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| Festival Internazionale ?Citt? di Amantea? | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Mare e scacchi dal 29 agosto al 5 settembre! Ottava edizione per il bel festival di Amantea, che affonda le radici nei tornei svoltisi all’inizio degli anni 90 (1991 – 1995), open molto forti, già allora con diversi partecipanti over 2600. Firmano l’albo d’oro un giovane (e già fortissimo) Tiviakov (91 e 92), Sergey Smagin (93 e 94) e Vladimir Malaniuk, che nel 1995 si afferma davanti a GM over 2600 come Hodgson e Giorgadze. Il Festival rinasce nel 2008, grazie alla passione scacchistica e alle eccellenti capacità organizzative di Marcello Rametta, dell’ASD Alto Tirreno Cosentino e dell’ASD G. Crupi, ed è subito un buon successo, cresciuto poi nell’edizione 2009.
Due evidenti complicità in questa valida ripartenza della manifestazione: l’ottima sede di gioco e la bellezza di Amantea e del suo splendido mare! Per chi conosce la costa calabrese non c’è certo bisogno di spiegazioni, e per chi non la conosce… Si tratta di una lacuna da colmare assolutamente!
Amantea sorge in una cornice naturale privilegiata, sul mare, allo sbocco di una gola e sul fianco di una rupe, un territorio solcato dal fiume Savuto e da diversi torrenti. Non stupisce pertanto la sua storia plurimillenaria, dall’antica città di Clete del fiero popolo dei Bruzi, alla Clampetia della Magna Grecia, rifondata dai Bizantini col nome di Nepetia e conquistata in seguito dagli Arabi, che la denominarono Al Mantiah (la rocca), da cui il nome attuale e ancor più il termine dialettale di “La Mantia”. Non sfigura di certo la frazione di Campora San Giovanni, sede del torneo, che sembra sorga sul territorio dell’antica Temesa, forse citata da Omero (“Adesso sono approdato ... con la nave e i compagni, navigando sul mare scuro come vino verso genti straniere, verso Temesa…”) e abitata originariamente dagli Ausoni, ben prima della nascita di Roma! Un ritrovamento archeologico nei pressi della foce del fiume Savuto farebbe riconoscere l’Heroon (tomba monumentale) del famoso demone di Temesa, dedicato a Polite, uno dei compagni di Ulisse. Ovviamente
La collocazione geografica (che si estende per una quindicina di chilometri lungo il mare e solo per un paio di chilometri nell’entroterra, nella cornice naturale accennata) favorisce un clima straordinariamente temperato, che spesso consente la balneazione fino a novembre e che in piena estate fruisce di brezze sia marine che collinari. Amantea è da tempo un punto di riferimento sociale e culturale per la zona e dal dopoguerra ha progressivamente accresciuto la sua vocazione turistica. Il Castello domina dal colle (la rocca citata), un sito purtroppo poco curato, con la maestosa torre del Mastio, che è uno dei simboli della città. Diverse le chiese di valore storico, a partire dal Duomo, la Collegiata di S. Biagio, e spicca tra le varie architetture il Palazzo delle Clarisse, oggi restaurato e sede dell’Accademia degli Arrischiati, dell’interessante Museo della Copia d’Autore e di un ristorante. La tradizione gastronomica fruisce di quel fantastico connubio mari e monti della grande cucina calabrese, con inoltre diversi piatti tipici di “La Mantia” (e dalle ricette tradizionali e segrete!), quali il dolce “Buccunotto” e la “Neonata Rosamarina”.
Le Eolie al tramonto viste da Amantea Dal porto di Campora San Giovanni partono i traghetti per le Isole Eolie, il cui profilo si staglia sul mare, con Stromboli in prima fila. A Campora San Giovanni si trova la sede del Festival, l’Hotel Village Principessa, 4 stelle, una struttura prestigiosa e dagli ottimi servizi, adiacente al mare e progettata nel verde: se un’immagine vale più di mille parole…
Un dettaglio organizzativo sempre da sottolineare è il prezzo previsto dalla convenzione del torneo, fortemente scontato rispetto alle normali tariffe, con i 52 euro (!) per la pensione completa e con l’ulteriore opzione dell’appartamento in residence, ancora più economica (5 posti, 400 euro per la settimana del torneo, compresi i servizi).
Si gioca nel centro congressi dell’Hotel, tre tornei (Magistrale, 9 turni, Open e under 16, 8 turni) da domenica 28 agosto a domenica 5 settembre, tempo di gioco 90 minuti per 40 mosse più 30 minuti per finire più 30 secondi per mossa a partire dalla prima. Direttore di gara il mitico Arbitro Internazionale Sergio Pagano, coadiuvato da Flavio D’Alessandro e Giovanni Carlo Liistro. Tra i partecipanti da segnalare il bel ritorno del GM Vladimir Malaniuk, vincitore come ricordato nel 1995.
Malaniuk (foto Chessbase) Cinque i GM che hanno già assicurato la loro presenza, con Drasko, Grigore, Lazic e Steingrimsson (vincitore di una bella edizione a Porto Mannu), e diversi altri titolati internazionali in gara: piena possibilità quindi di eventuali norme. Il Montepremi (6.000 euro, 1.000 al vincitore del Magistrale) è distribuito in modo eccellente, con 500 euro al vincitore dell’open e diversi premi di fascia.
Steingrissom (foto Chessbase) Il Festival di Amantea fa inoltre parte del Progetto Ausonia, la bella iniziativa dell’Alto Tirreno Cosentino in collaborazione con Scacchierando, con inviti (torneo e soggiorno!!) a 4 giovanissimi che saranno seguiti durante la gara da titolati internazionali. Un rilevante impegno a favore dei giovani che trova riscontro anche nella grandissima attività organizzata nelle scuole, con migliaia di ragazzi coinvolti! E sempre in zona giovani, di grande interesse anche un’altra speciale iniziativa parallela del Festival “Città di Amantea” , la "Team Junior Cup Amantea"! In collaborazione con Prisma Scacchi L’ A.S.D. “G. Crupi” di Campora San Giovanni” (CS), organizzatrice dell’ 8° Festival Scacchistico Internazionale “Città di Amantea” (29 agosto – 5 settembre 2010), istituisce come manifestazione collaterale la gara a squadre "Team Junior Cup Amantea". Il regolamento della manifestazione è il seguente: 1) ogni squadra è costituita da 8 giocatori, due fuoriquota e 6 under 18 con almeno 3 partecipanti under 14; 2) ogni giocatore può, a sua discrezione, partecipare ad un torneo del Festival; 3) ogni incontro si svolgerà su 6 scacchiere e in ogni incontro è possibile schierare un solo fuoriquota; 4) gli incontri si giocheranno solo al mattino e non in giornate di doppio turno; 5) il tempo di riflessione è di 1 ora a giocatore Q.P.F.; 6) il torneo si svolgerà su 5 turni; 7) la quota di iscrizione per squadra è di soli 50 €; 8) ogni squadra rappresenta una regione ed ogni regione può presentare un massimo di due squadre; 9) l’accompagnatore di ogni squadra iscritta sarà ospite della struttura alberghiera, sede di gioco, con spese a carico dell’A.S.D. “G. Crupi”; 10) il montepremi della manifestazione consisterà in coppe, trofei e materiale scacchistico per un valore di 1.500 €; 11) la classifica verrà stilata in base ai punti scacchiera; 12) i punti scacchiera ottenuti da under 12 e donne (under 18) saranno raddoppiati; 13) ogni squadra avrà il supporto di un IM o GM, scelto dagli organizzatori, nella preparazione e nella analisi delle partite.
Il sito di riferimento è quello dell’Alto Tirreno Cosentino, http://www.altirchess.com/ , sempre ottimamente aggiornato. Con tutta evidenza, tanta passione e tanta cura organizzativa, per una manifestazione che propone uno dei più fantastici abbinamenti scacchi e vacanza! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-07-01T01:46:04+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Delitti incrociati (seconda parte) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
6) Tempi duri In una situazione di alterno abbattimento-incazzamento arrivò la telefonata. Precisa, puntuale, prevedibile. D?altra parte dopo tre episodi di quel genere era anche ragionevole, sebbene a me paresse come il colpo finale dato ad un uomo morto. Il che mi fece venire alla mente un episodio storico successo a Gavinana. Per non dargli soddisfazione cercai di mantenere almeno un filo di quella ironia che mi aveva sempre contraddistinto.
?Pronto, commissario??.
?Quasi vivo e quasi vegeto?.
?La capisco, tutti questi casi irrisolti avrebbero schiantato un bue?.
?Per fortuna non sono un ruminante?.
?E proprio per questo e per la sua completa e fattiva dedizione al suo lavoro durante tutti questi anni di servizio presso??.
?Dov?è il trucco??.
?Quale trucco??.
?Sì, dico, tutta questa lisciata a cosa serve??.
?Serve?serve?Intanto da parte mia c?è sempre stata un?alta considerazione, se ben si ricorda??.
?Mmmmm?.mi faccia pensare?.
?Via, non mi dica?vede?purtroppo?mi hanno incaricato?sono ordini dall?alto, mi creda, da molto in alto??.
?Mi fa venire le vertigini?.
?Io non avrei voluto, lei lo sa bene?ma dopo tutti questi omicidi, commissario?a Siena poi?Insomma sono latore??.
?Venga al sodo, signor procuratore?.
?Vengo al sodo, d?altra parte lei stesso mi incita??
?Dunque??. E qui venne fuori il solito Silvestri.
?Dunque il suo incarico è stato revocato. Si consideri congedato per tre mesi. Si curi e si riposi? e riagganciò senza tante storie. E così mi curai e riposai confortato, come ho già detto, dalle visite degli amici, da quelle di Manganelli che mi teneva al corrente degli eventi e dalle attenzioni della signora Giulia che si mostrava sempre più preoccupata del mio stato di salute. Allora si ingegnava a prepararmi dei manicaretti a base di non so che cosa che rinforzassero il sistema nervoso e tirassero su, diceva lei, il mio morale. Per distrarmi, inoltre, dalle mie preoccupazioni, era prodiga di racconti più o meno personali ancora più lunghi di quelli a cui era solita sottopormi, soprattutto durante l?ora dei pasti. Diceva di buttar via le medicine, di uscire fuori a prendere una boccata d?aria, per svagarmi e parlare con gli altri, che altrimenti sarei finito male. Come era successo alla cognata di suo nipote, no?non quello che abita a Colle Val d?Elsa un fannullone che Dio ci scampi e liberi che non c?entrava niente, ma quello di Castellina in Chianti, un ragazzo sveglio che si sarebbe fatto strada nella vita, e insomma questa cognata era stata lasciata dal marito, farabutto che non era altro, per andare dietro alle sottane come gli pareva, ed era caduta in una brutta depressione e stava sempre sola e non voleva uscire di casa, tanto che alla fine, insomma era morta. La conclusione era che la sera mi ritrovavo con la testa ancor più confusa e la serotonina a livello zero.
Cercai conforto nella mia fedele biblioteca e nelle visite d?arte che in precedenza mi avevano aiutato nei momenti difficili. Per non pensare alla mia situazione psicofisica, mi misi a leggere di tutto e di più. Ogni libro ha una sua caratteristica che lo distingue da tutti gli altri. Un po? come noi esseri umani. Può essere pesante o leggero, di carta ruvida o patinata, può avere caratteri diversi, una copertina morbida o rigida, può contenere illustrazioni e così via. Ogni volta che lo si incontra è come ritrovare un amico, un conoscente, qualcuno con cui parlare, con cui confidarsi. O arrabbiarsi di brutto. Non è che con tutti i libri vai d?accordo. Talvolta ti ci incavoli e li mandi a quel paese. Per quello che dicono, per quello che vorrebbero che tu facessi o sentissi nel tuo animo. Tal?altra addirittura ti verrebbe la voglia di scaraventarli fuori dalla finestra. Ma non lo fai, perché dal confronto e dallo scontro c?è sempre qualcosa da imparare. E così li tieni lì da una parte pronti ad essere usati quando hai voglia di prendertela con qualcuno. Quella era l?occasione buona. Mi aggrappai all?epica, ai grandi condottieri del passato per vedere se mi davano un po? della loro forza e del loro coraggio. Rilessi interamente l??Iliade? e l??Odissea? ritrovando le gesta che mi avevano entusiasmato da giovane studente. Mi ritrovai a parteggiare ancora una volta per Ettore contro Achille che già partiva con il bel vantaggio di essere invulnerabile, e questo mi pareva un vero e proprio schiaffo alla giustizia. Ettore era il mio idolo, il mio eroe. Umano, e per questo vero. Contro il Fato non c?è nulla da fare. L?aveva detto a sua moglie Andromaca. Ilio sarebbe stata presa dai greci, lei fatta schiava, ma lui doveva combattere. In seguito fuori dalle mura ci sarà Achille piè veloce ad attenderlo. Invano il padre e la madre lo pregano di non combattere. Tutto scritto, tutto segnato. Ad Achille la gloria, ad Ettore onore di pianti finché il sole risplenderà sulle sciagure umane, secondo il noto verso del poeta. Così come è segnato il destino di Leonida e dei trecento spartani che devono fermare l?esercito persiano alle Termopili, così come è segnato quello di Vercingetorige sopraffatto dalla forza di Cesare. La storia è fatta di eventi ma, soprattutto, di uomini. Ed è per questo che mi sono appassionato alle biografie. Al liceo avevo letto come l?Alfieri si fosse innamorato de ?Le vite parallele? di Plutarco. Questo fu uno dei miei primi acquisti significativi. Anche dal punto di vista pecuniario, perché si trattava di comprare diversi libri e il mio borsellino era desolatamente vuoto. Fui aiutato dagli amici che fecero una colletta. Li ringrazio ancora oggi. Mi misi dunque a rileggere alcune biografie del grande storico greco, per vedere se potevo in qualche modo carpire i segreti della loro grandezza ed elevarmi dallo stato di impotenza in cui mi trovavo. Come effetto delle letture, tanto per fare contento il Foscolo,?piansi anch?io alla tragica morte di Ettore, e per non essere scortese nei confronti degli altri, mi commossi come un bimbo di fronte alla fine di Leonida e di Vercingetorige, anche se in quest?utimo caso un po? meno perché, pur combattendo per la libertà del popolo gallo, comunque era sempre un nemico dei romani ed un po? di nazionalismo ce l?avevo nel sangue. Tuttavia non riuscii a carpire nemmeno una briciola di forza e manco di sollievo da quelle vite famose. Con Ulisse andò meglio e le sue mirabolanti imprese lì per lì mi diedero una specie di sferzata positiva ma alla fine, al momento dell?incontro con Penelope, dopo aver fatto fuori tutti quei maledetti Proci, non seppi resistere e mi vennero i lucciconi. Ero troppo stressato per reggere pagine tragiche.
Decisi di buttarmi sull?umorismo. Un aspetto dell?umanità che mi aveva sempre interessato fin da ragazzo era quello relativo al sorriso nelle sue componenti essenziali:umorismo, ironia e satira. Tutto ciò che portava al buonumore e faceva sorridere e ridere anche amaramente mi attirava. I giornalini di Paperino, Paperone, Pippo, Pluto. Topolino ecc?mi facevano sbellicare. Stavo ore e ore a sfogliarli. Poi vennero i libri. Un sacco di libri. Perché mi prendevano delle vere e proprie fissazioni. Se ero attratto da qualcosa dovevo subito saperne il più possibile. Dovevo leggere, documentarmi. Il primo vero impatto avvenne con le ?Satire?, e non tanto con quelle all?acqua di rose di Orazio, quanto con quelle micidiali di Giovenale. Che non risparmiava nessuno: i rozzi, gli sciocchi, il sottoproletariato dei circenses, il popolino, le insulae maleodoranti che finivano per cadere o bruciare, i lenoni, le prostitute, gli omosessuali, i nobili, i liberti arricchiti, i potenti. Tutto un mondo di depravazione che ritrovai, in parte, anche nel ?Satyricon? di Petronio letto qualche tempo dopo con quella colossale, grottesca figura di Trimalcione rimasta intatta nei secoli. E poi Marziale ed i suoi ?Epigrammi? con i quali aveva messo alla berlina tutti i difetti ed i tic della società di quel tempo. Dunque ripresi queste letture con l?intento di svagarmi ridendo degli altri. Solo che il mio inconscio era talmente messo male che riuscì a mettermi dalla parte degli sbeffeggiati e non da quella di chi prende in giro e sbeffeggia. Il risultato sorprendente fu che io stesso mi sentii preso per i fondelli e ciò non fece che accrescere la mia depressione.
.Pensai allora di fare il mio solito giretto artistico per la città. Ecco un altro particolare della mia personalità, una abitudine che ho sempre conservato in certi momenti della mia vita di commissario, nei momenti più difficili e decisivi. Come questi che vi sto raccontando. Allora me ne andavo a vedere o rivedere i tesori artistici di Siena. Sì, proprio i tesori artistici, le chiese, le pitture, le sculture e tutto quello che facevano e fanno di Siena una città unica al mondo. Non so cosa c?entrasse l?arte con i casi di cui mi stavo occupando ma era così. Dinanzi a quei capolavori l?animo si placava e forse predisponeva la mente ad analisi e congetture più chiare ed evidenti. Chissà?Qualche tempo prima, di fronte ad un fatto di sangue avvenuto proprio al circolo degli scacchi, me ne ero andato a visitare e ad ammirare, per esempio, le due Maestà di Duccio di Buoninsegna e di Simone Martini, un grandioso ritrovamento di un affresco nella cripta del Duomo , il pavimento restaurato dello stesso Duomo e la libreria Piccolomini. In seguito, durante il famoso episodio dell?omicidio del campione del mondo di scacchi all?hotel Majestic di Siena, rimasi una serata intera a rimirare gli affreschi del Palazzo Pubblico e ?insomma altre belle cose come una mostra di Hugo Pratt su Corto Maltese lasciando di stucco i miei colleghi e, soprattutto, il procuratore Silvestri che non si capacitava che cavolo c?entrasse l?arte con il delitto. Io gli rispondevo che anche il delitto poteva essere considerata un?arte, gli rimbrodolavo delle scuse che finivano per farlo imbestialire ancora di più.?Durante questi casi, che vi sto raccontando e che mi hanno rovinato la vita e la salute, mi sono costruito un vero e proprio itinerario artistico seguendo le indicazioni di una ottima guida. Solo che i grandi capolavori nascosti ora in una chiesa, ora in una abbazia, ora svelati al grande pubblico nella Pinacoteca invece di calmarmi e addolcirmi mi procuravano l?effetto opposto. I personaggi dei quadri, le madonne rilucenti, gli angeli, i santi, i diavoli sembravano che mi guardassero con un ghigno beffardo di presa in giro o di aperta condanna per la mia palese incapacità. Smisi di andare per arte e rimasi chiuso in casa.
Cercai conforto nella televisione. Mi misi ad aggeggiare con il telecomando da un canale all?altro come fanno i bambini, per scaricare un po? della tensione che mi stava opprimendo e per vedere programmi e volti nuovi, dato che era già un bel po? di tempo che l?avevo trascurata. Il fatto era che ,zippando come un matto, mi ritrovavo immancabilmente davanti la solita faccia agguerrita del Berlusca che ce l?aveva con la sinistra, con i comunisti e tutti quelli che non gli davano retta.?Oppure passavo di botto dalle braccia lacrimose della De Filippi alle grinfie di Biscardi dove era tutto un mandare accidenti e insulti agli arbitri e alla Federazione gioco-calcio. E a proposito degli insulti te li ritrovavi dappertutto, sia negli incontri dei politici che nei vari reality e perfino nei pacchi di Pupo che erano essi stessi un insulto alla decenza. Se invece mi spostavo su Canale 3 Toscana allora mi imbattevo regolarmente nel Masoni, vero e proprio insulto all?uso del congiuntivo.
Lasciai in pace la televisione e mi buttai sui giornali ritrovandomi circondato da calamità naturali, siccità, incendi, maremoti, inquinamenti, alluvioni, valanghe, smottamenti, epidemie, il colera, l?Aids, l?aviaria e così via. Se la natura si dava una calmata c?era l?uomo a mettere le cose a posto mediante rapine, rapimenti, omicidi, stupri, guerre, bombardamenti, attentati, tradimenti, falsi in bilancio, leggi ad personam. Decisi allora di trascurare la cronaca di qualsiasi genere dove avrei trovato immancabilmente di che dolermi e di soffermarmi solo sulle pagine della cultura, che qui non sarei certo incappato in episodi di scorrettezza e cattiveria. Fui attratto subito da un articolo dello scrittore Alessandro Baricco che se la prendeva con i critici letterari Citati e Ferroni perché nel corpo dei loro interventi lo avevano punzecchiato con supponenza per il suo rifacimento nazional-popolare de L? ?Iliade?, senza farne una critica seria e approfondita, senza averlo letto, insomma. Ferroni rispose a bomba che, semmai, era Baricco stesso a non avere letto gli interventi di lui medesimo sulla sua ?Iliade? pubblicati in altre occasioni. Che stesse un momentino più attento, il pivello. Nella polemica si inserì Edmondo Berselli chiarendo che al giorno d?oggi (cioè di allora) non c?erano più santoni letterari capaci di far vendere o meno con le loro critiche. E allora perché mai a quel bischero di Baricco interessava un loro intervento? A favore di Baricco si schierò il giallista Carlo Lucarelli che in quel contesto non c?entrava niente ma anche lui era stufo di essere sfruculiato dai soliti mandarini letterari. Che se ne andassero a farsi fottere. A ciò si aggiunse la lamentela di Pietrangolo Buttafuoco, altro scrittore, però meno noto, nei confronti di Carla Benedetti la quale, intervenuta per disprezzare il metodo di Citati di buttar giù righe allusive sui lavori altrui senza averli letti, era lei stessa a praticare il suo metodo infangando con una riga e mezzo il suo lavoro. Infine Stefano Bartezzaghi si chiedeva il perché di tutto questo casino, quando la sintassi di molti degli interventi non si distingueva da quella dei leader elettorali, dai telecronisti da stadio e dai ragazzi nel confessionale del Grande Fratello.
Decisi smetterla anche con i giornali e di fare come le tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano.
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7) A pesca!
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In quel periodo di merda ero talmente ridotto male che Manganelli cercò in tutti i modi di darmi una mano.
?Commissario, non può andare avanti così. E? proprio a terra. Qui ci vuole aria aperta, movimento, bisogna avere interesse per qualcosa. Non può rinchiudersi in se stesso. Via, non la posso vedere in questo stato!?.
?Non mi guardare?.
?E invece la guardo e più la guardo e più mi fa pena?.
?Ecco, le tue parole sono come un balsamo sulle mie ferite?.
?Come che??.
?Dico che mi stai tirando parecchio su di morale?.
?No?volevo dire?insomma deve venire con me?.
?Questa è la cura giusta. Non ci avevo pensato?.
?Anche in fase di crisi la battuta non manca. Buon segno. Insomma domani, essendo domenica, ce ne andremo a pescare insieme?.
?Che ne dice??.
?Che ne dico? Mi pare una bella str??.
?Vede che avevo ragione? Una bella strigliata al fisico, una bella girata di buona mattina, una buona colazione all?aria aperta, una bella pescata, perché lei lo sa che sono un provetto pescatore. Si ricorda quando venne a casa mia per quell?incontro??.
?Quale incontro??.
?Ah, ma allora è messo male davvero. Eva e Maria, commissario!?. Manganelli si riferiva al fatto di quando mi aveva invitato a casa sua in compagnia di due ragazze, molto carine e molto allegre, soprattutto molto allegre. Ed io avevo fatto vedere ad una di esse, non ricordo se ad Eva o a Maria, ma mi pare proprio a Maria, come il postino suonasse due volte. Il ricordo di quell?incontro mi strappò un lieve sorriso.
?Vede che se lo ricorda? Eh, vecchio drago??.
?Manganelli, non ti permetto??.
?Mi scusi, commissario, mi sono lasciato prendere dall?entusiasmo nel vederla rifiorire a nuova vita. Dunque in quell?occasione ebbe modo di osservare anche alcune mie fotografie di eccelso pescatore?.
?Ho visto che tenevi in mano un pesce, non so se pescato o comprato??.
?Pescato, commissario, pescato con le mie mani, anzi con la mia lenza. Domani di buona mattina andremo a pescare. Una pesca facile facile con i bachini. Non prenderemo pesci grossi ma almeno ci divertiremo a tirarne su parecchi. Verrò io a prenderla?.
Il concetto di buona mattina di Manganelli si rivelò essere del tutto particolare, o meglio molto ma molto personale. Mi aspettavo il suo arrivo, che ne so, verso le sette o le otto e invece il campanello incominciò a trillare, anzi a strillare, che erano appena le cinque.
?Chi dorme non prende i pesci, commissario!?. La mia risposta dovette colpirlo perché sbiancò di colpo e non aprì bocca fino alla partenza con la macchina verso un torrente di cui non ricordo il nome.
?Questa è la nostra giornata, commissario. Avanti Savoia!?. E fu così che andammo avanti per parecchio tempo attraverso strade e stradine di campagna piene di buche e di cunette fino ad arrivare al punto stabilito in cui dovevamo lasciare la macchina e proseguire a piedi. Scesi dalla macchina con lo stomaco in subbuglio e una pressante voglia di vomitare.
?Accidenti come è bianco, commissario. Non mi dirà che le ha fatto male la macchina?.
?Non credo. Il viaggio è stato liscio come l?olio? farfugliai con un certo affanno.
?Bene, ora prendiamo tutto l?occorrente e ci avviamo verso un posticino che conosco solo io. Arriveremo in quattro e quattr?otto e vedrà che non ci sarà nessuno a romperci le tasche?. Il concetto di quattro e quattr?otto si rivelò simile al concetto di buona mattina. Credo che una qualsiasi persona normale intenda quattro e quattr?otto all?incirca cinque minuti o dieci. Al massimo un quarto d?ora tanto per scialare. Non di più altrimenti si usa un? altra espressione, tipo ?Ci metteremo un po? ma ne vale la pena?, oppure ?C?è da fare parecchia strada?, o ancora ?Ci faremo una lunga passeggiata?. Anche per dare un?idea a chi ti segue di quello che lo aspetta. Ebbene il quattro e quattr?otto di Manganelli coincise in maniera spiccicata con un?ora di duro cammino tra viottoli, sterpaglie, macchioni, arbusti spinosi e buche improvvise a dimostrazione che quel posto lo conosceva veramente solo lui. Nemmeno i cani ci sarebbero arrivati.
?Che ne dice, commissario??. Non risposi ma ripresi fiato e incominciai a pulirmi il sangue che colava da una guancia per colpa di certi pruni maledetti.
?Bene, ci sistemiamo qui. Tanto per cominciare ci mangiamo un bel panino al formaggio e al prosciutto innaffiato con un buon vinello?. In altre occasioni mi ci sarei buttato a capofitto ma in quel momento di tutto avrei fatto piuttosto che mangiare. Risposi scuotendo malinconicamente la testa.
?Davvero non ne vuole, commissario? Mi dispiace che si senta male ma vedrà che si riprende in un battibaleno. D?altra parte dovrà essere in forma se vuole almeno tentare di non soccombere contro un pescatore provetto come il sottoscritto?. Me ne andai di corsa a vomitare dietro un cespuglio lì vicino. Come prevedevo il battibaleno del mio vice comprese quasi tutto l?arco della mattinata punteggiato da conati di vomiti che non producevano nessun effetto concreto dato che lo stomaco era assolutamente vuoto. Comunque sia cominciammo a pescare. Volevo fargliela vedere al Manganelli di che pasta fossi fatto come pescatore. Anche se in condizioni fisiche e morali disastrose era mio dovere batterlo per togliergli dalla faccia quell?aria di sufficienza con la quale mi aveva sfidato. Dopotutto da ragazzo c?era stato un periodo in cui mi ero dedicato alla pesca nel torrente Staggia. Mi alzavo presto la mattina, cercavo un luogo appartato, anche se non tanto appartato come quello scelto da Manganelli, buttavo nell?acqua il pasto che avevo preparato per i pesci che poteva consistere in chicchi di uva o di granturco, ci ritornavo per tre giorni di fila e poi incominciavo a pescare. In questo modo i pesci si erano abituati al servizio culinario ed abboccavano come pesci, appunto. Mi feci forza, presi la canna con la lenza, infilai con un po? di sforzo il bachino bianco nell?amo e mi apprestai a lanciare la lenza nell?acqua in un posto abbastanza lontano dove mi era parso di vedere luccicare qualcosa. Il lancio si sarebbe rivelato di una perfezione millimetrica se non fosse stato interrotto nella sua azione da un ramo di un albero che ciondolava stupidamente sulla sponda del torrente. Le mie urla disperate attirarono Manganelli che si era appostato più avanti.
?Che succede, commissario??.
?Che succede, che succede?lo vedrebbe anche un cieco. Questa maledetta fronda si è abbassata all?improvviso??.
?Ma se non tira un alito di vento??.
?Ma come non tira? Ma se ti dico che si è abbassata si è abbassata. Non ti ci mettere anche te por??.
?Non mi ci metto. Tutto è rimediabile nella vita ad eccezione della morte?. La nuda e cruda verità del proverbio mi bloccò per un istante.
?Ecco qui. Ora taglio la lenza, ne rifaccio un?altra e tutto ritorna come prima?. E tutto ritornò come prima ad eccezione del mio sistema nervoso che si era vieppiù intorcinato. Incominciai a pescare, o meglio a lanciare nell?acqua con più circospezione l?amo con il bachino bianco che scodinzolava disperato senza tirar su nemmeno l?ombra di un pesce, tanto che mi venne il dubbio che lo scodinzolamento del suddetto bachino fosse solo di soddisfazione. Mentre dall?altra parte?Eccone un altro, commissario! Lo dicevo che si sarebbe divertito!?. Ad un certo punto notai che il mio sughero veniva portato di qua e di là.
?Appena ti butti sotto ti sistemo io? ringhiai sottovoce. E appena fu portato sotto tirai con tutte le forze che avevo. Le forze che avevo erano poche ma bastarono a spedire il tutto sulla solita maledetta e stupida fronda d?albero che si era abbassata di colpo come riferii a voce piuttosto alterata a Manganelli. Il quale Manganelli risolse il problema con la solita calma e con il solito proverbio sulla morte che questa volta mi procurò un leggero brivido lungo la schiena. Decisi di cambiare il posto. Io sarei andato in quello di Manganelli e lui sarebbe venuto nel mio. Ero talmente furioso che non stetti nemmeno ad ascoltare ciò che diceva il mio vice con un?aria piuttosto preoccupata. Venni comunque a saperlo poco dopo quando, durante il trasloco, inciampai in un piccolo masso sporgente e mi ritrovai insieme alla canna da pesca dentro l?acqua. Le mie grida dovettero atterrire tutti i pesci dei dintorni perché da allora fino alla fine della pesca anche Manganelli non riuscì a tirar su nemmeno una scarpa, mentre io cercavo di asciugarmi ai raggi del sole che filtravano a malapena in quel posto da lupi. Ad un certo punto, passatomi i conati di vomito, mi venne voglia di mettere qualcosa sotto i denti. Ne feci edotto il mio braccio destro?Manganelli, mi è venuta voglia di azzannare il panino che hai preparato per me?. Evidentemente Manganelli stava perdendo in acustica perché non rispose e mi ci vollero tre o quattro chiamate per farmi rispondere.
?Allora, hai capito??.
?Ho capito che lei vorrebbe??.
?Non che io vorrei, Manganelli, ma che voglio. Voglio, presente indicativo, prima persona singolare?.
?Io, mi scusi, ma insisto nel vorrei, sono d?accordo sulla prima persona ma non sul modo. Adoprerei il condizionale. Insomma, commissario, lei mi deve scusare ma pensavo??.
?E che cosa hai pensato di grazia??.
?Quando non poteva mangiare ho pensato che sarebbe stato brutto lasciare andare a male un tale panino e così, per non sciuparlo??.
?Non mi dire che te lo sei mangiato!?.
?Non lo dico, commissario, ma l?ho fatto?.
Quella mattina non mangiai, non presi un pesce, cascai nell?acqua e vomitai. Ma a tutto c?è rimedio eccetto che alla morte.
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8) Il sergente dai capelli rossi
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Dopo i tre casi disgraziati ne arrivarono altri cinque, ma i miei successori non ebbero miglior fortuna. Vi sembrerà strano ma è così. Nonostante i mezzi messi loro a disposizione fecero fiasco completo. Da una parte mi dispiaceva per la mia città, dall?altra ne ero quasi contento. Anzi, siccome ho detto di dire tutto senza mezzi termini, ero contento senza il quasi. Fui richiamato a furor di popolo all?ottavo delitto. In effetti l?opinione pubblica mi era stata sempre vicina, ed anche la stampa, ad essere sincero. Questo fatto provocò come una frustata di adrenalina che mi permise di portare a termine il mio compito. Non ve ne parlo ora perché ho una rabbia dentro che mi fa scoppiare le budella. Durante l?ultimo caso arrivò anche un sergente in gonnella (si fa per dire perché portava sempre i calzoni) dai capelli rossi. Una specie di Milva in miniatura dalla bocca meno pomposa, con lo sguardo furbetto e lo scilinguagnolo sciolto. Portamento eretto con movimenti rapidi che mettevano in subbuglio le rotondità sporgenti. Mani di normale lunghezza sempre in fermento, pelle bianco-farina che faceva risaltare ancora di più la massa capillare rosso-rame. Una scossa, una scarica di vitalità dirompente. Trentacinque anni ben portati, laureata in psicologia. Secondo il procuratore Silvestri, che si dolse di avermi tolto l?inchiesta per un certo periodo ma gli ordini superiori non si discutono, doveva darmi solo un supporto psicologico alle indagini. Un intuito femminile coniugato con una ferrea preparazione psicologica mi sarebbe stato di un certo aiuto. Non che ne avessi bisogno e non si fidasse delle mie capacità, ci mancherebbe. Anzi si fidava proprio della mia intelligenza per capire che non la dovevo prendere come una offesa. Tanto più che la signorina in questione, perché di signorina si trattava e non di donna maritata, non era proprio bella bella bella ma carina sì, con tutte le sue cosine al punto giusto, un tipo, insomma, da come aveva potuto rendersi conto di persona, e il commissario, se la memoria non gli faceva cilecca, era ancora ?signorino?. E il commissario, cioè il sottoscritto, avrebbe potuto unire l?utile al dilettevole?Due piccioni con una fava.. Ringraziai di cuore il procuratore Silvestri, sia per i piccioni che per la fava, e mi apprestai, obtorto collo, a ricevere il prezioso aiuto del sergente elettrico. All?inizio non la presi bene. Durante la mia carriera non avevo mai avuto bisogno dell?aiuto di nessuno, se non delle battute di Manganelli e me l?ero sempre cavata egregiamente. E ora arrivava questa?questa sgrillante piedipiatti a volermi insegnare il mio mestiere. Per di più rossa, quando le ragazze rosse non mi erano mai piaciute nemmeno da ragazzo. Nel paese in cui ero nato si diceva che le rosse erano delle teste calde (vedi il colore), un po? matte, poco fidate e che portavano perfino sfiga tanto che qualcuno, se aveva la ventura di incrociarle, andava subito a toccarsi nelle parti basse. E così mi era rimasto questo imprinting. Ma dopo un po? che la frequentavo per i noti motivi professionali incominciò a nascere tra noi una certa amicizia, una certa confidenza che mi portò a cambiare opinione, se non sulle rosse in generale, almeno su di lei. Intanto si chiamava Sally Britti, un nome strano adatto proprio a una rossa. Era italiana pura, toscana come il sottoscritto, nata a Castelfiorentino ma il babbo, anche lui di capelli rossi, era un fissato del cinema americano e gli aveva voluto appioppare un nome di un personaggio di un film che l?aveva completamente ammaliato. La mamma si era opposta, ma lei aveva i capelli castani e si era dovuta arrendere. Così fu chiamata Sally, o più precisamente Sally la Rossa dalle amiche e dagli amici di quartiere. Questa Sally la Rossa aveva avuto una vita abbastanza movimentata in tutti i sensi a partire dai tempi della scuola, sia perché non stava ferma un attimo, sia perché non le andava bene nulla e non faceva altro che protestare. Era intelligente, curiosa di tutto e di tutti, preparata, dotata di una esposizione chiara e scorrevole, come ammettevano i suoi insegnanti, ma?ma?Ma era terribilmente cocciuta e non si adattava al tran tran della vita scolastica. Risultato: voti accettabili non aderenti alle sue capacità. Crescendo si era fatta più furba e aveva in qualche modo attutito gli spigoli del suo carattere soprattutto nei momenti cruciali, come quelli degli esami, per esempio. E così era andata avanti negli studi laureandosi in psicologia, una materia che l?aveva sempre interessata, per capire meglio gli altri e anche se stessa. Che non era una cosa semplice. Aveva partecipato ad un concorso per entrare nella polizia, perché era terribilmente attratta dai fatti di cronaca nera, dagli enigmi, dal mistero. Le piaceva scuriosare, ricercare, indagare, ficcare il naso dappertutto. Ed era riuscita nell?impresa di vincere il concorso con la sua volontà, la sua bravura e la sua cocciutaggine. Di giovanotti gliene erano girati intorno parecchi ma pochi venivano scelti e nessuno aveva resistito alla sua personalità imprevedibile e dirompente per più di due settimane. Per cui era rimasta single e non se ne dava troppa pena. Le bastava il suo lavoro ed i suoi numerosi interessi. La ragazza, infatti, non si interessava solo di psicologia ma anche di cinema, di letteratura, di romanzi polizieschi e perfino di scacchi. Sì, proprio di scacchi. Ne fui edotto la prima sera che accettò l?invito di venire a casa mia per fare il punto sulle indagini di quei bastardi di casi che mi stavano rovinando la vita. Solo per questo motivo e non per altro. Ero talmente preso dall?ultimo caso che non mi avrebbe tirato su dal punto di vista ormonale nemmeno una rediviva Marilin Monroe. Le discussioni non mancarono. Era puntigliosa e difendeva il suo punto di vista a spada tratta. Sempre con il dovuto rispetto ma solo quel tanto, o meglio quel minimo per non apparire scortese. Non avendo cavato un ragno dal buco per quanto riguardava il misterioso serial-killer che imperversava nella mia città, tirai fuori la scacchiera con i relativi pezzi e mi misi ad osservarli, come a cercare di scoprire il loro terribile segreto.
?Anche lei appassionato del gioco degli scacchi???mi chiese ad un certo punto della mia muta riflessione con gli occhietti spiritati.
?Perché?non mi dica che anche lei conosce o si interessa a questo gioco!?
?Beh, non dico di essere una campionessa ma me la cavo?.
?E da quanto tempo si dedica a Re e Regine??.
?Da poco, prima di essere mandata qui come?come??.
?Come??.
?Come supporto psicologico??
?Guardi che io non ho bisogno di un bel supporto di nulla? risposi lievemente alterato se un qualsiasi tipo di alterazione è possibile in uno stato di completo torpore psicofisico.
?Allora diciamo che sono stata mandata da lei solo per farle compagnia?.
?Questa è già meglio anche se??.
?Lasciamo da parte il motivo per cui mi hanno spedito al suo commissariato. Saputo che qui gira un maniaco che, dopo avere ucciso, mette nelle mani delle sue vittime pezzi di scacchi, ho voluto saperne di più su questo gioco. Pensavo che mi poteva essere di aiuto per le indagini?.
?Da un punto di vista professionale le fa onore. E così è da poco tempo che?? ritornai alla carica perché mi era venuto in mente di sfidarla, per vedere la sua reazione di fronte ad una debacle scacchistica segnata dal destino. Erano anni e anni che mi dedicavo agli scacchi. Sarebbe stata una passeggiata. Sally la Rossa avrebbe trovato pane per i suoi denti. Una vittoria completa e sicura su un tipetto come quello, che mi aveva tenuto testa poco prima, mi avrebbe tirato su di morale.
?Eh, sì, da poco tempo?.
?Facciamo una partitina, così tanto per rilassarci?? proposi con l?aria più innocua di questo mondo.
?Come vuole, commissario. Io sono pronta? rispose senza tentennamenti. Iniziai la partita con un ghigno di maligna superiorità che andava dagli angoli della bocca fino ai lobi degli orecchi. Tra l?altro avevo il Bianco e potevo impiantare il sistema di gioco che più mi era naturale. Entrai in una Tromposky che conoscevo a menadito, dato che me l?aveva insegnata il professor Bafio Tolti, un vecchio amico, vero esperto in proposito. Purtroppo anche lui se ne era andato da questo mondo e forse stava giocando con qualche angelo in paradiso o diavolo dell?inferno. In Purgatorio non ce lo vedevo. Pace all?anima sua. Entrai dunque nella Tromposky con la felicità di un bimbo che apre la porta di una pasticceria. Come previsto cambiai il mio Alfiere camposcuro con il suo Cavallo piazzato in f6 e mi apprestai a giocare macchinalmente almeno una quindicina di mosse che sapevo a memoria. Tutto facile, tutto liscio come l?olio anche perché Sally, da perfetta ingenua, non seguiva per nulla le sacre mosse previste dalla teoria, ma muoveva evidentemente i pedoni e i pezzi a casaccio senza un filo logico, come succede spesso ai neofiti. Mi sentii quasi in colpa per una vittoria troppo facile e così schiacciante. Senso di colpa che se ne andò presto a farsi friggere, perché le venne in soccorso una fortuna, ma una fortuna così sfacciata da ribaltare l?esito scontato della partita.
?Se devo essere sincero ho giocato con un po? di sufficienza? dissi soffiandomi deliberatamente il naso senza che ce ne fosse bisogno per nascondere un lieve rossore.
?Me lo aspettavo. Da un cavaliere come lei?? rispose sbattendo più volte le palpebre di quei due occhietti neri che pungevano come spilli. Nella seconda partita ebbi il Nero e riuscii a impiantare, senza che Sally se ne rendesse conto, naturalmente, un Dragone della Siciliana sul quale ero ferratissimo. Tra l?altro, sempre il mio vecchio amico Bafio Tolti, pace all?anima sua, mi aveva regalato un libro da lui scritto proprio su questo antico mostro e non vedevo l?ora di mettere in pratica i suoi insegnamenti. Sapevo tutto sul sacrificio di qualità nella casa c3 ed in altre case della scacchiera, sul sacrificio del Cavallo o dell?Alfiere nella casa g4, sul sacrificio del Cavallo in e4 e b2 e su altri strabilianti sacrifici del Nero in questa altrettanto strabiliante apertura. Tra l?altro era completamente sparito quel senso di colpa di qualche minuto prima, per cui me ne stavo curvo sulla scacchiera come un falco pronto a ghermire la preda. Andando avanti nel gioco mi venne in mente che anche il Bianco aveva le sue belle frecce da scoccare, i suoi bei sacrifici di pezzi. Mi ricordai di un pedone che si immolava in e5, di un Cavallo che si offriva in olocausto in f5, di una Torre che si schiantava su un Cavallo in h5, di un?altra Torre che si avventava in h7 ecc?Bene, bene avevo tutto sotto controllo. Solo che in quella partita non successe nulla di tutto questo. Non un sacrificio neppure piccolo piccolo, ma un tric e trac di una noia mortale che finì per portarmi in una situazione desolatamente persa con un pedone bianco che se andava beato in ottava traversa, per trasformarsi nella più fulgida delle Regine. Senza che nessuno dei miei pezzi potesse raggiungerlo.
?Uggiosa questa partita? dissi con un filo di voce.
?Non le do torto, ma non tutte le partite possono essere alla Kasparov? replicò secca.
?Ah, perché lei conosce??.
?Chi non conosce le partite del campione del mondo??.
?Certo. Chi non le conosce?Però, pensavo, che con il poco tempo a disposizione??
?Il tempo è stato quello necessario? sentenziò scotendo la massa rossa che mandò bagliori di fuoco.
Dopo queste risposte, a dir la verità anche un po? strafottenti, decisi di farla finita. La guardai fissa negli occhi, aggrottai le sopracciglia, aggiustai il posteriore sulla sedia e con il Bianco misi in atto la mia arma letale: un Gambetto di Re con il quale una volta avevo strapazzato anche un forte giocatore del circolo. Un Gambetto di Re è un?arma terribile nelle mani di un esperto, tanto più che mi ero preparato su un articolo scritto, sempre da Bafio Tolti, pace all?anima sua, su una rivista di indiscutibile prestigio. Al momento giusto avrei sacrificato il mio Alfiere campochiaro in f7 con un attacco devastante che avrebbe portato ad un sicuro abbandono del Nero. Così era scritto in quell?articolo. E così accadde. Solo per quanto riguarda la prima parte, però. Ci fu, è vero, il sacrificio dell?Alfiere in f7 ma senza essere seguito di lì a qualche mossa dall?abbandono del sergente che mi stava di fronte. Anzi, quella impertinente di una poliziotta in pantaloni continuò ancora per diverse mosse fino a rifilarmi un devastante matto affogato di Regina e Cavallo.
Non la faccio lunga. Negli altri incontri che proseguirono fino a tarda notte impiantai invano una variante di cambio della Spagnola o una difesa Tarrasch o?vattelapesca . Ad un certo punto decisi di non seguire più i consigli di quel mio vecchio trombone di un Bafio Tolti, che il diavolo se lo porti, lampante causa dei miei insuccessi, ma di giocare seguendo il mio naturale istinto scacchistico. Quello, di sicuro, non mi avrebbe tradito. Il fatto è che Sally la rossa non si accorse minimamente di questo profondo cambiamento di strategia e continuò a giocare nello stesso modo di prima, rifilandomi una sventola dopo l?altra, tanto che ad un certo punto, vedendomi sbiancare in faccia come un cencio lavato, mise in atto uno dei suoi artifici psicologici, per togliermi dall?impaccio. Dato che stavamo giocando nello studio ?Che magnifica biblioteca, commissario!? esclamò alzandosi di scatto e incominciando a scuriosare tra i libri.
?Posso dare uno sguardo, così ci prendiamo un po? di riposo da questo gioco che all?apparenza non pare, ma è molto stancante?.
?E? vero? risposi, ringraziandola in cuor mio per quell?atto di infinita bontà.
?Non credevo che un commissario di polizia avesse una biblioteca così fornita!?. Accennai ad un timido sorriso di ringraziamento.
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9) Cellule grigie al lavoro
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Una sera decisi di riunire nello studio di casa mia, dopo avere cenato, Manganelli e Sally per vedere di tirare fuori qualcosa da quei fottutissimi omicidi. Da questo incontro potete capire anche quello che era successo dopo il terzo.
?Dunque, sentite un po?. O stasera ci capiamo qualcosa, o questa volta decido io di dare le dimissioni, o me ne vado direttamente al manicomio?.
E? fortunato, commissario? rispose Manganelli con gli occhi che gli luccicavano per il Brunello di Montalcino.
?E perché??.
?Perché i manicomi non esistono più?.
?Lo so, ma il mio era solo un modo di dire. Non ti ci mettere anche te perché??.
?Okey. Zitto e mosca?.
?Bravo, così mi piaci?.
?Dunque, dicevo?sì, tu Manganelli fai un bel resoconto degli eventi tenendo presente le relazioni di Serbelloni e Rinesi??.
?La parte più semplice??.
?La parte più semplice e interessante. Mentre tu, Sally, cercherai di fornire una maledetta pezza psicologica a tutto quanto.?
?Offrirò la mia piccola pezza?.
?Mi scusi, commissario, ma il suo apporto in che cosa consiste, se mi è lecito??
?Il mio apporto sarà decisivo come al solito. Tu fai quello che ti ho detto che io?che io?lo vedrai?.
?Bene, inizio dai morti?.
?Vedi un po? tu. Se iniziare dai vivi ti è più facile??
?Inizio dai morti. Dunque sono nell?ordine:
1) Amelia Esposito di 22 anni, abitante in via Petrucci 4, trovata strangolata di lunedì, sembra con difficoltà, all?aeroporto di Ampugnano. Addormentata con la Rutella-cannabis. Ora della morte tra le dieci e le undici. Teneva un pedone degli scacchi stretto nella mano sinistra. Un pedone bianco ad essere precisi. Ragazza seria, studiosa, stava per finire l?Università. Aveva un fidanzato con l?alibi di ferro. A quanto pare nessun nemico o nemica.
2) Luigi Ermini di 70 anni , abitante in via Sant?Angelo 5, pensionato, ucciso dalla Infida-mastellaria sotto forma di caramella, di venerdì, nei giardini dell?Acqua calda. Ora della morte tra le diciassette e le diciotto. Un pedone nero nella mano destra. Brava persona.
3) Ferdinando Falugi, di 60 anni, abitante in via dei Pellai 3, pensionato, ucciso dalla Larussitia horribilis, sempre in forma di caramella, di domenica, tra le diciotto e le diciannove, trovato al cinema Smeraldo. Un Cavallo bianco nella mano sinistra. Ancora brava persona.
4)Silvana Cauccioli di 75 anni, abitante in via Reatina 6, pensionata, uccisa dalla Calderola-Trivialis?con caramella, di giovedì, tra le nove e le dieci presso i giardini del vecchio manicomio. Un Cavallo nero nella mano destra. Niente da dire su di lei.
5)????? Cosimo Biondi di 18 anni, abitante in Piazza del Sale 5, studente, ucciso dalla Rubella-bertinialis con sigaretta, di sabato, tra le?ventuno e le ventidue nella discoteca ?Il Paguro?. Un Alfiere bianco nella mano sinistra. Un po? esuberante ma niente di più.
6)????? Carlo Aldobrandi di 80 anni, abitante in via Sant?Orsola 6, pensionato, ucciso dalla Berlusca-insatiabilis con caramella, di lunedì, tra le quindici e le sedici presso lo stadio di calcio. Un pedone nero nella mano destra. Tifoso del Siena senza nemici.
7)????? Roberto Corsi, di 67 anni, abitante in via Romana 6,?pensionato, ucciso dalla Virida-pecoraria con caramella,?di mercoledì, tra le diciannove e le venti presso le scale della sua abitazione. Un Alfiere bianco ed un Cavallo nero nella mano sinistra. Persona dedita al lavoro e alla famiglia.
8)????? Marino Donati di 72 anni, abitante in via Pratesi 6, pensionato, ucciso dalla Mortadella perniciosa con sigaretta, di venerdì, tra le diciotto e le diciannove in Piazza del Campo. Un Alfiere bianco ed un pedone nero nella mano destra. Stimato da tutti.
?Bravo. Lo vedi che se ti impegni riesci bene??.
?La ringrazio. A voi la parola?.
?Gentile da parte tua, ma ancora non hai finito?.
?Come???.
?Le piante velenose??.
?Ah, già, le piante velenose. Dunque ecco qui la lista fornitaci dai nostri esperti:
1) Rutella-cannabis agisce sul sistema nervoso centrale, in poche parole fa addormentare. Se presa a dosi massicce può portare alla morte.
2) Infida-mastellaria può colpire indifferentemente la parte destra o sinistra del cuore fermando la
sua attività.
3) Larussitia horribilis colpisce il nervo ottico provocando un collasso nervoso.
4) Calderola-trivialis colpisce lo stomaco e l?intestino, fa vomitare e provoca una letale diarrea.
5) Rubella-bertinialis colpisce i linfociti del sangue che da bianchi diventano rossi e non svolgono più la loro attività di difesa.
6) Berlusca-insatiabilis colpisce qualsiasi organo partendo dalla voce che viene a mancare.
7) Virida-pecoraria colpisce le vie biliari e aumenta in modo eccessivo la produzione della bile che pervade tutto il corpo facendolo diventare verde.
8) Mortadella-perniciosa colpisce l?esofago che restringe le sue pareti e fa morire soffocati.
La loro azione è repentina. E questo è tutto.?
?Una bella pappardella. Cerchiamo di tirare fuori qualcosa di logico da questo Caos primordiale. Incomincia tu per primo, Manganelli?.
?Sempre a me??.
?Sempre a te?.
?Va bene se questo è il prezzo da pagare per essere inferiore di grado?.
?E? un prezzo stracciato?.
?Intanto mi pare che non ci sia nessun filo logico che lega questi benedetti omicidi. Nel senso che i morti non hanno alcun rapporto tra loro e non hanno nemmeno nemici. Sono tutte persone perbene e rispettabili?.
?Così sembra?.
?Un filo logico, però, ce l?hanno queste piante velenose nel senso che si ritrovano in tutti gli omicidi. L?assassino, maschio o femmina che sia, deve essere un vero esperto. Non escludo che lavori in campo farmaceutico o sia addirittura un medico. E? in grado di fabbricare sigarette e caramelle mortifere come fossero noccioline. Deve avere un laboratorio tutto suo?.
?Ottima e abbondante?.
?Che cosa??.
?La deduzione?.
?La ringrazio?.
?Ma le pare.?
?Queste piante velenose, poi, a stare ai nostri esperti, sono nate da poco nel nostro paese, pare quasi per un capriccio di madre natura. Le si possono coltivare praticamente nei nostri orti?.
?Questa degli orti me la segno?.
?Ma non è una battuta?.
?Appunto, mi sembra proprio una buona idea. Una girata tra gli orti di Siena non sarebbe tempo perso?.
?Un altro filo che lega le vittime sono gli scacchi. Alcuni li hanno nella mano destra, altri nella mano sinistra. E qui mi fermo perché con gli scacchi non ci ho mai capito niente. Figuriamo se li metto insieme a dei cadaveri?.
?Peccato, andavi così bene. A dir la verità anche io mi areno di fronte agli scacchi. E? chiaro che si tratta di un segnale. Ma quale? Andiamo avanti. Intanto fra queste vittime molte sono persone anziane. Perché??.
?L?assassino è uno assoldato dall?INPS per pagare meno pensioni?.
?Non c?è male. Io direi che i vecchi sono in generale, fatte le dovute eccezioni, più deboli e più facilmente addomesticabili??.
?Commissario, non sono mica degli animali!?.
?Volevo solo dire che si possono più facilmente convincere, che so, a succhiare una caramella o a fumare una sigaretta?.
?Ah, ho capito, una specie di circonvoluzione??.
??della tangenziale. Di circonvenzione, Manganelli! Insomma gli anziani sono in genere più creduloni??.
?Però ci sono anche due giovani tra le salme?.
?E? vero. Un caso troppo complicato. Anche i giorni e gli orari delle morti non ci dicono nulla. Anzi, a pensarci bene, qualcosa ci dicono?.
?Vedo dai suoi occhi che si è accesa una lampadina?.
?Diciamo un fiammifero. Già il giorno e l?ora dei decessi può essere importante. Praticamente ci sono morti in tutti i giorni e le ore del giorno. Che ne pensa il mio nobile braccio destro??.
?Mi scusi ma l?idea è venuta a lei, non a me?.
?Sì, ma la conclusione vorrei che sgorgasse limpida dalle tue labbra?.
?A me francamente pare che l?assassino non abbia niente da fare?.
?Ergo??.
?Ergo che??.
?Dunque??.
?Dunque, non avendo nulla da fare, o è un disoccupato o un pensionato?.
?Mai sillogismo fu più perfetto. Ecco il nostro piccolo passo in avanti. Un altro particolare che balza agli occhi è che gli omicidi si susseguono al ritmo di circa quindici giorni ciascuno, come se vi fosse un tempo preciso, quasi stabilito, per commetterli?.
?Già, non ci avevo fatto caso?.
?Forse è il tempo necessario per prepararli. Mah, direi di passare ora la parola alla nostra psicologa. Vediamo quale sarà il suo apporto. A lei la parola, sergente Sally?.
Il quale Sergente Sally se ne era stata zitta fino a quel momento ad ascoltare, tutta presa ed impettita, le elucubrazioni dei due maschietti.
?Intanto qualcosa di buono è stato detto?.
?Bontà sua, collega? rispose Manganelli con gli occhioni dolci.
?Dovere mio. Che sia un esperto di piante velenose è assodato, che abbia tutto il tempo a disposizione che vuole assodato anche questo. Idem per quanto riguarda il possibile laboratorio e la sua preferenza per vecchietti e vecchiette. Il fatto che vi siano anche persone più giovani tra le vittime può darsi sia dovuto alla necessità che non ne può fare a meno??.
?Vuole dire che il suo obiettivo sono le persone anziane, ma che, per un motivo o l?altro in certi casi non gli è stato possibile attuarlo??.
?Più o meno. A me pare che l?omicida sia una persona debole che vuole farci credere di essere forte. Lo dimostra il delitto di Ampugnano, la difficoltà nello strangolamento è apparsa evidente. Molto probabilmente si tratta di una persona anziana lucida e determinata. Infatti non ha lasciato segni tangibili della sua presenza nel portare avanti il suo scopo criminale. Una persona affabile, gentile e accattivante??. Manganelli si scosse dalla esplorazione corporale di Sally e, con un sorrisetto ironico, ? Certo, essere uccisi da una personcina così perbene fa sempre piacere?. Sally gli lanciò un?occhiata commiserevole. ?E? evidente che l?assassino deve avere un certo garbo, un certo fascino, un certo modo accattivante per convincere le vittime a fumare o a gustarsi una caramella. O no??. Il sorrisetto ironico di Manganelli si trasformò in un sorrisetto deficiente. ?Può essere? balbettò. Sally continuò scuotendo per un attimo quella criniera pazzesca. ? Per una ragione o l?altra si serve degli scacchi come un segnale, o meglio come un messaggio da far arrivare ad un?altra persona?.
?Una specie di codice cifrato??.
?Esatto?.
?Ma verso chi, e perché, e perché ora nella mano destra e ora nella mano sinistra e perché bianchi e neri??.
?E perché e perché e perché?Ora mi chiede troppo, commissario. Forse inconsciamente vuole aiutarci e quei pedoni e quei pezzi costituiscono degli indizi per arrivare a lui?.
?Cerco di riassumere. Il Nostro è persona anziana, gentile e accattivante, probabilmente in pensione e probabilmente ex medico o ex farmacista, conosce gli scacchi, è debole ma lucido e tenace, preferisce vittime anziane ma se l?occasione non si presenta in quel determinato giorno fa fuori chi gli capita a tiro, si serve degli scacchi per mandare segnali non si sa bene a chi o addirittura per fornirci degli indizi per essere scoperto. Una specie di gioco con la polizia. Non male, ragazzi, penso di avere abbastanza materiale per una bella ponzata. Vi ringrazio della magnifica serata e buonanotte?.
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10) La dea bendata
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Usciti i colleghi rimasi solo con me stesso. Quella fu la notte più lunga della mia vita. Ormai ero deciso. O trovavo qualcosa di concreto o avrei dato io stesso le dimissioni. Non c?erano alternative, non potevo vivere più in quello stato di ansia continua. Prima di tutto mi feci un bel caffè forte, accesi uno dei miei sigarelli lunghi, mi stravaccai come al solito sulla poltrona preferita gustando il caffè e aspirando profondamente il fumo. Poi chiusi gli occhi riassumendo mentalmente tutti gli avvenimenti e le osservazioni che erano state fatte. Ogni tanto avevo un piccolo sussulto, mi pareva di avere capito qualcosa, mi sembrava di avere scoperto il perverso meccanismo di quei crimini, ma erano solo falsi allarmi. Eppure, eppure spesso il mio pensiero si fermava inconsciamente a quei benedetti pedoni, ai Cavalli e all?Alfiere tenuti fra le mani di quei poveri morti e altrettanto inconsciamente mi appariva il volto di Sally incorniciato da una massa di fuoco. Che ne fossi innamorato? La ragazza era un tipo, aperta, sveglia, attiva, piena di energia?Ecco l?energia. Ne avevo appena per stare in piedi, figuriamoci per innamorarmi. Scartai l?idea dell?innamoramento. Allora perché i pezzi degli scacchi e la sua figura si presentavano insieme? Che nesso logico poteva scattare in quel mio cervellaccio mezzo addormentato? Ad un tratto la luce, come se fossi abbagliato da un faro nella notte. Con Sally avevo giocato diverse partite, tutte perse tra l?altro, maledizione?ma tra le tante ce n?era una che poteva?ma sì? Mi alzai istintivamente, presi la scacchiera, la stesi sul tavolo, vi misi sopra i pezzi e cercai di ricostruire, con il cuore che incominciò a battere più forte, le prime mosse della variante di cambio della Spagnola: 1.e4 e5?2.Cf3 Cc6?3.Ab5 a6?4.Axc6+ dxc6?Mentre muovevo elencavo meccanicamente i pedoni e i pezzi che venivano spostati: un pedone bianco, un pedone nero, un Cavallo bianco, un Cavallo nero, un Alfiere bianco, un pedone nero, un Alfiere bianco che cattura un Cavallo nero, un pedone nero che cattura un Alfiere bianco?Rimasi come fulminato. Le restanti forze residue del mio fisico e del mio cervello riuscirono a compattarsi. I pedoni e i pezzi erano gli stessi di quelli trovati nelle mani di quei poveri disgraziati! Dunque un collegamento c?era. Si trattava di una partita a scacchi! E se di partita a scacchi si trattava due dovevano essere i giocatori e due, non uno, gli assassini! Sentivo di essere vicino alla soluzione ma mancava un dato importante. Come faceva uno dei due giocatori, ammesso che la mia idea fosse giusta, a capire che il primo pedone bianco era proprio quello di Re e che era stato mosso dalla casa e2 di partenza alla casa e4 di arrivo? Ed il ragionamento valeva anche per gli altri pedoni e i pezzi. Mi concentrai di nuovo. Non dovevo abbattermi. Bevvi un altro caffè e fumai un altro sigarello. Poi andai al bagno e mi lavai la faccia che stava perdendo qualsiasi connotato di specie umana. Forse fu proprio in quel momento che la dea bendata ebbe compassione di me. Ritornai nello studio e mi ritrovai tra le mani la lista dei morti che avevo scritto tempo fa con i nomi, i cognomi e l?indirizzo della loro abitazione:
1)????? Amelia Esposito, via Petrucci 4
2)????? Luigi Ermini, via Sant?Angelo 5
3)????? Ferdinando Falugi, via Pellai 3
4)????? Silvana Cauccioli, via Reatina 6
5)????? Cosimo Biondi, piazza del Sale 5
6)????? Carlo Aldobrandi, via Sant?Orsola 6
7)????? Roberto Corsi, via Romana 6
8)????? Marino Donati, via Pratesi 6
La lessi e la rilessi fino a quando?Incredibile, impossibile, ma forse?Allora fui preso dalla stanchezza e caddi sulla poltrona come corpo morto cade.
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11) Un adorabile vecchietto
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La mattina seguente, cioè qualche ora dopo, mi svegliai perché durante il sonno, evidentemente agitato, mi ero mosso ed ero scivolato lungo la poltrona per finire steso sul pavimento. Ero stordito, ma ritornai alla realtà mettendo letteralmente il capo sotto il rubinetto del lavandino. Il primo pensiero fu quello di telefonare alla persona che pensavo fosse utile a cercare di chiudere il cerchio. Almeno così speravo. La telefonata fu lunga e molto, molto interessante. Uscii così come mi trovavo, dopo avere ingurgitato due budini di riso che tenevo al fresco nel frigorifero. Quelli non mancavano mai. Non mi feci neppure la barba e mi avviai a incontrare Erminio Gazzarri in via Lombardia 28. Ci arrivai con la mia punto verdolina che erano all?incirca le dieci. Abitava in una palazzina isolata in un quartiere residenziale dell?Acqua Calda formato da alcune villette a schiera contornate da splendidi giardini. Quello di Erminio Gazzarri era decisamente bello ed ordinato, vi erano fiori ed una serie di piante bene allineate che non avevo mai visto. Al suono del campanello si affacciò un signore anziano dalla barba e dai capelli bianchissimi, vestito in maniera elegante che mi accolse con un aperto sorriso.
?Mi dica?.
?Il signor Erminio Gazzarri??.
?Per servirla?.
Sono il commissario Marco Tanzini di Siena. Se lei permette vorrei porle qualche domanda. Sono da queste parti per svolgere delle indagini su questi misteriosi omi??. Non mi fece neppure finire il discorso che ?Ma, prego, si accomodi? disse con una voce estremamente cortese e nello stesso tempo mi condusse verso una poltrona in un piccolo salotto agghindato con molta cura.
? Gradisce un caffè? Stavo giusto preparandolo per me?.
?Grazie, ma??.
?Commissario, è un onore riceverla nella mia casa. La vedo, come dire, un po? addormentata. Mi lasci preparare un buon caffè?.
?Se proprio ci tiene?.
?Faccio in un momento?.
Mentre il signor Gazzarri se ne stava in cucina a preparare il caffè mi misi ad osservare il salotto. Piccolo ma pulito e ordinato con alcuni graziosi quadri alle pareti, una piccola libreria ed un tavolo in stile che mi ricordava il settecento. Sul tavolo una bella scacchiera in legno con i pezzi degli scacchi collocati sopra di essa. Già la scacchi?
?Ecco il caffè, commissario. Quanto zucchero??.
?Lo preferisco amaro, grazie?.
?Come vuole. Allora qual buon vento la porta da me??.
Mi aggiustai gli occhiali per guardarlo meglio. Aveva un viso dall?aspetto dolce e rassicurante, una bocca ben disegnata e due occhi celesti vivi e penetranti. Sembrava che il tempo avesse lavorato con delicatezza su quel corpo che dimostrava ancora segni di una certa vitalità. Lo accostai istintivamente ad uno di quei filosofi antichi che al liceo mi avevano incusso una certa soggezione.
?Ho settantacinque anni, commissario?.
?Beh, io non volevo?non li dimostra e non porta nemmeno gli occhiali?.
?Per grazia di Dio ho ancora una vista acuta. Ma mi dica la ragion | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2010-02-03T07:21:24+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1r Festival d’escacs Rei en Jaume - equips | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
L’equip d’Andorra acaba en la cinquena posició del festivalAvui ha tocat jornada doble en el Festival. Pel matí s’ha disputat tres competicions, una sub20, una sub10 i una tercera on es barrejaven tres categories, sub12 sub14 i sub16. En aquest darrer grup han pres part els tres jugadors del Principat, Marc Pericas (sub16), Marc Torrent (sub14) i Marc Obrgeon (sub12). Malgrat jugar-se les tres categories de forma barrejada les classificacions s’han tret per franges d’edat. En Marc Pericas ha acabat amb 5 punts en el quart lloc de la classificació general, o sigui quart sub16. Per la seva banda, amb 3,5 punts, en Marc Obregon ha estat el segon millor sub12 mentre que en Marc Torrent també ha acabat amb la mateixa puntuació. Cal destacar que amb la suma combinada dels tres jugadors han obtingut també la segona posició en la classificació per equips. Per la tarda ha tingut lloc la darrera competició, la d’equips, on han pres part 8 seleccions. L’equip d’Andorra ha estat integrat per Oscar de la Riva, els jugadors citats anteriorment, i Sílvia Real com tauler femení. La classificació final ens ha llevat a la cinquena posició, mentre que el torneig ha estat guanyat per Mallorca A que ha donat la sorpresa al superar Catalunya que d’entrada era la principal favorita. L’actuació andorrana ha estat bona, especialment si tenim en compte que la majoria d’equips estaven integrats per jugadors sub20 (apart del sènior i la femenina). Per la seva banda l’Oscar ha rebut el premi especial com a millor jugador del torneig. A continuació unes quantes fotografies dels esdeveniments: | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Mon, 28 Dec 2009 21:48:11 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1r Festival d’escacs Rei en Jaume | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
El gran mestre Oscar de la Riva guanya el torneig obertTot just aquesta tarda a les 17:00 hores ha començat el primer torneig del 1r. Festival d’escacs Rei en Jaume que entre els dies 27 i 28 té lloc a Palma de Mallorca. Gràcies a la invitació per part de l’organitzador, el Club d’escacs La Balanguera, 5 representants del Principat han pogut prendre part en aquest Festival que arrenca amb bon peu gràcies a la bona acollida que ha tingut la primera de les seves proves. El Festival està compost per tres competicions i tot just aquesta tarda s’ha jugat el torneig obert a partides ràpides (3 minuts + 2 segons per jugador) amb una excel.lent participació ja que han pres part 88 jugadors al Grupotel Taurus Park. El torneig ha estat clarament dominat pel gran mestre del Principat Oscar de la Riva que ha arribat a la darrera jornada amb 8 punts dels vuit possibles i malgrat perdre la darrera partida degut a un greu error tàctic, ha acabat imposant-se amb mig punt d’avantatge sobre els seus immediats perseguidors. L’Oscar ha fet bons els pronòstics ja que sortia com el principal favorit al ser el primer cap de sèrie. Pel que fa a l’actuació dels altres andorrans, Marc Pericas (sub16) i Marc Torrent (sub14) han acabat amb la mateixa puntuació, 4 punts, mentre que Marc Obregon (sub12) ha finalitzat amb 3,5. L’actuació es pot considerar força bona, en especial si tenim en compte que han hagut de llevar-se a les sis del matí per poder prendre el vol a ses illes i per tant el cansament s’ha pogut notar al llarg de la tarda. Demà pel matí continuarà el Festival amb el torneig sub20 a les 10:15, amb premis especials segons la seva categoria. Les partides es jugaran a 5 minuts i està previst que es celebrin set rondes. Per acabar, a les 16:30 hores es celebrarà el torneig per equips, amb una lliga a doble volta amb partides de 3 minuts i 2 segons per jugador. Aquí s’afegirà, als jugadors ja citats, el tauler femení Silvia Real. Els equips participants seran vuit: La Balanguera A, B i C; Andorra, Menorca, Catalunya, Mallorca A i B. A continuació us deixem unes quantes fotos del torneig i recordeu que a Flickr en trobareu més! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Sun, 27 Dec 2009 23:10:16 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Campeonatos Mundiales Sub8 a Sub18 2009 FINAL | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Los hermanos peruanos Cori Tello Campeones Mundiales.
El Español Iván Salgado López Sub- Campeón Mundial.
Jorge Cori Tello (2462) Campeón Mundial SUB-14.
Deisy Cori Tello (2374) Campeona Mundial SUB-16.
El español Iván Salgado López (2562) segundo en Sub-18.
El lunes 22 de noviembre la Ceremonia de Clausura.
Crónica, Tablas Finales, Partidas
Sub-18: Iván Salgado López (GM) Sub-Campeón Mundial. Su empate en la última ronda frente a Sasa Martinovic (CRO-2483) lo privó del Campeonato, ya que el sistema de desempate le era favorable. Maxim Matlakov (RUS-2575), con 9, Campeón. Kacper Piorun (POL-2475) con 8, 3º. David Recuero López (ESP-2494) 6½ puntos. Los colombianos David Arenas (2333) y Simón Sánchez Maya (2194) con 5½ y Leopoldo Aguirre Manzo (MEX-2148) con 5 puntos. Participantes: 101
Sub-18G: Olga Girya (RUS-2340) Campeona Mundial, tras el desempate sobre Keti Tsatsalashvili (GEO-2288), ambas con 8½. Kubra Ozturk (TUR-2177), con 8 se quedó con el 3er puesto. Anabel Guadamuro Torrente (ESP-2116) con 6 y Ana Paula de Oliveira (BRA-1786) con 5. Participantes: 61
Sub-16: SP Sethuraman (IND-2447) superó por desempate a su compatriota Gujrathi Vidit Santosh (2459) y es el nuevo Campeón, ambos con 9 puntos. Maxime Lagarde (FRA-2393) con 8 y por sistema, se quedó con el 3er puesto. El primer preclasificado IM Nils Grandelius (SWE-2540) 14º/23º con 7 puntos. Con 6½ el español Ángel Arribas López (FM-2461). Participantes: 119
Sub-16G: Deisy Cori Tello (PER-2374), Campeona Mundial de punta a punta con 10 puntos. Las georgianas Meri Arabidze (2254) con 8½ y Nezi Paikidze (2257) con 8, Plata y Bronce. Sonia Sarai Tello Patino (MEX) con 5 puntos. Participantes: 100
Sub-14: Jorge Cori Tello (PER-2462) Campeón Mundial. La victoria de Jorge en la última ronda y la derrota del hasta entonces puntero Kamil Dragun (POL-2284) lo proclamó Campeón. G V Sai Krishna (IND-2225), 3º. Jorge sumó 9 puntos y pero no modificó su ránking, en la búsqueda de los 2500 que necesita para que se le otorgue el título de GM, ya que como informamos ha cumplido las 3 normas necesarias. David Pardo Simon (ESP-2334) no estuvo lejos y con 7½ culminó 11º. Martín Martínez Romero (COL-2170) y Luis Carlos Torres Rosas (MEX-2004) con 6, Juan José Benavente Vázquez (MEX-1947) con 5; Marco A San Pedro Morales (MEX-1830) 4½ y José Santos Gómez García (MEX-1936) con 3½. Participantes: 137
Sub-14G: Marsel Efroimski (ISR-2150) con 9 Campeona por desempate sobre Aleksandra Lach (POL-2158). Amalia Aranaz Murillo (ESP-1994) cerca del Bronce, 4ª con 8. Paula Andrea Rodriguez Rueda (COL-2020) y Melissa Castrillon Gomez (COL-2076) 6½. Diana Real Pereyra (MEX-1965) 6. Adriana Pachon (COL-1977) 5½ y Fernanda Dos Santos Rodrigues (BRA-1949) con 5. Participantes: 100
Sub-12: Bobby Cheng (AUS-2202) Campeón con 9 puntos. Jan-Krzysztof Duda (POL-2079), Richard Wang (CAN-2044) y David Paravyan (RUS-2021) con 8½. Joshua D Ruiz C (COL-2120) 6½; Chiari Arthur Gontijo Chiari (BRA-1895, Jairo Antonio Castro (COL-1993), Fernando Novoa (ARG-1840) e Isaac Tello (MEX) todos con 5 puntos. Participantes: 141
Sub-12G: Sarasadat Khademalsharieh (IRI-2018) Campeona con 10 puntos. 2ª Anna Styazhkina (RUS-2018), 3ª Aleksandra Goryachkina (RUS-1971). La española Irene Nicolás Zapata (1882), 15º con 7. Daniela Romero (BRA), Alaize Dall'Orsoletta (COL-1912) y Rubí Valencia Hernández (MEX-1723) con 5. Ana Gabriela Azuela Morales (MEX) 3½. Participantes: 105
Sub-10: Jinshi Bai (CHN) con 9 puntos se resultó el Campeón, por mejor sistema de desempate, sobre Murali Karthikeyan (IND-1969) Y Han Yu Zhang (CHN). El primer preclasificado, Ildus Galimov (RUS-2088) 45º/67º con 6 puntos. Arbelaes Estiven Zapata (COL-1971) con 6½, 39º. Participantes: 144
Sub-10-G: Con 10½/11 se proclamó Campeona Gunay Vugar Qizi Mammadzada (AZE-1732), con 2 de ventaja sobre María Furtado Ivana (IND-1859) y Aydan Hikmet Qizi Hojjatova (AZE-1846). Sofía Rodriguez (COL-1926) finalizó con 7 puntos. Participantes: 83
Sub-8: Campeón el local Ayran Gholami (IRI-1950) 9½. Jorin Jared Acosta Cubides (COL-2015), primer preclasificado no comenzó bien y sus 3½/4 finales le permitieron ser 26º con 7 puntos. Carlos Sandoval Mercado (MEX-2015), primer preclasificado arrancó confirma su candidatura con 5½/7, pero 3 derrotas seguidas lo dejaron fuera de la pelea y finalmente 27º. Participantes: 129
Sub-8G: La china Ruorong Chu, con 9½ Campeona; seguida por Samritha Palakollu (USA) y Yunshan Li (CHN) con 8½. Participantes: 85
Partidas {iframe}almacen/partidascomentadas/wch1409.htm{/iframe}
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Mon, 23 Nov 2009 10:46:31 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| GM Vallejo Pons is Spanish Chess Champion | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
congratulations to Francisco Vallejo Pons for winning the 2009 Chess Championship. From this victory he joins the 2700 club. Congrats, Francisco!![]() Here are the final standings courtesy of Chessdom: Place Title Name Rating Score 1 GM Vallejo Pons Francisco 2696 8 2 GM Lopez Martinez Josep Manuel 2570 7 3 GM Del Rio De Angelis Salvador G 2559 7 4 IM Cacho Reigadas Sergio 2484 7 5 GM De La Villa Garcia Jesus Maria 2481 6.5 6 GM Illescas Cordoba Miguel 2591 6.5 7 GM Arizmendi Martinez Julen Luis 2532 6.5 8 IM Alonso Rosell Alvar 2487 6.5 9 Camacho Collados Marcos 2231 6.5 10 FM Fernandez Siles Luis 2334 6.5 11 GM Oms Pallisse Josep 2498 6.5 12 IM Vassallo Barroche Mauricio 2411 6 13 GM Cabrera Alexis 2529 6 14 IM Recuero Guerra David 2492 6 15 IM Teran Alvarez Ismael 2432 6 16 IM Cuenca Jimenez Jose Fernando 2460 6 17 FM Valmana Canto Jaime 2332 6 18 FM Camacho Collados Jose 2401 6 19 FM Alvarez Fernandez Enrique 2340 6 20 FM Mascaro March Pedro 2369 6 21 IM Aloma Vidal Robert 2462 6 22 Gaya Llodra Juan 2218 6 23 WGM Vega Gutierrez Sabrina 2357 6 24 FM Menvielle Laccourreye Augusto 2254 5.5 25 GM Bellon Lopez Juan Manuel 2430 5.5 26 IM Vehi Bach Victor Manuel 2381 5.5 27 FM Del Rey Diego 2419 5.5 28 WIM Gutierrez Castillo Paloma 2151 5.5 29 FM Fenollar Jorda Manuel 2311 5.5 30 Garcia-Ortega Mendez Jose M 2277 5.5 31 GM Narciso Dublan Marc 2533 5.5 32 IM Estremera Panos Sergio 2402 5.5 33 Barcelo Pujadas Pedro Jose 2249 5.5 34 IM Garza Marco Sergio 2447 5 35 Astasio Lopez David 2315 5 36 Revilla Rio Francisco 2094 5 37 IM Almagro Llamas Pablo 2470 5 38 FM Hernandez Gallardo Fco Javier 2360 5 39 GM Khamrakulov Ibragim S 2554 5 40 Garcia Rodriguez Victor 2086 5 41 Sabater Sanchez Asensio 2211 5 42 FM Galiana Salom Juan Ramon 2216 5 43 CM Gutierrez Castillo Oscar 2130 5 44 FM Serra Olives Tomas 2145 5 45 Ferreiro Pailos Alejandro 2125 5 46 Inigo Munoz Javier 2167 5 47 Cuenca Jimenez Francisco Javie 2189 5 48 Damians Janes Jordi 1974 5 49 FM Garcia Del Rey Senen 2319 5 50 Pont Mulet Antonio 2232 5 51 Solino Nebot Leonardo 2174 5 52 Sarto Ramos Angel 2037 5 53 Lorente Penalba Diego 2120 4.5 54 Diaz Rodriguez Jose Antonio 2121 4.5 55 Montoya Irigoyen Inigo 2070 4.5 56 FM Garcia Garcia Ruben 2278 4.5 57 Navarrete Espi Samuel 1929 4.5 58 Lechado Artigues Pedro 2110 4.5 59 Ruiz Marana Alejandro 2204 4.5 60 Serrano Bozada Esteban 2217 4.5 61 WFM Guadamuro Torrente Anabel 2142 4.5 62 Veganzones Rojo David 2100 4.5 63 Machin Arbelo Pedro Alexis 2052 4.5 64 CM Segura Ariza Jose Luis 2210 4.5 65 Valls Casas Jordi 2094 4.5 66 Juan Mas Santiago 2098 4.5 67 WFM Vega Gutierrez Belinda 2218 4 68 Jimenez De La Torre Jose A 2175 4 69 Gelabert Mari Llorenc 2083 4 70 Planells Roig Jose 2108 4 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 'Chess Wars' App Update Rejected Over... - Mac Rumors | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Tue, 01 Sep 2009 20:33:28 GMT+00:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| INSCRITOS AL OPEN VILAFRANCA DEL PENEDES | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() Ranking inicial No. 0 Nombre FED FIDE EloN Gr Club/Ciudad 1 IM Rojas Keim Luis CHI 2444 2429 2474 Mollet 2 MK Avila Jimenez Javier ESP 2252 2241 2319 Montmelo 3 MK Toledano Luna Pedro ESP 2251 2281 2340 Vilafranca 4 FM Garcia Jimenez Francisco Javie ESP 2188 2212 2281 Barberà 5 MK Codina Feixes Josep ESP 2176 2203 2277 Igualada 6 Aranda Flores Jordi ESP 2144 2106 2234 Barberà 7 Tallo Dominguez Imar ESP 2123 2154 2237 Sant Martí 8 Plasencia Martinez Victor ESP 2121 2096 2225 Lira Vendrellenca 9 Rodriguez Becerro Miquel ESP 2119 2146 2225 Vilafranca 10 Rafols Albet Josep ESP 2114 2106 2182 Vilafranca 11 Roca Calaf Jordi ESP 2098 2112 2191 Vilafranca 12 Molano Lafuente Ismael ESP 2082 2101 2231 Lliçà-Ronçana 13 Layola Barrionuevo Oriol ESP 2053 2061 2163 Sitges 14 Gallego Bergada Antoni ESP 2034 2047 2149 Montmelo 15 Colet Fernandez Jose ESP 2031 2035 2152 Vilafranca 16 Lluverol Torrents Salvador ESP 2019 2009 2114 Vilafranca 17 Degerhammar Tomas SWE 2017 2027 2094 Sitges 18 Rius Marse Josep ESP 2014 2022 2074 Gran Penya Vilanova 19 Morais Carreras Javier ESP 2008 2017 2080 Mollet 20 Gallego Montes Antoni ESP 2003 2012 2092 Montmelo 21 Galimany Rovira Xavier ESP 2000 2025 2112 Torredembarra 22 Matons Calafi Eva M ESP 1960 1832 1910 Torredembarra 23 Clotet Torrelles Ramon ESP 1945 2077 2108 Igulada 24 Vilella Bertran Joan ESP 1944 1961 2091 Piera 25 Roure Ripol Antoni ESP 1939 1918 1935 Gran Penya Vilanova 26 Santiago Abril Narcis J ESP 1918 1916 2012 Piera 27 Blasco Cusido Francesc ESP 1913 1968 2077 Torredembarra 28 Bals Hernandez Jordi ESP 1896 1844 2079 Mollet 29 Romeu De La Cruz Josep ESP 1886 1900 1970 Torredembarra 30 Navarro Fornos Pere Josep ESP 1884 1806 1872 Montblanc 31 Mateu Valentines Josep Antoni ESP 1867 1905 2049 Vilafranca 32 Caballero Gomez-Casero Emilio ESP 1854 1887 1994 Torredembarra 33 Condal Orries Josep ESP 1851 1791 1849 Lira Vendrellenca 34 Mendoza Barbera Pablo ESP 1842 1834 1907 Sitges 35 Ramirez Sanchez Prudencio ESP 1841 1850 2019 Vilafranca 36 Tutusaus Marrugat Carles ESP 1814 1756 1852 Vilafranca 37 Meyer Kuno ESP 1805 1778 1859 Santpedor 38 Rocamora Bages Albert ESP 1784 1792 1895 Penya escacs Ribes 39 Gallego Bergada Jordi ESP 1770 1662 1791 Montmelo 40 Solsona Manonelles Josep ESP 1762 1756 1854 Capablanca 41 Torrallardona Raventos Marti ESP 1761 1734 1858 Sant Sadurní 42 Maseras Rozas Gumersindo ESP 1749 1800 1917 Montblanc 43 Contreras Fernandez Joan ESP 1742 1794 1868 Vilafranca 44 Valles Soler Jaume ESP 1722 1745 1805 Vilafranca 45 Garcia Lopez Josep Luis ESP 1716 1761 1882 Martorell 46 Bertran Nadal Santiago ESP 1713 1673 1771 Mollet 47 Cifre Ochogavia Joan ESP 1711 1672 1838 Mollet 48 Llop Llop Josep ESP 1703 1672 1782 Capablanca 49 Villar Reyes Ramon ESP 1699 1654 1853 Mollet 50 Febrero Perez Lluis ESP 1664 1604 1730 Comtal 51 Mateos Lopez Javier ESP 1657 1641 1778 Vilafranca 52 Gallegos Gomez Jacinto ESP 1646 1655 1753 Vilafranca 53 Menchon Lopez Ricardo ESP 1609 1663 1791 Capablanca 54 Cervera Alemany Serafin ESP 1587 1832 1780 Sant Sadurní 55 Castaneda Munoz Antonio ESP 1530 1595 1866 Mollet 56 Cruz Saez Alejandro ESP 1529 1590 1880 Badalona 57 Brull Prats Miquel ESP 1518 0 1744 El Castell 58 Mollet Soldevila Eva ESP 1501 1386 1700 Santpedor 59 Navarro Pujol Josep Lluis ESP 0 2000 2035 Gran Penya Vilanova 60 Lloveras Espin Josep ESP 0 1974 2047 Gran Penya Vilanova 61 Vidal Cosp Jordi ESP 0 1940 1960 Gran Penya Vilanova 62 Hill Guell Pau ESP 0 1848 1944 Vilafranca 63 Aymat Satue Joan ESP 0 1762 1825 Tarragona 64 Torres Palau Jordi ESP 0 1633 1782 Vilafranca 65 Mateos Lopez Francisco De Borj ESP 0 1583 1781 Vilafranca 66 Treviño Martinez Cristobal ESP 0 0 1920 Vilafranca 67 De Mendoza Sans Francisco Javi ESP 0 0 1777 Sitges 68 Zumel Roman David ESP 0 0 1770 C.T. La Pobla 69 Castellanos Alonso Victor ESP 0 0 1730 Penya escacs Ribes 70 Llacuna Fabregat Josep Maria ESP 0 0 1708 Igualada 71 Tutusaus Carbo Josep M ESP 0 0 1707 Vilafranca 72 Mondejar Martinez Jose ESP 0 0 1700 Gerunda | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Wed, 15 Apr 2009 08:04:00 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Primera Provincial - Ronda 6 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Segona victòria de l’equip filial que l’allunya del descensEl GEVA-CEA B ha aconseguit en la jornada d’avui la segona victòria de la temporada, un resultat força important ja que els allunya de les places de descens. L’encontre no ha tingut gaire història ja que l’equip del Bellpuig ha vingut al Principat amb tres jugadors menys, i per tant de les cinc partides restants només calia assolir un punt i mig per guanyar el matx. Les taules dels tres primers taulers juntament amb la victòria del sub14 Marc Torrent en el cinquè han neutralitzat la única derrota d’avui, la de Joan Moscoso. A continuació els resultats individuals:
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Sun, 08 Mar 2009 19:02:16 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Primera Provincial - Ronda 5 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
L’equip filial obté la primera victòriaL’equip filial ha aconseguit la primera victòria de la temporada a la cinquena ronda jugant contra el Vallfogona B per un 5-3. Aquesta victòria deixa al nostre equip a prop de la salvació. Les partides han anat així. En el primer tauler Benet Pantebre tenia una posició igualada en una Defensa Francesa del canvi, però mica en mica ha anat aconseguit avantatge fins a guanyar un final de reis. En el segon tauler Esteve Mateu ha obtingut un clar avantatge en una Francesa on finalment ha acabat guanyant un final de dama contra dos torres. En el tercer tauler David Gorgues ha plantejat el Gambet Budapest i ha guanyat una peça al mig joc, però una entrega li ha costat el punt. En el quart tauler Joan Moscoso no ha jugat molt bé un atac Trompovsky i també ha perdut la partida. En el cinquè tauler Marc Torrent tenia una posició igualada en una Defensa Escandinava, però ha sabut com aprofitar els errors del seu contrincant. Menys sort ha tingut la Diana Da Rocha, que després de plantejar una partida Vienesa ha quedat pitjor i no ha tingut cap oportunitat per endur-se la victòria. En el setè tauler Marc Pericas ha obtingut una bona posició després que el seu rival li plantegés malament una Defensa Escandinava i s’ha acabat enduent el punt gràcies als errors del seu rival i a la seva mala posició. En el vuitè tauler em presenciat la victòria més contundent de les 8 partides, on Ernest Navarro ha aconseguit un gran avantatge en tant sols 10 jugades. La següent setmana ens espera el Bellpuig, un rival difícil, però on una victòria contra ell podria ser un gran pas per la permanència. A continuació els resultats individuals:
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Sun, 01 Mar 2009 21:54:10 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Campionat Juvenil d’Andorra 2009 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Marc Pericas s’endú la victòria per segon any consecutiuMarc Pericas va demostrar la seva superioritat guanyant les 7 partides del torneig. En segon lloc es va classificar en Marc Torrent amb 6 punts, perdent solament una partida, precisament amb el campió. Fins aquí els resultats esperats. La sorpresa del torneig la va protagonitzar un dels més petits: Valentí Riba (sub10) en ocupar la tercera plaça en solitari amb 5 punts. El quart lloc va ser per l’altre sub10 Arnau Jansat amb 4 punts superant per millor coeficient de desempat jugadors més experimentats com la Diana Da Rocha (sub14) o Marc Obregon (sub12). A continuació la classificació final: Classificació final:
Jugador Categ. Punts Des.
1 Pericas, Marc s/16 7.0 20,5
2 Torrent, Marc s/14 6.0 20,5
3 Riba,Valentí s/10 5.0 19
4 Jansat, Arnau s/10 4.0 20,5
5 Da Rocha, Diana s/14 4.0 20
6 Obregon, Marc s/12 4.0 19,5
7 Galera, Maria s/12 4.0 19
8 López, Francesc s/12 4.0 15,5
9 Gasa, Marc s/12 4.0 15
10 Gonzàlez, Jose s/12 3.0
Fins 15 jugadors participants.
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Sat, 28 Feb 2009 08:44:59 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Primera Provincial - Ronda 4 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Contundent derrota a casa davant el ToràEl GEVA-CEA B ha perdut avui de forma contundent enfront l’equip del Torà, un dels més forts de la categoria juntament amb l’Elefant. El resultat es prou clar per explicar com ha anat el matx i és que la diferència d’ELO entre els jugadors d’ambdós equips ha resultat determinant. Malgrat tot, com a circumstància positiva, es pot valorar que els jugadors del planter, com Torrent, Sasplugas, López i Obregón poden millorar el seu joc enfrontant-se a jugadors de nivell superior. A continuació els resultats individuals:
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Sun, 22 Feb 2009 21:23:12 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Amarcord | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Amarcord Quando arrivano i ricordi. Una belata continua, gli amici, gli scherzi, la pesca, il biliardo, il calcio, la maestra, i fumetti… Arrivano i ricordi. A ondate. Spesso all’improvviso, senza accorgermene. Non so se capita anche a qualcuno di voi. Ora belli, ora brutti. Mi ci sono abituato e mi fanno compagnia. Il primo ricordo che mi assale è il pianto. Da piccolo piangevo sempre. Una belata continua che sentivano pure i vicini di casa “O Lionna (la mia mamma) o che gli fai a codesto bambino?” le chiedeva Corinna (sentite che nomi) dalla finestra di fronte. “Che gli fo, che gli fo. Niente gli fo. E piange senza motivo”. E forse un motivo ce l’avevo, una specie di presentimento, che quando ebbi undici anni il “mal di cuore” se la portò via. Così è la vita. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
2009-01-07T07:30:00+01:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Elista FIDE Grand Prix round 11 - Rustam Kasimdzhanov the only winner, other games drawn | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| After a torrent of decided games on Thursday, 11th round of the Elista Grand Prix finished with draws in all but one game. Nevertheless, the players were still in the fighting mode and majority of the games continued deep into the second time control. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Fri, 26 Dec 2008 20:47:56 +0100 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Everything is out there! | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Pre-warning:- This is going to be one of those “back when I was young” articles Back then, chess materials were so hard to come by. Books were scarce in my town (i.e. zero chess books sold in the local bookshops) and you had to go to KL to buy one. Even then, they were expensive and as students we did not know which books were worthy to invest in. Today, books are still relatively expensive but the choices has multiplied a hundred time. Chess vendors like Mok, Balendran, Stonemaster, Rizal, Joseph Toh, Jax Tham, IntChess, Thomas Voon etc makes it even easier to get books, software, equipments and magazine related to chess.
Illegal options aside, there are tons of free materials from sites like Chessville.com and chess.About.com - just to name two. Book reviews are also plentiful making it so much easier for chess book selection. Just for this I think it’s a great time to be a chess teenager. It’s not too late for busy professional however. Chess development and training is no longer something difficult. The trouble is that keeping up with quality material out on the web. There is just too much out there and vetting through what is good and what is not is time consuming. Perhaps what is needed is someone or some website that is dedicated to facilitate and filter materials from the web and any digital and print material. I think this would be one of the key skills of a chess coach nowadays - to become facilitators to the abundant chess materials today and assign appropriate reading materials, chess exercises and games to study to his or her student(s) accordingly. The modern chess coach has to be web savvy too. I’m still waiting (hoping) for a well organised Chess e-Learning system to appear soon. Some tips: Print material. Cut out magazines and newspaper articles (though rare now in Malaysia) and keep them in a “To Read” folder. Read in those moments you are waiting for a meeting to start or during transit in travelling. Digital material. Bookmark those useful chess videos you found on YouTube or other video sites. If you have an iPod download lectures off of iTunes and watch or listen to them while working (that’s one of my favourite things to do in the office - listening not watching!). A good bookmarking tool to use is www.delicious.com which let’s you save those URL gems online so it is accessible anywhere. If you have a PDA/smartphone, you can easily convert and store the text in your device to be read later. An alternative to having expensive iPods or PDA is to get one of those MP4/MP3 video players and iPod Nano clones which have become relatively cheap now. You can probably get a cheap but decent portable MP4 video player for about RM 100-200 (~USD 25-50) today. Download the chess videos to your PC and transfer them to your portable device to be viewed “on the go”. With today’s youth pre-occupied with Playstations (PSPs) and Nintendos (DS lite) and having short attention spans, short instructional videos are just ideal. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Mon, 10 Nov 2008 05:52:15 +0000 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ci sono molte ragioni per giocare un torneo a Venezia | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Ci sono molte ragioni per giocare un torneo a Venezia. Prima di tutto, come è noto, Venezia è Venezia e merita un viaggio. L’organizzazione, poi, di solito è impeccabile. Infine ci sono gli scacchisti della scuola veneta, che sono agguerriti, motivati e, in media, più dotati di quanto dice il loro elo: avversari stimolanti, insomma, soprattutto per chi ama farsi randellare. E’ per questo che ogni anno un manipolo di coraggiosi turineis si stacca dall’ombra della Mole Antonelliana, si iscrive all’Autunno Scacchistico Veneziano e vagabonda per la laguna cercando di lasciare un buon ricordo di sé.
Slideshow con foto di R. Tonel (clicca) CLASSIFICA OPEN A (primi 20)
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