazione libro "Livorno nella storia degli scacchi. Dal sec. XIV alla fine del XIX" | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Venerdì 24 aprile p.v., alle ore 17:15, a Livorno, presso la Biblioteca Labronica F.D. Guerrazzi, nella sala Badaloni, sarà presentato il libro "Livorno nella storia degli scacchi. Dal secolo XIV alla fine del XIX" (pp. 294) di Alessandro Rizzacasa. Il volume, pubblicato dal Comune di Livorno, ripercorre non soltanto la storia del gioco degli scacchi nella città labronica ma, attraverso di essa, la storia degli scacchi in Italia di tutto il secondo Ottocento, mostrando la centralità di Livorno in questa vicenda. Oggi è perduta la memoria di quanto siano stati importanti i livornesi nella storia degli scacchi nel nostro Paese: il libro di Rizzacasa cerca di chiarire il loro ruolo e la loro importanza seguendone le attività e puntualizzando gli aspetti che hanno determinato la preminenza di questa città in ambito scacchistico fra gli anni Settanta e Ottanta del XIX secolo. Il libro si compone di una introduzione generale alla storia degli scacchi, con particolare riferimento alla piega che prese in Italia il quadro delle regole, approfondisce il rapporto tra scacchi e società nella Livorno dell?epoca per poi passare ad analizzare ampiamente lo spessore e l?influsso della ?Nuova Rivista degli Scacchi?, fondata e pubblicata a Livorno per 25 anni, che fu faro di civiltà scacchistica nell?Italia dell?ultimo Ottocento. Si tratta inoltre approfonditamente del II Congresso e torneo Nazionale Italiano, tenutosi nella città toscana, che portò alla modifica ufficiale delle regole facendo accogliere anche all?Italia quelle internazionali; ci si sofferma sulla figura di Ladislao Maczuski, un polacco coetaneo di Samuel Rosenthal, che era abilissimo nel giocare simultanee alla cieca e che sostò a lungo in Italia, dando due ?accademie? a Livorno. Altri capitoli sono dedicati ai tornei livornesi e soprattutto ai giocatori e alle loro partite. Una sezione tratta del rapporto tra scacchi e poesia. Viene inoltre analizzata, ed è forse la parte più prestigiosa per lo scacchiamo livornese e italiano del tempo, la vicenda storica delle partite per corrispondenza tra Livorno, Bologna, Modena e soprattutto Napoli, che attirarono l?attenzione di W. Steinitz il quale le pubblicò e commentò ampiamente sul giornale londinese ?The field? per cui scriveva. Alla presentazione saranno presenti l?Assessore alle Culture del Comune di Livorno Massimo Guantini, il MF Mario Leoncini, vice-presidente vicario della FSI (Federazione Scacchistica Italiana). | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2009-04-21T12:13:17+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 15? Torneo internazionale di Cutro | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() Una dozzina di GM a Cutro! E’ giunto alla 15^ edizione il Torneo internazionale di Cutro e anche quest’anno la manifestazione si presenta accattivante. Questi i partecipanti al Magistrale (in ordine alfabetico): ![]() ![]() Dmitry Svetushkin, n°1 del tabellone ![]() Vladimir Epishin ![]() Oleg Korneev ![]() Angelo Damia si presenta come il più competitivo dei giocatori italiani ![]() Il 13enne Nijat Abasov, semplicemente il più forte 1995 al mondo! L’anno scorso vinse il giovane bielorusso Nikita Maiorov per spareggio tecnico sull’ucraino Yuri Solodovnichenko. La manifestazione comprende i seguenti tornei: Magistrale - riservato ai giocatori con punteggio Elo F.I.D.E. o F.S.I. superiore a 1999; Open - riservato ai giocatori con punteggio Elo F.I.D.E. o F.S.I. inferiore a 2000 (o privi di punteggio Elo); Under 16 - riservato ai giocatori fino a 16 anni di età (nati dopo il 31.12.1992). Tempo di riflessione: - Magistrale 40 mosse in 100 minuti + 30 minuti per finire la partita (incremento di 30 secondi a mossa a partire dalla prima); - Open: 40 mosse in 2 ore + 30 minuti per finire la partita (Quick Play Finish); - Under 16: 2 ore per finire la partita (Quick Play Finish). Turni di gioco: - Magistrale: nove - Open e Under 16: sette Montepremi complessivo 7.400 euro, di cui 1500 al primo del Magistrale Leonardo di Bona
Giovanni Leonardo Di Bona, noto anche con il nome di Leonardo Giovanni da Cutro, detto "il Puttino" (1552 – 1597), fu il primo campione di scacchi "d'Europa e del Nuovo Mondo", incoronato alla Corte del Re Filippo II di Spagna nel 1575. La sua memorabile impresa rimase nella storia perché il giocatore rifiutò la grossa ricompensa messa in palio dal re per ottenere, in cambio, che il suo paese, Cutro, fosse proclamato "Città" e i suoi abitanti esentati dal pagamento delle tasse per un periodo di vent'anni. L'impresa scacchistica è immortalata da un dipinto del pittore toscano Luigi Mussini, dal titolo "Sfida scacchistica alla Corte di Spagna", custodito dal Monte dei Paschi di Siena. ![]() Per queste ragioni, Cutro ha ricevuto il titolo di "Città degli Scacchi". Nel mese di aprile di ogni anno, ospita un rinomato torneo internazionale al quale partecipano talenti scacchistici di tutto il mondo. ( http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Di_Bona ) Sito ufficiale | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2009-04-17T08:00:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Talent Rosa 2009 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() Talent Rosa 2009: ragazze di talento! Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Nelle giornate del 7 e 8 marzo 2009 si è tenuto a Bologna, nella sede dell’Accademia Scacchistica Le Due Torri, il settimo appuntamento della Talent Rosa, l’abituale incontro tra le ragazze più forti in Italia, fatto per permettere il completamento tecnico delle giovani giocatrici e per favorire la conoscenza, anche a livello personale, tra le ragazze di maggior talento in Italia e il loro inserimento nel mondo scacchistico. Erano presenti quattordici ragazze: Marianna Arnetta, Filli Balzano, Rosamaria Casolino, Elisa Chiarion, Marianna Chierici, Laura Costantini, Roberta De Nisi, Giulia Di Cerbo, Sonia Dritsakos, Roberta Messina, Chiara Palmitessa, Fiammetta Panella, Tosca Proietti, Giulia Tonel. Una piacevole novità è stata rappresentata dalla presenza di Laura Costantini, tornata in attività l’anno scorso e che ci auguriamo voglia e possa proseguire nella sua attività scacchistica. La Talent è stata aperta dal Commissario Tecnico Sergio Mariotti (proprio alla vigilia della comunicazione della sua intenzione di non ricandidarsi per tale incarico, NdR), che ci ha onorato della sua presenza. Il Docente è stato il Maestro Fide Claudio Negrini, che ha approfondito gli argomenti trattati in passato, parlando nello specifico della genesi del piano, di come riuscire a sviluppare un’idea corretta di gioco identificando le caratteristiche della posizione. Per la prima volta è stato utilizzato per la lezione un videoproiettore al posto della scacchiera magnetica murale. Questo strumento permette dei notevoli guadagni di tempo durante le spiegazioni, e dà modo di poter seguire via internet la lezione a chi non potesse presenziare per il problema rappresentato dalla distanza, o dai tempi di viaggio. L’esperimento è da considerarsi riuscito in pieno, ed è stato molto gradito dalle ragazze. ![]() Claudio Negrini, Sergio Mariotti e le 14 ragazze del Talent Rosa 2009 Non si può non sottolineare come l’affluenza a questi appuntamenti sia in aumento e mette in risalto la validità della scelta operata dalla FSI di mantenere nel tempo questo incontro, nonostante le difficoltà incontrate per radunare tutte le partecipanti, per via del calendario sempre pieno di impegni. ![]() Un momento della lezione ![]() Finalmente, un po' di relax Altre foto sul sito dell'Accademia Le Due Torri | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2009-04-02T08:00:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Copyright on chess moves - shadows on the wall? | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
The above quoted article on the official match site doesn’t address this question: it merely gives an overview of the actions which were taken by the lawyers of the parties involved. It ends with a quote from the president of the BCF, Stefan Sergiev:
Well, perhaps, but without concrete arguments (instead of words of barely concealed triumph) it all remains very mysterious. And it’s such an interesting question! You can look at it from a legal point of view, from a philosophical point of view and from a historicial point of view. The very fact that it has been debated since the rise of professional chess (over 150 years ago) as this thorough overview by Edward Winter shows, indicates the complexity of the question. You should really just read the whole piece yourself, but let me just quote what Capablanca had to say about the matter:
Capablanca’s opinion raises the question what this ‘very nature’ of a chess game is, exactly. Basically, a chess move seems to be information. But what kind of information? That’s a philosophical question, and it has obvious consequences for copyright issues. I like Macauley Peterson’s definition of moves becoming ‘factual events in the world’, but I don’t think it’s so easy to say that because of this, there can’t be copyright on them. In fact, there’s a whole branch of copyright theory that deals with this question. To quote the Wikipedia article:
This seems to go to the heart of the matter. What is a chess move, apart from a physical act (’event’) by one player moving pieces on a board? Is it a ‘thing’? A thought? Does it exist somewhere in time or space? When I think of a chess move in Amsterdam (say 1.e4), is it somehow different from Topalov thinking that same move in Sofia? Does it change by him actually playing that move? Anyway, aren’t all thoughts free? From a legal point of view, I haven’t been able to find any laws or jurisprudence on the this matter, even though many commenters have said that there are certainly laws that deal with this question. But what laws exactly? In the Topalov-Kamsky case, are we dealing with Bulgarian law? With EU regulations? Or, in ChessBase’s case, even with German law (as the article on the match site seems to imply)? Things are, in my view, complicated by the fact that we’re dealing with broadcasts on the internet: in other words, in a global, virtual environment. The whole copyright discussion has changed heavily since the rise of the Internet. A very interesting speech (and following discussion) by Richard Stallman, founder of the Free Software or GNU Project. which he held at MIT some years ago, deals in a fundamental way with many of the issues of copyright and the new virtual world. His point of view, too, has many shades of grey, as the following excerpt shows:
The discussion about the difference between a textual representation of a move (or a game) and the actual live broadcast of the game on, for instance, Playchess or ICC (or indeed here on ChessVibes), reminds me a bit of Plato’s Theory of Forms and his famous Allegory of the Cave: isn’t a chess broadcast merely a ’shadowy projection’ of the Idea of a chess game? And isn’t it silly to worry about these projections which are, after all, merely a weak reflection of the Truth? ![]() Engraving of Plato's Cave, 1604 Of course, the matter will be (and has been) discussed over and over again on the internet and beyond. We have actually mentioned it before on ChessVibes as a commentary on the popular Monroi gadget. I do not want to formulate a definite opinion (yet). I’ve just tried to collect some links throwing (I hope) various lights on the matter. Have a look at them. I hope you will agree with me that, really, things are never that simple. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Tue, 03 Mar 2009 17:10:31 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Echecs & Clip : le chœur des bohémiens de Giuseppe Verdi | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Silvio Toscani nous écrit de Naples en Italie pour nous présenter un extrait de la Traviata de Verdi, sous forme d'opéra imaginaire. Difficile de résister à ce spectacle emprunt de poésie. En musique comme au jeu d'échecs, on parle d'ouverture, de répertoire mais aussi d'imagination. Magnifico, Silvio! Alors comme ce sympathique lecteur napolitain, partagez donc avec nous vos clips musicaux préférées, puis invitez vos amis à lire Chess & Strategy. En savoir plus sur la chronique Echecs & Clip | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Fri, 05 Dec 2008 11:34:00 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Quattro chiacchiere con... Lawrence Trent! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Cesenatico Report (ultima parte) Nello stesso albergo mio e di Stefano risiede un bel gruppo di scacchisti. Cito sicuramente Daniele Sautto, buon amico di Megalovic, che lo stima molto, anche come giocatore dal notevole potenziale. Daniele, che ha conquistato da meno di un anno il titolo di Maestro, conferma con una prova solidissima, imbattuto e con patte di prestigio contro il GM Rauzis e l’IM Borsos.
Il Maestro Daniele Sautto. Al suo fianco il GM Spyridon Skembris. Nutrito il gruppo toscano. Ho il piacere di conoscere Fabio Lotti e signora: Fabio, persona molto colta, è fantastico, con quel cocktail di disincanto, grande garbo e schiettezza che solo la terra di Toscana sa mixare! Ottimo giocatore anche per corrispondenza e autore di diversi libri (io ho da anni “Gambetti per vincere” – Mursia, un piccolo gioello), è un grande appassionato di gialli, come molti scacchisti sanno; in collaborazione con Mario Leoncini è uscita di recente per le edizioni Ediscere l’antologia “Giallo scacchi – Racconti di sangue e di mistero” (http://www.edizioniediscere.com/giallo_scacchi.htm). Fabio collabora anche con il sito http://www.sherlockmagazine.it/home/ , dove cura la rubrica “l’angolo giallo di Fabio Lotti” e ha anche pubblicato un racconto lungo “Delitti incrociati”: non manca il legame con gli scacchi ed é assolutamente da non perdere! Basta cliccare nella sezione “racconti” (http://www.sherlockmagazine.it/racconti/), dove adesso si trova anche il mio “Il leone della Villa Giulia”, già inserito su Scacchierando un annetto fa: Fabio lo ha letto (“e i mi garba parecchio” Abbiamo trascurato un po’ la sezione “Raccontando” (http://www.scacchierando.net/dblog/storico.asp?s=Raccontando) di recente, ma io ho in cantiere un secondo racconto, CrazyHorse sa essere un autore fertilissimo e Fabio, se tu volessi… Sarebbe un grande onore e piacere! Nel gruppo toscano anche il fiorentino Alan Mauro. La sera si chiacchiera e si rivedono le partite: Alan ci propone la sua bella patta con Okhotnik, in cui ci mostra anche come abbia evitato di guadagnare un pedone per mantenere l’iniziativa. La compagnia è bella e variegata, con Fabio, Stefano, Dante Di Mauro, Sara Varinelli, Mauro Barletta e diversi altri appassionati. Passano anche i Maestri Internazionali Bogomil Andonov e Milan Mrdja, che si uniscono all’analisi. Milan “Murgia”, con la sua grande simpatia e immediatezza, comincia a scherzare: “Perché tu non mangia pedone? Quale è problema? Tu pedone di più, poi pensa! Ah, tu preoccupato perché Okhotnik è grosso e ha tatuaggio!”.
Il Maestro Fide Alan Mauro “Alanne” Mauro sorride e sta allo scherzo ma sotto sotto l’intervento gli piace poco e si industria a dimostrare la reazione del bianco in caso di presa del pedone. I pezzi volano sulla scacchiera come in una blitz ma l’analisi si fa più riflessiva con l’arrivo di Spyridon Skembris e di Bettina Trabert, che si fermano sul bordo della balaustra.
La WGM Bettina Trabert e il MF Alessio De Santis Conclusione: forse Alan ha fatto bene a non prendere il pedone anche se poi l’iniziativa si è arenata su una patta, comunque ottima dato il forte avversario! Su richiesta di Skembris si passa alla Barletta – Sveshnikov. Il GM russo conquista una buona iniziativa ma il forte Maestro torinese conduce in porto una splendida ed elegante patta. Skembris si adopera per migliorare il gioco del nero ma Barletta rintuzza tutte le varianti: patta, confermata!
Il grandissimo Evgeny Sveshnikov! Non meno piacevole il passeggio serale, favorito da una lieve ventilazione e da quella temperatura “ideale” in cui l’estate sa esprimere il meglio di sé. Tra la visione dei turni del giorno successivo e un eccellente gelato ci si incontra e si chiacchiera, con Alessio De Santis, Emanuele Weinberg, Claudio Popa, Vincenzo Savarese… Belle serate “all’ombra” degli scacchi.
Buona gara per Claudio Popa, + 20,7 punti Elo Torniamo in “zona torneo”: dopo la bella chiacchierata con Lexy Ortega (vedi articolo precedente: http://www.scacchierando.net/dblog/articolo.asp?articolo=1137 ) vado a dare un’occhiata alla partita di Lawrence Trent, il mio secondo “bersaglio”. Il giovane IM inglese sta giocando con Luigi Lain, la posizione mi sembra equilibrata e la partita sembra andare per le lunghe. Occhiata in giro allora, per completare il report di foto avviato il giorno prima.
Il Maestro Salvatore Lagrotteria, che spesso interviene sulle nostre pagine!
Virgilio Vuelban: norma IM a Porto San Giorgio e... Bis a Cesenatico!
Il vincitore, il GM lettone Viesturs Meijers
Simpatico, talentuoso e... omnipresente: Milan Mrdja! Alla sua destra il MF Norbert Friedrich
Il Campione Italiano under 10 2006 Andrea Muccini
Posa alla scacchiera pressochè perenne questa del GM Igor Rausis
In primo piano, da sinistra, Andonov e Rotstein, al loro fianco Meijers e Vuelban
Torneo in tono minore per il GM Arkadij Rotstein
Rausis a Meijers: "Si, quello con la maglietta gialla, in 16ma fila... Stefano Bellincampi!" - "Davvero? Quello di Scacchierando? Capperi!"
Inizio incerto per il nostro Guido "Wonder" Caprio, ma poi vittorie con De Santis e l'IM ucraino Borsos! + 10,8 per lui. Torno alla Trent – Lain , giunta ad un finale simmetrico che mi sembra preludere ad una patta. Mi ricordo che Luigi Lain, 22enne come Trent, è un ottimo talento, che gioca poco ma già Maestro a 16 anni e spesso protagonista nei campionati giovanili. Si sta facendo tardi e temo che l’intervista con Trent non sia più possibile quando il re nero riesce a incunearsi dietro le fila nemiche: Lain, elegantemente anche se un po’ dispiaciuto, abbandona a materiale ancora pari.
Luigi Lain nella partita contro Trent E’ Colombo Pirini a presentarmi a Trent. “Ciao Lawrence, scrivo per un blog di scacchi, Scacchierando, e volevo chiederti una breve intervista.” “Con piacere, solo che devo essere in albergo per le 19,30 , ma… dai si, volentieri, una mezz’ora ce l’abbiamo.” Troviamo uno spazio tranquillo ad un tavolo nell’enorme salone d’ingresso della scuola. A. : “Mi diceva Jean Cristophe Pirini, l’organizzatore, che ti sei appena laureato.” Trent : “Si, a marzo, in lingue e culture straniere, con particolare indirizzo in italiano e spagnolo. Adesso mi sto dedicando agli scacchi con molto più impegno e ho intenzione di continuare per alcuni mesi, poi cercherò lavoro.” (per inciso, l’italiano di Trent non è ancora perfettamente fluente ma è già eccellente, anche considerando quanto è difficile la nostra lingua.) A. : “Gawain Jones ha descritto sul suo sito, un paio d’anni fa, una cosa simile: appena diplomato e iscrittosi all’università si è concesso un semestre di scacchi a tempo pieno per cercare di arrivare al titolo di Grande Maestro, come poi è riuscito a fare in breve tempo”. Trent : “Ma Gawain sta continuando a dedicarsi pienamente agli scacchi, attualmente è un giocatore professionista, ha un ottimo talento ed è molto forte. Sono sicuro che diventerà stabilmente un GM over 2600.” A. : “E tu la possibilità di dedicarti agli scacchi in modo professionistico l’hai considerata?” Trent : “Si, anche, è solo che ho presente le difficoltà di alcuni GM inglesi “professionisti”. Il fatto è che è necessario superare i 2600 per avere un discreto ritorno economico.” A. : “Beh, non mi sembra un livello irraggiungibile per te, hai vinto per due anni consecutivi a Porto San Giorgio, questo indica che il tuo livello di gioco è già quello di un Grande Maestro.” Trent : “Mmh… Forse, quando sono in forma… Non so, per ora voglio giocare molto e vedere fin dove riesco ad arrivare.”
A. : “Quante norme di GM hai?” Trent : “Nessuna.” A. : “Come, nemmeno una delle due vittorie a Porto San Giorgio ha prodotto una norma?” Trent : “E’ incredibile, ma no, niente norme. Una volta ho disputato solo otto partite, nel 2006 c’è stato un altro problema, non ho capito bene quale.” (a casa ho controllato e, mentre per il 2005 mancano, sia pure di poco, i requisiti per la norma, a parte le solo 8 partite, la performance del 2006 é perfettamente da norma GM. Il problema mi sembra sia che l’avversario battuto al primo turno si é ritirato, dopo due sconfitte, e le sue partite non sono state poi conteggiate.) A. : “Per la preparazione lavori con qualcuno?” Trent : “No, principalmente da solo. Non ho neanche molto materiale per la verità. A volte lavoro con l’IM Stephen Gordon, che vive anche lui a Londra ed era quest’anno con me a Porto San Giorgio.” A. : “In Inghilterra ci sono grandi giocatori e istruttori, come Nunn. La Federazione inglese non aiuta?” Trent : “Nunn é sicuramente un uomo eccezionale, ma é impegnato con le sue molte attività e no, la Federazione non aiuta. La situazione degli scacchi in Inghilterra non è rosea e si giocano anche pochi tornei, molti meno rispetto all’Italia, ad esempio.” A. : “A che età hai cominciato a giocare?” Trent : “A 8 anni, mi ha insegnato mio padre, che non è un forte giocatore ma è un appassionato. Poi mi ha portato con sé al circolo. A me gli scacchi piacevano, ma come altre cose, preferivo giocare a calcio ad esempio! Dimostravo però un buon talento e sono stato molto incoraggiato a continuare con gli scacchi. Dagli 11 ai 13 anni sono stato consecutivamente campione inglese nella mia fascia di età.” A. : “Hai avuto qualche istruttore in particolare?” Trent : “All’inizio no, c’era il riferimento dei migliori giocatori del circolo, poi ho lavorato un paio d’anni con l’IM “Maultsin” - (devo aver capito male il nome) -, ma non in modo intenso. Non sono uno scacchista tipico, penso, ho molti interessi, pratico diversi sport.”
A. : “Il tuo primo torneo in Italia è stato nel 2005?” Trent : “No, da una decina d’anni vengo sempre con mio padre a Porto San Giorgio. Questa di Cesenatico è la prima volta che mi fermo per un secondo torneo.” A. : “I grandi campioni che ti piacciono maggiormente?” Trent : “Tra i grandi del passato direi Morphy e Tal, ai giorni nostri Carlsen.” A. : “Morphy e Tal, due giganti dell’attacco! Il tuo gioco è simile?” Trent : “Forse, se migliorassi tenderei ad uno stile maggiormente d’attacco… Sono un attaccante ma il mio gioco è per adesso un po’ meno rischioso.” A. : “E Carlsen?” Trent : “Beh Carlsen è fantastico, le sue partite sono eccezionali. Sottopone l’avversario ad una fortissima pressione.” A. : “Qualcuno dice che è il primo grande interprete degli scacchi post-computer ma a me sembra più una considerazione sulla nostra epoca che un’analisi del suo gioco.” Trent : “Non saprei, non uso i programmi di gioco.”
A. : “Niente Fritz, Rybka, eccetera?” Trent : “No.” A. : “Lawrence abbiamo superato la mezz’ora prefissata! Ti auguro di ottenere al più presto il titolo di GM.” Trent : “Vedremo. Finora non mi sono mai applicato agli scacchi con metodo e reale impegno, spero di poter migliorare nel prossimo periodo.” A. : “Ti ringrazio moltissimo!” Trent : “Grazie a te!”
Una chiacchierata interessante, con un giovane in gamba, ben poco monopolizzato dagli scacchi. A dare un’occhiata alla sua carriera scacchistica sembrerebbe che i suoi margini di miglioramento possano essere notevoli, dato che Trent ha finora giocato relativamente poco, quasi esclusivamente l’estate, un paio di tornei, senza peraltro applicarsi molto nella preparazione, come mi ha detto. Un’attività più intensa quest’anno, dopo la laurea, ma la sua variazione Elo l’ultimo trimestre è stata di… 0! (+0,4 in 39 partite, senza che sia ancora conteggiato il + 3,4 del Campionato dell’Unione Europea). Spesso il maggiore impegno richiede un certo tempo per produrre dei miglioramenti e credo che sul suo continuare entrerà in gioco la reale passione di Trent per gli scacchi. Se Lawrence continuerà a giocare molto penso che i 2600 siano ampiamente alla sua portata ma credo che sia anche possibile che riduca in seguito il suo impegno. Mi ha detto che la sua laurea dovrebbe consentirgli buone possibilità di lavoro. Lo seguiremo, ovviamente! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2008-10-05T23:49:47+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Giulia, Silvestri e i giocatori di scacchi | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Come ho detto, e se non l’ho detto lo dico ora, in quel momento non avevo, perché non l’ho mai avuta, moglie né figli, che potevo anche avere senza bisogno di sposarmi, e neppure mamma e papà che se ne erano andati da un pezzo. Ma avevo Giulia che riempiva lo stesso la mia vita. Giulia era una gioviale signora matura dall’aspetto rotondo che mi metteva a posto la casa e mi teneva perfettamente al corrente di tutti gli eventi della sua prolifica famiglia e, quando questi non bastavano, sapeva ampliare il discorso anche a quelli dei vicini e via via ad altri di interesse nazionale e talora anche internazionale. Una fonte inesauribile di fresche notizie che mi arrivavano tutte insieme da una cannella perennemente aperta. In più c’era in lei quel senso materno che la induceva a trattarmi come un bambino. Con gentilezza e rispetto perché io ero pur sempre un dottore, anche se non mi ero mai laureato. Ma questa è un’altra faccenda. “Buongiorno, dottore, come va?”.“Come va, come va Giulia, andava meglio ieri”. “O che è successo da turbarla in questo modo? Ora che la guardo più da vicino ha una faccia che gli casca il mento per terra”. “Sa che non voglio parlare di lavoro a casa, ma è successo un altro caso particolare…”. “Un attentato”. “Ma no”. “Meno male, sembra che ora vadano di moda. Io mi ammazzo, ma ammazzo pure te. Che gente!”. “Ma no, ma no, lasciamo perdere. Vado a lavarmi le mani”. “Come vuole. Ma sì, parliamo d’altro. Vuole sapere che cosa le ho preparato?”. “Preferisco la sorpresa”. “E’ già in tavola. Venga che si fredda”. “Accidenti! Questa sì che mi rimette al mondo! Dal profumo direi che sono spaghetti ai funghi porcini”. “Si vede che ha buon naso. Mangi che si sentirà meglio, mentre io lo tengo aggiornato sulle mie storie che le stanno tanto a cuore”. “Che mi stanno?”. “Che le stanno a cuore, dottore, me l’ha detto lei qualche giorno fa, quando le ho parlato di mia cognata Luigina, ma poi non ho finito…se la ricorda?”. “In questo momento ho come un vuoto di memoria, lei mi capisce…”. “La capisco, la capisco ma il vuoto di memoria glielo riempio io. Dunque mia cognata Luigina, come le dicevo…quella morettina vispa…una volta è venuta a trovarmi anche qui, se la ricorda?”. ”Aridagliela. Le ho già detto che ho come un vuoto…”. “Due occhioni neri, anche troppo grandi per il mio gusto, un faccino malizioso…”. “…di memoria”. “Insomma quella lì che sa fare tutto e vuole tutto e cìcìcì e ciàciàcià…”. “Cosa?”. “Suvvia, dottore, non mi caschi dalle nuvole. Lei che ha studiato non mi vorrà dire che non sa cosa significhi cìcìcì e ciàciàcià”. “No, almeno che non sia il nome di un nuovo ballo sudamericano”. “E cicìcì e ciàciàcià, una che si dà le arie, che parla, parla e parla solo per il gusto di sentire la sua voce. Insomma vuole prendere la patente quando non sa guidare nemmeno i carrelli della spesa. Se la immagina, lei, a guidare una macchina!”. “Le ho già detto…”. “Uffà, però, con lei non c’è da farci un discorso. Dove ero rimasta…”. “Ai carrelli, questo me lo ricordo”. “Ah, sì…dunque il marito, conoscendola bene, si oppone ma lei la spunta, indovini come?”. “O sora Giulia, ora glielo dico alla toscana…”. “Con uno sciopero”. “Con uno sciopero? Questa è bellina. Che ha smesso di fargli la pappa?”. “No, ha smesso di fare all’amore”. “Porc… Non me l’aspettavo. Credevo che questo tipo di sciopero colpisse solo quelli che non lavorano, come ci ha insegnato Celentano”. “Aspetti, non è mica finita qui…”. Giulia era una brava donna, una esperta cuoca e aveva tanti altri pregi, per carità, ma quando incominciava a parlare non la finiva più e allora io di tanto in tanto accennavo di sì con la testa come se la stessi ad ascoltare fino a quando il pranzo era terminato e lei finiva le sue straordinarie avventure con un “Allora, come le è sembrato?” a cui rispondevo immancabilmente con un istintivo“Eccellente!” che poteva andar bene sia per il pranzo che per l’interminabile racconto. Dopodiché me ne scivolavo nel mio studio, mi prendevo un buon caffè all’uopo preparato, mi accendevo un sigarello di quelli stretti e lunghi che avevano sempre colpito la mia fantasia di ragazzo e mi mettevo a gironzolare intorno alla mia biblioteca che era ben fornita e che mi era di molta compagnia. Qui, però, bisogna tirar fuori un tarlo che mi rode da un bel po’ di tempo e che mette in causa i mi babbo detta alla toscana, l’avrò già detto mille volte ma lo ridico, un testone di quelli…Insomma io ho avuto sempre una predisposizione per la letteratura, mi piaceva leggere e scrivere, ho fatto le superiori, mi sono iscritto all’Università. Quello era il mio sogno…ma c’era anche bisogno di lavorare e questo benedetto genitore, la mamma no perché era sempre dalla mia parte, mi ha costretto a lasciare gli studi e ad entrare nella polizia. Lui era già brigadiere a Poggibonsi, aveva delle conoscenze e batti e ribatti mi convinse, oggi direi forzò, a prendere quella decisione. Ma l’amore verso i libri è rimasto e piano piano mi sono costruito una discreta biblioteca, tutta bene organizzata con i libri catalogati uno per uno che è un piacere vederli. La mia prima passione sono stati i gialli, non tanto quelli tutto scazzottate, violenze, inseguimenti, all’americana, insomma per intenderci, o i noir patologici dove chi è più sano ha una demenza senile conclamata, ma quelli dove conta il lavorio delle cellule grigie, dove la scena si svolge in un piccolo paese lindo e pulito e il massimo evento di crudeltà è schiacciare le formiche mentre si cammina. Insieme ai gialli sono poi venuti i testi umoristici perché il riso fa sempre bene e via via tutti gli altri, tra i quali anche quelli di scacchi da quando avevo imparato questo stramaledetto gioco durante il primo caso del cavalier Pelosi trovato una sera morto stecchito proprio al circolo di scacchi. E dire che agli inizi, quando sono arrivato a Siena, mi lamentavo che lì non succedeva mai niente di particolarmente eccitante! Ma sulla mia biblioteca non la faccio lunga ora, perché ci ritorno di sicuro. Dunque, dicevo, stavo puntando qualche libro come un cane da tartufo, quando ti arriva la telefonata. Non una telefonata, badate bene, ma la telefonata che io immediatamente capivo dal momento sbagliato in cui veniva fatta e dal trillo nervoso del telefono. “Pronto, commissario?”. “Insomma…”. “Pronto, commissario, mi riconosce?”. “Mi faccia pensare. Lei dovrebbe essere il procuratore Silvestri. Ci ho azzeccato, come direbbe il buon Di Pietro?”. “Ah, bene, non capivo quell’insomma, ma penso che sia una delle sue solite battute”. Due parole sul procuratore Silvestri bisogna che ve le dica. Ho già detto che ho novanta anni ed un piede nella tomba. Dunque sarò sincero. Mi servo di due o tre metafore per fare più presto. Una piattola, una rogna, un gatto attaccato ai coglioni che veniva a stuzzicarmi nei momenti più inopportuni. Sempre al telefono. Mai che l’abbia visto, che so, nel mio ufficio o nel suo, o meglio ancora sul luogo del delitto. Per una ragione o l’altra non poteva venire e mi perseguitava con questo aggeggio diabolico e mi spingeva a fare presto, a risolvere il caso alla svelta per il buon nome di Siena, della città del Palio che tutti ci invidiavano. E immancabilmente finiva l’intervento buttando giù il ricevitore senza nemmeno un saluto o un semplice arrivederci. “Dunque, commissario, ho saputo di questo nuovo caso increscioso, incresciosissimo, che ha colpito ancora una volta la nostra stupenda città…”. “Purtroppo…”. “E lei mi sa dire solo purtroppo?”. “Ma, vede, in questo momento, con il pranzo sullo stomaco…”. “Ma lasci stare le sue egoistiche situazioni personali e metta subito in moto il cervello!”. “Senza avere digerito il cervello non ha poi tanta voglia di mettersi in moto e non mi pare che l’avere mangiato rientri nella categoria delle situazioni egoistiche personali”. “Oh, non me la faccia lunga con i soliti distinguo, via quel purtroppo che mi fa orrore e si metta subito al lavoro. Intanto, chi è la ragazza uccisa? Perché mi hanno detto che si tratta di una ragazza”. “Procuratore, la ragazza è stata ritrovata solo qualche ora fa. Stasera inizieremo le indagini e vedremo...”. “Ma che stasera e stasera, si butti fuori dal letto…”. “Sono solo nel mio studio…”. “Insomma esca dal suo studio e mi cerchi questo nuovo assassino che, a quanto pare, ha ancora a che fare con la combriccola degli scacchisti di cui, non lo neghi, anche lei fa parte”. “Non ho nulla da negare e niente da nascondere”. “Quella è una setta…”. “Ma no, guardi, lasciamo stare le sette che mi ricordano un altro caso, quello di Rosia…”. “Già, anche quella volta…Insomma, le ripeto, si dia una mossa e mi faccia pervenire al più presto nel mio ufficio un resoconto dettagliato delle indagini”. E come al solito buttò giù il ricevitore senza aspettare risposta e salutare. Naturalmente non pensai nemmeno per un momento a darmi una mossa come aveva ordinato il nostro caro Silvestri, ma mi spaparacchiai sulla poltrona vellutata a farmi una pennichella. I problemi nella vita vanno affrontati con calma. Mai di fretta. La gatta frettolosa fa i gattini ciechi diceva la mia povera nonna, che non aveva mai messo piede in una scuola ma aveva più cervello di tante diplomate del giorno d’oggi. La pennichella ebbe il suo bell’effetto. Al risveglio mi sentii più in forma. Si fa per dire perché, lo ripeto, era un caldo asfissiante. Nonostante questo, o forse proprio per questo, ero piuttosto agitato, sia per quell’accidente di caso cadutomi fra capo e collo, sia perché…perché mi dovevo lavare, cioè farmi una doccia, vestire, o meglio rivestire di nuovo. E qui viene in ballo la mia povera mamma che il Signore l’abbia in gloria. Una donna meravigliosa, si sa, era la mia mamma, ma con un piccolo, devastante difetto. Teneva in modo ferreo, intransigente alla forma. In poche parole fin da piccolo, quando arrivai all’età giusta, mi abituò a vestire in tutte le sante stagioni, con giacca e cravatta. All’inizio recalcitrai ma poi dovetti dargliela vinta e finii per diventare io stesso schiavo di questa funesta tradizione. Però nel male c’è sempre un piccolo spazio per il bene. Comprando cravatte incominciai a conoscere le differenze di qualità, a valutarne il tessuto e i colori. Ne divenni un esperto e finii per farne collezione. Ne avevo un armadio tutto pieno e alcune me le ritrovavo perfino nei cassetti, tanto che mi era sorto il dubbio che potessero prolificare. Di ogni tipo, tutte sfavillanti che sembravano farfalle. Dunque anche quella sera dovetti sceglierne una che era pur bella ma che non favoriva certo la traspirazione. Tuttavia faceva talmente caldo che, quando uscii in strada per avviarmi verso il CRAL del Monte dei Paschi, dove era ubicato il circolo degli scacchi, dovetti togliermi la giacca e allentare il nodo della cravatta, lanciando uno sguardo tra l’implorante e l’insofferente verso il cielo come per dire “Ovvia, mamma…”. Al CRAL mi sentii un po’ sollevato, dato che c’era l’aria condizionata e potei rimettermi la giacca. “Qual buon vento la porta, commissario…” iniziò il barista appena mi vide. “A dir la verità di vento ne vedo poco in giro. E poi anche se ci fosse non sarebbe un buon vento”. “Perché, che cosa è successo?” “Ci risiamo “. “Non mi dica, commissario, che…che… ancora una volta c’è stato qualche brutto affare a Siena”. “Non proprio, ma vicino”. “Un omicidio?”. “Così pare”. “L’ho sempre detto io. Da quando sono arrivati da noi albanesi, rumeni e ora cinesi e giapponesi…”. “E russi, polacchi, sloveni, marocchini, egiziani…”. “Anche lei la pensa come me?”. “A Lorè che dai i numeri? Non ti ricordi di quando noi dovevamo andare in giro per il mondo con le valigie di cartone tenute insieme con lo spago?”. “Beh, questo è vero, però…”. “Però, però…lasciamo stare. L’hai mai vista questa? Voglio dire l’hai mai vista entrare al circolo?” e gli misi sotto gli occhi le foto della povera ragazza. Lorenzo le guardò con attenzione. “Non mi pare, commissario. Direi di no, proprio di no”. “Allora dammi una Tassoni che mi rinfresco. C’è nessuno nella stanza dei fissati?”. “Vuole dire dei giocatori di scacchi?”. “Quelli lì”. “Eccome se ci sono. E se le stanno dando di santa ragione”. “Sono arrivati a questo punto?”. “No, volevo dire che stanno giocando con una certa, come dire, passione”. I giocatori di scacchi sono sempre passionali….soprattutto quando giocano a blitz. Trattasi di un incontro veloce, di cinque minuti a disposizione per ogni giocatore. Uno muove i pedoni o i pezzi sulla scacchiera e dopo ogni mossa con un semplice colpetto sull’orologio dell’avversario fa scattare il suo tempo a disposizione e viceversa. All’inizio i movimenti sono leggeri e vellutati ma piano piano diventano frenetici e incontrollati. Alla fine i poveri segnatempo si devono sorbire delle vere e proprie mazzate da esseri che hanno ben poco di umano. Inevitabili le diatribe anche se durante il gioco non si dovrebbe aprire bocca. Hai toccato prima il Cavallo, lo devi muovere…Ma che dici, non l’ho neppure sfiorato. Tu, invece, tocchi sempre qualche pezzo e poi non lo muovi…Non puoi mangiarmi il Re! Non esiste…Sì che posso! A blitz c’è questa regola, se non la sai, studiala.…E’ vero, ragazzi?…Ti è cascata la bandierina…No, prima a te…A me? Ma se te l’ho detto prima io che ti è cascata…Ma che c’entra…Ho vinto per il tempo…Un fico secco, ho vinto io…Ma falla finita. Non giochi un c….! Quando perdi cominci ad offendere…Perché te sei carino! E’ in una atmosfera simile inframezzata da simili discorsi che misi piede nella stanza riservata agli eletti, si fa per dire, di Caissa. La mia entrata non fece alcuna impressione tanto erano presi a muovere freneticamente Pedoni, Re, Regine, Torri, Alfieri e Cavalli. Alla fine della partita, però, tutti si voltarono verso di me. ”Commissario, qual buon vento…”. “Anche voi! Non mi porta nessun vento, massimamente buono. Magari ci fosse un po’ di vento! Con questa afa beato chi respira”. “Poi, lei, via…in giacca e cravatta!”. “Non mi rammentate questa autoflagellazione. Ognuno ha i suoi problemi…Ma veniamo a noi…”. “Commissario…dalla faccia… non ci dica che ce n’è una nuova perché non ci crediamo”. “Allora, vorrei che uno per uno veniste qui a questo tavolo che vi devo far vedere una fotografia. Uno per uno, ripeto. La cosa è seria e quindi rispondetemi dopo avere guardato attentamente”. Tutti guardarono attentamente ma nessuno riconobbe la poveretta. Fabio Lotti | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2008-07-12T09:41:00.000+02:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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